Archive for November 2012

Una brutta vittoria è sempre meglio che una bella sconfitta. Così si può sintetizzare la domenica dei Broncos.

Come spesso capita quando tutto sembra già scritto, le difficoltà incontrate sono maggiori del previsto. I Chiefs arrivano da 5 partite perse in casa di fila quest’anno, i Broncos da 5 vittorie consecutive, il trend è chiarissimo. Una delle squadre più in forma contro una delle più disastrate. Non ci dovrebbe essere storia. E invece non va tutto come previsto, o quasi.

Kansas City è sempre un posto difficile dove andare a vincere per i Broncos, e i derelitti Chiefs di quest’anno vogliono rendere dura la vita ai leader della divisione. Brady Quinn (ex non certo rimpianto) guida l’attacco dei rossi, che si affida come ampiamente previsto al gioco di corse per cercare di tenere seduto in panchina Peyton Manning e mettere in difficoltà la difesa dei Broncos, in gran forma ma che ha dimostrato proprio nel contenere le corse il suo tallone d’achille.

La tattica riesce, all’inzio i Chiefs inanellano un serie di guadagni importanti con Jamal Charles, Peyton Hillis (altro ex), Shaun Draughn e Dexter McCluster, anche se in redzone la difesa dei Broncos tieni e limita i Chiefs a due field goal nei primi due drive. Nel mezzo un three and out dei Broncos che non partono con il piede giusto.

Se n’è già andato quasi tutto il primo quarto che i Chiefs controllano con le loro corse, lasciando correre il cronometro e non rischiando nulla, anche perchè i primi down arrivano e la posizione sul campo migliora a ogni giocata. I Broncos utilizzano invece una tattica opposta, poche corse anche perchè c’è Willis McGahee in infermeria e il suo posto è preso da Knowshon Moreno, che passa dalla tribuna al ruolo di titolare, lasciando a Lance Ball e Ronnie Hillman i ruoli di comprimari per la posizione di running back. Poche corse dunque e come sempre molti passaggi, ma non sempre a segno. La difesa dei Chiefs non è poi male, le secondarie coprono bene il campo e Manning è messo sotto pressione più del solito. Il risultato è un drive così così che viene chiuso con l’errore di Matt Prater che sbaglia un field goal dalle 47 yards.

Nel secondo quarto la trama del match non cambia, i Chiefs corrono ma la difesa sta iniziando a prendere le misure contentendo meglio i running back avversari. L’attacco prova a costruire qualcosa ma Manning quando prova a sparare sul profondo viene intercettato da Brandon Flowers e l’attacco rimane ancora a secco. Read on »

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Era la partita decisiva per la vittoria in division, e i Broncos non si sono lasciati scappare l’occasione. Allo Sports Authority Field at Mile High va in scena il rematch di quello che poche settimane fa ha segnato il punto di svolta della stagione. La grande rimonta nel secondo tempo contro i Chargers ha dato il via a una serie di vittorie convincenti per i Broncos che non volevano certo ricambiare il favore ai rivali di division.

La partita è stata dominata nella prima parte di gara dalla difesa dei Broncos, che ha lasciato qualcosa come 55 yards di total offense in tutto il primo tempo ai Chargers, incapaci di orchestrare un drive degno di questo, con le corse stoppate subito dalla linea e dai linebacker, e i passaggi di Rivers buoni per gli addetti a bordocampo con il ricevitore più vicino a 5 metri di distanza. Difficile vedere una pochezza offensiva così evidente da parte dei Chargers degli ultimi anni, solitamente capaci di mettere in grave difficoltà i Broncos con la coppia Rivers-Gates. Read on »

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March is a time of year know best for the college basketball championships. Commonly called March Madness, this is a time where the top college teams battle it out to become the NCAA champions. Fans all around the country get their jerseys ready and televisions tuned in to watch college basketball for many different reasons. 

It’s no surprise that when it comes to professional sports, they don’t seem as exciting as the college-level sports. This is simply due to the fact that professionals are getting paid for the job they do. Team owners can buy the best talent in town as long as they have the money to cover it. When it comes to college basketball, the players aren’t paid. While some may be recruited by schools that have better educational programs, it’s completely up to the athlete to choose where they want to play. The games played by the college students tend to harness more emotion than professional games. This is because the players are playing for their school, a chance to be recruited, and for the love of the game. The purity of the college level games significantly outweighs the impurity of the NBA games. 

