Archive for November 2011

Quarta vittoria consecutiva e quinta nelle ultime sei partite per i Broncos. Sconfitte in trasferta tutte e tre le rivali di division. Record portato da 1-4 a 6-5. Dall’ultimo posto in classifica nella AFC West al secondo posto in piena lotta per la vittoria e per una wild card ai playoff.

Questo sono i Denver Broncos di novembre, che hanno messo in atto una metamorfosi davvero incredibile.

Tutto è cominciato col cambio di quarterback e l’inizio dell’era Tim Tebow. Ma questo da solo non sarebbe bastato. Un grandissimo gioco di corse per stancare fisicamente gli avversari, e una difesa finalmente aggressiva e concreta, che ferma le corse in maniera discreta e mette una grande pressione ai qb avversari con la coppia d’oro Dumervil-Miller, sono gli elementi principali che poi permettono a Tebow di essere decisivo quando serve. Senza gli altri fattori non ci sarebbe l’occasione per far decidere le partite e Tebow.

Contro i San Diego Chargers è andata in scena l’ennesimo capitolo della nuova versione dei Broncos, che nei concetti base del football il suo credo. Correre in attacco, stancare la difesa avversaria, non commettere tournover e con la difesa togliere dal campo l’attacco avversario il prima possibile. E questo ha funzionato al meglio.

L’inzio partita come sempre in attacco è stato poco concreto, si è mossa bene la palla con tante corse ma sui terzi down si è sofferto troppo e spesso si è stati costretti ad affidarsi al punt, cercando più il gioco delle posizioni in campo che non i punti. Così, pur con i Chargers non brillanti e Philip Rivers in difficoltà come nelle ultime partite, San Diego è riuscita a realizzare prima un field goal e poi un td con il solito Antonio Gates, portando il risultato sul 10-0. Read on »

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Kyle Orton non è rimasto molto tempo disoccupato. Come previsto, durante le 24 ore in cui è rimasto nella lista dei giocatori rilasciati, tre squadre hanno messo un claim sul giocatore, per rilevarne il contratto e quindi metterlo a roster nelle ultime 6 partite di stagione. Si tratta dei Kansas City Chiefs, dei Dallas Cowboys e dei Chigaco Bears.

Il regolamente prevede però che sia la squadra col record peggiore ad aggiudicarsi il giocatore, dunque Kyle Orton passa ai Kansas City Chiefs, che ereditano anche il vecchio contratto da circa 2.5 M$.

Facile pensare che Orton diventi da subito il titolare dei Chiefs, che con Matt Cassell infortunato avevano ora nel ruolo di quarterback Tyelr Palko, 3 intercetti per lui nella partita di esordio.

L’obiettivo dei Chiefs è quello di tornare in corsa playoff nella AFC West che li vede all’ultimo posto (4-6 il record) ma con solo due partite di distacco dalla prima posizione. Non sarà facile, Orton dovrà imparare il nuovo attacco e togliersi di dosso un po’ di ruggine, ma una nuova partenza gli farà bene.

A questo proposito, sarà molto interessante l’ultima partita di regular season, che vedrà Kyle Orton tornare a Denver per affrontare i Broncos in quello che potrebbe essere un match decisivo per l’accesso ai playoff, o almeno così sperano i tifosi di entrambe le squadre.

Non ci sono previsioni se alla fine dell’anno poi resti ai Chiefs, a giocarsela con Matt Cassel. Più facile che cerchi di giocarsi al meglio le sue carte in vista di un nuovo contratto da free agent l’anno prossimo in un’altra franchigia.

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Il quarterback è stato rilasciato questa sera. La stagione prosegue con Tim Tebow e Brady Quinn a roster.

Kyle Orton era ormai relegato a ruolo di terzo qb, con Tebow titolare e Quinn nel ruolo di backup. Visti tutti gli infortuni che si sono presentati ai quarterback delle altre squadre NFL, ha visto la possibilità di essere ingaggiato da qualche altra franchigia per concludere l’anno e ha chiesto ai Broncos di essere rilasciato.

Il coaching staff non si è opposto, dimostrando rispetto per un giocatore e soprattutto una persona che ha sempre dimostrato grande professionalità e rispetto per le decisioni del team anche quando per lui le cose andavano male.

Si chiude quindi la sua parentesi ai Broncos, arrivato da Chicago nella trade che ha portato due stagioni fa Jay Cutler ai Bears. Al timone dei Broncos il suo record è di 12-21, non certo esaltante.

