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Nov 11

Denver Broncos – San Diego Chargers 16-13

Quarta vittoria consecutiva e quinta nelle ultime sei partite per i Broncos. Sconfitte in trasferta tutte e tre le rivali di division. Record portato da 1-4 a 6-5. Dall’ultimo posto in classifica nella AFC West al secondo posto in piena lotta per la vittoria e per una wild card ai playoff.

Questo sono i Denver Broncos di novembre, che hanno messo in atto una metamorfosi davvero incredibile.

Tutto è cominciato col cambio di quarterback e l’inizio dell’era Tim Tebow. Ma questo da solo non sarebbe bastato. Un grandissimo gioco di corse per stancare fisicamente gli avversari, e una difesa finalmente aggressiva e concreta, che ferma le corse in maniera discreta e mette una grande pressione ai qb avversari con la coppia d’oro Dumervil-Miller, sono gli elementi principali che poi permettono a Tebow di essere decisivo quando serve. Senza gli altri fattori non ci sarebbe l’occasione per far decidere le partite e Tebow.

Contro i San Diego Chargers è andata in scena l’ennesimo capitolo della nuova versione dei Broncos, che nei concetti base del football il suo credo. Correre in attacco, stancare la difesa avversaria, non commettere tournover e con la difesa togliere dal campo l’attacco avversario il prima possibile. E questo ha funzionato al meglio.

L’inzio partita come sempre in attacco è stato poco concreto, si è mossa bene la palla con tante corse ma sui terzi down si è sofferto troppo e spesso si è stati costretti ad affidarsi al punt, cercando più il gioco delle posizioni in campo che non i punti. Così, pur con i Chargers non brillanti e Philip Rivers in difficoltà come nelle ultime partite, San Diego è riuscita a realizzare prima un field goal e poi un td con il solito Antonio Gates, portando il risultato sul 10-0.

Il miglior drive di Denver arriva a fine primo tempo, con Tebow che muove la palla fino alla redzone avversaria, avvalendosi delle corse di McGahee e andando a pescare Eric Decker solo in endzone con un ottimo lancio. Per Decker è l’ottavo TD stagionale, per lui grandissima annata fino ad oggi.

Nella ripresa gli attacchi vengono sostanzialmente annullati dalle difese, con un field goal a testa e tanti punt. Ancora una volta sul finale del match l’occasione è per i Broncos e per Tim Tebow, che sotto 13-10 organizza un ottimo drive da 68 yard, che porta però solo ad un field goal, quello del pareggio a 3 minuti dal termine.

La difesa tiene e i Chargers preferiscono non rischiare andando piuttosto all’overtime.

Dopo un paio di possessi in cui i Broncos arrivano al quarto e uno ma preferiscono effettuare un punt, dimostrando più fiducia nella difesa che nella capacità dell’attacco, la palla è dei Chargers che con buone corse di Ryan Mathews (137 in 22 portate per lui alla fine) arrivano in zona da field goal. La partita sembra segnata, il kicker Nick Novak si scalda e si prepare ad un field goal.

E’ un terzo down sul quale però Von Miller compie la giocata forse decisiva, stoppando la corsa dei Chargers per una perdita di 5 yards, e costringendo al field goal dalla non facile linea delle 53 yards. Novak che già durante il tempo regolamentare ne aveva realizzato uno (proprio dalle 53) e sbagliato un altro viene messo sotto pressione da un time out chiamato appena prima del calcio. Calcio poi che verrà bloccato lasciando l’amaro in bocca per la chiamata intempestiva. Ma l’amaro se ne va presto, quando il field goal ripetuto finisce fuori di poco sulla destra del goal post. Palla all’attacco in ottima posizione di campo, con l’overtime che sta quasi esaurendo il tempo sul conometro, si arriva al two minute warining.

Si inizia a pensare ad un pareggio ma Tebow prima con una corsa da 12 yards, e poi McGahee con una da circa 20 portano i Broncos in ottima posizione. Il field goal di Matt Prater è dalle 37 yards e non viene sbagliato, dando così la vittoria ai Broncos, la seconda in overtime quest’anno e la quarta in rimonta nell’ultimo quarto.

Per Rivers e compagni è una sconfitta che fa male, la sesta di fila, che li allontana (forse) definitivamente dalla corsa ai playoff e che apre crepe nella panchina di Norv Turner.

Per i Broncos invece la quarta vittoria consecutiva, in cui si registra l’ottima prestazione di Willis McGahee che infila 117 yards in 23 corse. Per Tebow 22 corse, record per ogni qb dal 1970 ad oggi, per 67 yards, e 9 passaggi completati su 18, con 1 TD e 143 yards totali.

La sua prestazione sui passaggi è stata migliore delle ultime uscite, ha fatto buoni lanci, solo un paio davvero sbagliati e almeno altri tre droppati malamente dai ricevitori, altrimenti i suoi numeri sarebbero stati anche migliori.

Ma è la vittoria della difesa che concede solo 13 punti e che dopo la debacle di Detroit è stata davvera decisiva concedendo solo pochi punti agli avversari. Miller realizza il suo nono sack e mezzo, arricchito da 10 tackle correndo deciso verso il premio di rookie dell’anno. Dumervil conferma il suo ritorno alla forma migliore realizzando altri due sacks. Goodman nelle secondarie si dimostra super affidabile e Quinton Carter fa capire perchè è stato preferito nel corso della stagione all’altro rookie Rahim Moore. I suoi placcaggi in campo aperto sono davvero validi, almeno tre volte ha fermato l’avversario uno contro uno, in quella che invece era la pecca più grande del forse più promettente Moore.

La soddisfazione è ai massimi nello spogliotaio dei Broncos e il morale è davvero alto. Finalmente non si parla più solo di Tim Tebow, perchè si è capito che è tutta la squadra ad aver fatto un grande salto di qualità, merito del coaching staff e dei giocatori, che sembrano davvero credere al progetto e danno finalmente tutto in campo, con quella cattiveria agonistica che da tempo non si vedeva nei Broncos.

La stagione continua domenica prossima contro i Minnesota Vikings, una delle squadre col record peggiore della lega, 2-9. Una partita a questo punto da vincere per confermare tutti i progressi visti in queste giornate.

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2 Comments

  1. Andrea says:

    non succede.
    Ma se succede…

  2. Mauro says:

    …da qui in poi tutta la differenza del mondo la faranno gli infortuni …

    … e anche qui vale quello che ha detto Andrea ….

    non succederà che non ne avremo ….
    …ma se succede….

    PS: quando è stato scelto Fox avevo storto il naso …
    mi sembrava uno che il meglio di sé l’aveva già dato …
    comunque vada ha avuto ragione chi l’ha scelto …
    e visto chi l’ha scelto non poteva essere altrimenti ….

    …dita incrociate ….

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