Archive for January 2012

E’ già offseason per i Broncos, che davanti alla tv hanno visto i Patriots battere (con molti patemi) i Ravens e giungere così al Super Bowl dove affronteranno i New York Giants, per il rematch del 2008, quando la squadra di New York ribaltò tutti i pronostici battendo i super favoriti New England Patriots in cerca della stagione perfetta.

I fatti degni di nota della settimana arancio blu riguardano il movimento dei coach nella NFL. Era noto infatti che Mike McCoy aveva avuto più di una richiesta di colloquio per un ruolo di head coach e quando tutto sembrava definito con i Miami Dolphins è arrivata la doccia fredda per lui. I Dolphins gli hanno preferito Joe Philbin, l’offensive coordinator dei Packers degli ultimi 5 anni, come loro nuovo allenatore capo.

McCoy così resta a Denver a lavorare con Tebow e costruire un attacco meno prevedibile di quello visto l’anno scorso.

Chi rischia invece di lasciare la Mile High City è l’altro coordinator, Dennis Allen, allenatore della difesa. Dopo una prima intervista coi Raiders pare che le sue quotazioni siano in forte rialzo, al momento è l’unio coach a essere stato richiamato per un secondo incontro che avverrà questa settimana.

I tifosi Broncos sperano che Allen possa rimanere ancora ai Broncos, che altrimenti dovranno cercare il loro sesto defensive coordinator negli ultimi sei anni. E se la continuità è quello che rende grande una difesa, non siamo sulla buona strada.

C’è da dire che John Fox è un coach prettamente difensivo, quindi i meriti dell’ottimo lavoro fatto da Dennis Allen vanno almeno divisi con l’head coach, fatto che lascia piuttosto tranquilli nel caso dovesse arrivare un nuovo membro dello staff. Ci sarebbe sempre la mano di John Fox su questa difesa.

Tra le altre notizie degne di nota della settimana appena passata c’è il mancato rinnovo di contratto al preparatore atletico Rich Tuten, quasi un istituzione a Denver, visto che era con la squadra da ben 17 anni. La dirigenza ha deciso di cambiare ma non è stato ancora nominato il suo successore.

Ultima notizia uscita settimana scorsa è che Tim Tebow si sarebbe infortunato una vertebra durante il terzo quarto contro i Patriots e che avrebbe comunque finito il match anche in difficili condizioni fisiche, tanto che se i Broncos avessero vinto non sarebbe riuscito a giocare la finale di conference questo week end.

Questo aumenta sicuramente la stima e la leadership di Tim nello spogliatoio, e dopo che Elway nella conferenza di fine anno ha dichiarato che sarà proprio Tim Tebow il titolare dei Broncos che apriranno il training camp l’anno prossimo (c’erano dubbi? è anche l’unico qb a roster.. non era una decisione difficile), il suo ruolo all’interno della franchigia sembra diventare sempre più importante.

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Il mio report sulla partita lo trovate sul sito Playitusa.com a questo link:

I Patriots dominano i Broncos e Tim Tebow

Niente da fare per i Broncos che chiudono qui la loro stagione. Troppo forti i Patriots e troppo forte Tom Brady che fa quello che vuole e domina la nostra difesa. Tim Tebow e l’attacco non riescono a ripetere l’ottima prova messa in atto contro gli Steelers e soffrono la difesa dei Patriots, molto aggressiva e ottima contro le corse. Per i Broncos un altra disfatta simile a quella subita in regular season, forse anche peggio se vogliamo.

Stagione comunque positiva che si chiude con l’accesso ai playoff e la magica vittoria nel match di wild card contro gli Steelers, una stagione ricca di emozioni, sicuramente da ricordare e di certo sopra ogni aspettativa di inizio anno.

Ora per i Broncos l’obiettivo è aggiungere pezzi ad una squadra giovane che sembra sulla buona strada per costruire qualcosa di buono nei prossimi anni. Tebow avrà tutta l’offseason per migliorarsi e lavorare insieme ai coach per limitare gli errori e diventare ancora più padrone della squadra.

In difesa manca ancora qualche pezzo e soprattutto mancano riserve all’altezza. L’assenza di Dawkins si è fatta troppo sentire e le giovani secondarie hanno sofferto troppo i tight end dei Patriots.

Ma ci sono motivi per essere ottimisti.

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Come previsto i Denver Broncos avevano bisogno di firmare un wide receiver dopo l’infortunio subito da Eric Decker domenica contro Pittsburgh, che probabilmente lo costringerà a saltare la sfida con i Patriots.

La firma è arrivata, promuovendo dalla practice squad D’Andre Goodwin. Scelta logica visto che conosce già il playbook dei Broncos, anche se difficilmente lo vedremo molto impegnato sabato notte nel match di playoff.