E proprio i Bears, insiema ai Chiefs e ai Redskins sembrano essere le destinazioni per lui più probabili nei prossimi giorni.

I Broncos risparmiano circa 3 M$ del suo ingaggio, se venisse ingaggiato da qualche altra squadra già questa settimana. E’ probabile che il suo posto a roster venga preso dal qb rookie Adam Weber, ora nella practice squad.

Dopo un inizio di stagione pessimo, che ha portati i Broncos ad un record di 1-4, Orton era stato sostituito nel ruolo di starter da Tim Tebow, che è riuscito insieme a tutta la squadra a ribaltare la situazione e ora i Broncos si trovano 5-5 in division in piena corsa per i playoff.

E’ parso subito chiaro in quel momento che Orton non sarebbe più rientrato nei piani futuri della squadra, visto anche il contratto in scadenza a fine anno che lo renderà free agent. A questo punto non serviva a nessuno che Orton restasse in roster, i Broncos risparmiano un po’ di soldi e dimostrano rispetto per un giocatore che a parte i propri limiti (purtroppo tanti) in campo, è sempre stato molto stimato nello spogliatoio.

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Cominciamo dalla fine, con il “Tebow Time“. Questo è il momento della partita in cui si è deciso il risultato. Come a Miami, qualche settimana fa, gli ultimi 5 minuti di gioco sono stati decisivi. Sotto 13-10, e in difficoltà per tutto il match, l’attacco è riuscito a cotruire il drive più lungo del match, 95 yards che sono già negli highlights della stagione dei Broncos.

Il protagonista principale di questo drive non poteva essere che lui, Tim Tebow. Giocato quasi tutto con un empty backfield per aprire la difesa, ha confenzionato 1 passaggio per Eddie Royal, che con una gran numero si libera di un difensore evitando una safety nella propria endzone e guadagna 9 yards. Tre corse per guadagnarsi il primo down avanzando lungo il campo. Un buon passaggio sull’esterno per Demaryius Thomas. Un lancio completato per il tight end Dante Rosario per 18 yards. La corsa da 20 yards, che sorprende la difesa avversaria su un terzo e quattro, e che porta Tim Tebow al touchdown della vittoria con 55 secondi sul cronometro. Incredibile.

Quello che è successo domenica ricorda la rimonta a Miami e dimostra che nei momenti cruciali del match, nessuno è più efficacie e concreto di Tim Tebow. Nonostante per tutto il match abbia faticato a lanciare, come sempre, e stranamente anche a correre. Nonostante l’attacco sia partito con ottime posizioni di campo per tutto il match, senza però riuscire a mettere punti sul tabellone. Lui è decisivo quando serve. E’ capace di vincere le partite.

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Questo il mio articolo che parla della rinascita dei Broncos da quanto Tim Tebow è al comando, potete leggerlo sul sito playitusa.com a questo link:

Tim Tebow e i Broncos: stagione riaperta?

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Solo 2 passaggi completati in 60 minuti di football. Si può vincere con questa statistica? Si, si può. Anche se sembra incredibile.

Si può se il tuo attacco corre per ben 55 volte, ammassando yards su yards e primi down uno dietro l’altro. Se corri in totale per 244 yards (4.4 ypc) nonostatante i tuoi due running backs principali lascino il match quasi subito per infortunio e la tua difesa tiene testa ad un attacco non certo brillante come quella dei Chiefs, si si può vincere. E i Broncos l’hanno fatto.

Domenica è stato aggiunto solo un altro episodio a quella che è una stagione ormai contraddistinta da stranezze e partite fuori dai canoni. Si è capito ormai che con questi Broncos, guidati da Tim Tebow, non si sa mai cosa aspettarsi.

La partita coi Chiefs è cominciata come prevedibile con le corse, con quei giochi di read-options che tanto successo avevano avuto contro i Raiders la settimana precedente. E fin qui tutto normale e comprensibile, se qualcosa funziona, perchè cambiarla? E il piano ha funzionato anche contro i Chiefs. McGahee, Moreno e Tebow corrono bene nel primo quarto, chiudendo il primo drive con una TD da 9 yards proprio del qb, su una classica giocata di qb draw.

La difesa conferma l’ottima impressione data nella partita con Oakland e tiene l’attacco di Kansas City a secco, compito agevolato da un Cassel poco preciso e in generale da un attacco Chiefs davvero sterile. La linea riesce a mettere pressione in maniera continua al qb avversario e le secondarie tengono bene il campo. Arrivano solo punt per i padroni di casa.

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