College is a time in our lives that most of us simply don’t forget. Alumni and local residents come together with pride for their local teams. They follow them across the country to cheer on their players year after year simply because they play for their local team. That regional pride is something which is not fully founded in other types of basketball leagues. This regional pride brings a lot of intensity to the audience and can help to push a college basketball team through those last moments to secure a victory. 

As we talked about above, March Madness is a big time to look forward to in the United States. Basketball fans and those who simply want to partake in the festivities will fill out their college basketball bracket for the fun of the guessing. Many bets are won and lost on those brackets. These brackets tend to be common fun for friends, coworkers, and even students who want to get their chance at guessing the final team still standing at the end of the tournament.

One of the best reasons to watch college basketball is to see those spectacular plays. While the NBA players do produce some good plays, many of them are restricting their playing to be safe movements to keep them away from injury. Also, the NBA players get paid whether they win or lose the game. With college basketball, the players leave it all on the court. They push their bodies to the limit and make some amazing plays. For them, it’s all about the win. If they lose, they simply go home with nothing. This gives these players a lot of drive and the audience a first-hand view of some spectacular shots

College basketball is an increasingly popular sport in the United States. When March rolls around, it’s almost impossible to make it through the month without hearing about one of the college basketball games. If you’ve never really watched college basketball before. We highly encourage you to do so for all the reasons listed out above.

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Continua la striscia postivia dei Denver Broncos. Seconda trasferta di fila, questa volta in casa dei Panthers e stesso risultato di domenica scorsa, vittoria per Peyton Manning e compagni.

Forse sarebbe però meglio dire vittoria per Von Miller e compagni, perchè è proprio il linebacker al secondo anno che risulta essere fondamentale giocando una partita splendida, con un sack e 4 tackle for loss. Numeri che sottolineano l’ottima prova ma non riescono a rendere l’idea di quanto sia stato importante e decisivo l’ex rookie of the year contro Cam Newton e i suoi Panthers. 

Non solo Von Miller, ma tutta la difesa è stata incredibilmente determinata e produttiva, con le secondarie ottime a non concedere spazio ai ricevitori e la linea (più Miller ovviamente) a dare la caccia al quarterback avversario, costretto a lanciare perchè sotto nel punteggio. Alla fine arriveranno ben 7 sack e un intercetto riportato in meta dal cornerback Tony Carter, a coronare una prova davvero convincente di un reparto che in alcune occasioni aveva destato preoccupazioni. Read on »

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E’ stata una partita più complicata del previsto e che si è svolta in controtendenza rispetto a il leit motive della stagione dei Broncos. Si è partiti bene, un paio di buoni drive offensivi e una discreta difesa a limitare gli avversari che non destavano troppe preoccupazioni.

Il punteggio è rimasto basso ma i Broncos sono comunque riusciti a realizzare un field goal con Matt Prater seguito poi da un buon touchdown di Eric Decker. I Bengals hanno risposto solo con un field goal. Per Denver c’era la sensazione di essere in controllo e di poter gestire senza troppe difficoltà il match. 

I due giochi che hanno chiuso il primo tempo e aperto il secondo poi sembravano aver spezzato la partita. Un field goal sbagliato da M. Nugent non permetteva ai Bengals di avvicinarsi nel punteggio e mandave le squadre nello spogliatoio sul 10-3. La prima azione del secondo tempo però ha visto il kick off dei Bengals ritornato addirittura in meta da Trindon Holliday, acquisizione di metà stagione proprio con l’obiettivo di migliorare il return game. Obiettivo raggiunto, punteggio allargato a 17-3 e partita che sembra chiusa.

Sembra… perchè stranamente quando serve solo controllare, arriva subito il touchdown dei Bengals che accorciano le distanze sfruttando la giornata di sofferenza di Chanp Bailey, in grossa difficoltà forse per la prima volta in stagione e a cui il wide receiver A.J. Green fa girare la testa battendolo ripetutamente.

Altro fattore determinante per la rimonta di Cincinnati sono i due errori gravi di Peyton Manning. Il quarterback lancia un intercetto nell’endzone avversaria che ferma un ottimo drive che avrebbe ucciso il match. I Bengals ne approfittano e accorciano con un field goal dalle 49 yards che questa volta va a segno. Punteggio 17-13 e palla ai Broncos che la restituiscono subito ai Bengals pochi giochi dopo, quanto Terrence Newman per la seconda volta in pochi minuti intercetta un pallone di  Peyton Manning diretto a Eric Decker ma troppo profondo rispetto alla traiettoria del ricevitore. Read on »

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