Il posto a roster gli viene lasciato da Spenser Larsen, messo nella injury list a causa dell’infortunio subito contro i Kansas City nell’ultima giornata di regular season.

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Il mondo NFL si sta accorgendo di quanto di buono fatto a Denver in questa stagione.

E’ di queste ore infatti la notizia che il defensive coorodinator Dennis Allen sarà intervistato per il ruolo di head coach dai St. Louis Rams. Non sorprende l’interesse visto l’ottimo lavoro fatto da Allen. E’ riuscito, insieme a Fox ovviamente, a dare uno spirito alla difesa peggiore della lega (32.ma l’anno precedente) e farla diventare un fattore importante per la squadra.

L’interesse non sembra essere così forte da fargli vincere il ruolo di coach, anche perchè i Rams sembrano i favoriti per ingaggiare Jeff Fisher (ex Titans) sicuramente più esperto. Ma è importante per un giovane coach come Allen iniziare a farsi notare, nonostante noi tutti tifosi di Denver speriamo di tenercelo stretto ancora per molti anni.

Allo stesso anche l’offensive coordinatore, Mike McCoy, avrà la sua chance quando verrà intervistato dai Jacksonville Jaguars per il ruolo di capo allenatore. Il lavoro di McCoy con Tim Tebow, la sua capacità di rimodulare in poche partite un attacco pensato per Kyle Orton, sulle caratteristiche completamente diverse del fenomeno della florida, fanno pensare a un coach molto duttile e preparato tatticamente, anche se qualche chiamata durante la stagione non è stata delle migliori.

Anche lui non è il candidato leader al ruolo di coach per i Jaguars, ma è una bella gratificazione per l’ottimo lavoro svolto.

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Grandi Broncos, grande Demaryius Thomas, grande Tim Tebow. Grandi tutti.

Davvero uno prova maiuscola per una squadra che non è ancora “compiuta” ma che è sulla buona, anzi ottima, strada per lasciare il segno negli anni a venire.

Siamo arrivati ai playoff e già questo bastava per rendere di successo una stagione inziata con pochissime aspettative, se non quelle di avere davanti anni di ricostruzione.

E ai playoff abbiamo stupito tutti, lasciando a bocca aperta il mondo NFL e a bocca asciutta tutti i critici di Tim Tebow in primis e dei Broncos in generale.

Una domenica da ricordare, come tante ce ne sono state quest’anno, ma questa ha un sapore speciale, arrivava sul palco scenico più importante, quello dei playoff, da troppo tempo lontani da Denver. Contro una squadra forte, fortissima, seppur rimaneggiata (è corretto ricordare tutti gli infortuni che hanno colpito gli Steelers prima e anche durante il match), esperta e di casa nei playoff, con tre appariazioni al Super Bowl e due vittorie negli ultimi anni. Read on »

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Ancora una volta, ancora in overtime, ancora un finale incredibile.

I Broncos quest’anno non vogliono farci smettere di sognare. Ci stanno regalando una serie di emozioni fortissime, domenica dopo domenica, partita dopo partita. Emozioni altalenanti, che vanno dall’entusiasmo allo sconforto, dall’incredulità alla rassegnazione. Un altalena che non accenna a fermarsi.

Ieri si è vissuto un altro capitolo di questa incredibile annata. Raggiunti i playoff nel peggiore dei modi, reduci da tre sconfitte a dir poco deludenti, con tutti i pronostici contro e la maggior parte dei tifosi quasi rassegnati a vedere l’epilogo della stagione contro i più forti Steelers, abbiamo invece vissuto la più entusiasmante domenica di football degli ultimi anni.

AFC Wildcard allo Sports Authority Fields at Mile High, i Pittsburgh Steelers sconfitti al Super Bowl l’anno scorso e reduci da un’ottima stagione regolare (12-4) arrivano a Denver acciaccati a causa dei numerosi infortuni che li hanno colpiti nelle ultime settimane. Tra le assenze più gravi quella del running back Rashard Mendenhall e del centro Maurkice Pouncey, oltre all’impossibilità di schierare la safety Ryan Clark per un’insofferenza a livello sanguigno che gli impedisce di giocare in altura. Ma l’infortunio più preoccupante riguarda la caviglia di Ben Rothlisberger, il qb degli Steelers che è apparso nettamente limitato nella mobilità a causa di questo infortunio, che però non gli impedisce di essere in campo.

La chiave della partita dovrebbe essere proprio la pressione che la difesa dei Broncos deve mettere sull’acciaccato Big Ben per limitarne le giocate e limitare quindi l’attacco degli Steelers, già in difficoltà per l’assenza del loro running back principale e quindi con problemi sia sui giochi di corsa, che sul passing game. Read on »

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