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Sep 11

Tennessee Titans – Denver Broncos 17-14

Era una partita da vincere.

Questa la sensazione che rimane quando il cronometro arriva a zero, domenica sul campo dei Titans. Rimane l’amaro in bocca per la buona possibilità buttata al vento, per quel vantaggio non mantenuto, per la partita non chiusa, per quel quarto e 1 sulla goal line non trasformato in touchdown.

I Broncos hanno giocato male, è doveroso dirlo. L’attacco è stato molto deludente, ma grazie ad una buona difesa, e alle ingenuità dei Titans – 10 penalità – la squadra di John Fox aveva la partita in pugno. Invece si torna a casa con la seconda sconfitta stagionale, con il morale basso e con molti punti di domanda.

La partita non era iniziata male, dopo un iniziale scambio di possessi senza troppi lampi, Denver sfrutta un ottimo ritorno su punt del nuovo arrivato Quan Cosby (30 yard) e si trova così a cominiciare il drive offensivo sulla linea di metà campo. Due penalità mortifere della difesa Titans portano i Broncos in red zone e dopo pochi giochi Kyle Orton trova uno smarcato Matt Willis sulla destra del campo, che riceve e porta palla in meta senza essere disturbato da nessun difensore portanto i Broncos sul 7-0.

La difesa tiene ma l’attacco fatica a trovare ritmo. Come settimana scorsa l’unico running back coinvolto è Willis McGahee, e su di lui pesa tutto il carico del gioche di corse. Questa volta però fatica a trovare gli spazi e i Broncos sono costretti a giocarsi molti terzi down. La linea offensiva pare meno brillante dell’ultima uscita e la difesa dei Titans non fatica a limitare il nostro sterile attacco.

Nonostante il rientro da titolare di Brandon Lloyd, evidentemente non ancora al meglio, Orton non prova quasi mai niente di rischioso e i lanci in verticale sono un miraggio. Il quarterback si limita a cercare sul corto o cortissimo i running back o il ricevitore più libero, guadagnando comunque pochissime yard.

I Titans hanno dunque la possibilità di recuperare nel punteggio, quando Jason McCourty intercetta un passaggio di Kyle Orton fuori misura, diretto a Eric Decker. L’attacco compie buone giocate e Matt Hasselbeck indovina quasi tutti i lanci, anche un paio davvero fortunosi, fino a trovare in endzone Nate Washington per il 7-7. Il primo tempo poi si chiude con un field goal di Bironas che porta in vantaggio i Titans 10-7.

La difesa di Denver si comporta molto bene sulle corse per tutto il match, limitando Chris Johnson a sole 21 yards su 13 tentativi, davvero un ottimo risultato se pensiamo ai problemi dell’anno passato nel fermare le corse. Certo la coperta è ancora corta, e per fermare le corse in maniera efficacie, concediamo parecchio sui passaggi, complice anche la duplice assenza di Dumervil e Bailey. Hasselbeck chiuderà con 311 yard passate e 2 touchdown.

Il secondo tempo vede i Broncos in grosse difficoltà offensive, si ostina a dare la palla a McGahee che non riesce però a produrre nulla di buono, fermandosi a 52 yards su 22 tentativi. Denver riesce tuttavia a orchestrare un buon drive offensivo, fatto di passaggini corti fino alla segnatura di McGahee su un passaggio di 5 yards di Kyle Orton.

Il punteggio è ora 14-10 per i Broncos, e sul gioco successivo potrebbe chiudersi la partita. Von Miller con il suo secondo sack stagionale forza un fumble che viene recuperato da Derrick Harvey sulle 10 yards dei Titans. Primo e goal. Due penalità ingenue della linea difensiva portano i Broncos sulla linea delle 2 yards, con ben quattr tentativi per segnare il touchdown che li porterebbe a due segnature di distanza.

Tentativi che falliscono miseramente. Dopo un primo incompleto in endzone seguono due corse centrali di McGahee che non riesce a guadagnare altro che una misera yard. Quarto e uno sulla goalline. Fox manda in campo Prater per il field goal, ma poi ci ripensa, chiama time out e torna in campo l’attacco. Altra corsa centrale di McGahee e altro stop della difesa Titans, nulla di fatto e delusione alle stelle. Era l’occasione buona per chiudere il match.

E qui finisce la partita dell’attacco che non sarà più in grado di fare nulla di buono.

Allo stesso tempo invece l’attacco dei Titans, galvanizzato dall’ottimo stop difensivo trova delle buone giocate, un lancio lungo di 55 yards di Hasselbeck per il tight end C. Stevens porta Tennessee nella metà campo dei Broncos, che stanno cedendo terreno. La conclusione logica è il touchdown dell’ex Daniel Graham che riceve completamente libero in endzone il passaggio di Matt Hasselbeck su una play action. 17-14 e partita finita.

L’ultimo possesso Denver si chiude con un Orton nel pallone che subisce prima un sack e  poi lancia una pallone verso Eric Decker che viene deviato sulla linea e recuperato in area dal linebacker W. Witherspoon per mettere la parola fina sul match.

Brutta sconfitta dunque, c’erano tutte le possibilità di chiudere la partita e non sono state sfruttate. Orton ha giocato male, dimostrando ancora una volta che quando è lui a dover fare la differenza, manca completamente. Solo il compitino, passaggini corti e nessun rischio. Chiude con 24 su 39 (troppi lanci) per 173 yards, 2 td e 2 int. Una prestazione deludente.

Non è l’unico colpevole però, la linea d’attacco ha faticato ancora molto, McGahee è apparso in difficoltà, forse troppo spremuto. E anche gli allenatori hanno le lore responsabilità. Insistere sul running back quando non stava dando risultati è stato forse troppo azzardato, si poteva provare di più Lance Ball, che nei pochissimi giochi in cui è stato chiamato in causa è parso quanto meno più fresco. E poi quel primo e goal sulle due yards avversarie, giocato in modo troppo prevedibile con tre corse centrali… si poteva usare un po’ più di fantasia.

Buone notizie dalla difesa, dove la linea ha giocato bene sulle corse, anche se manca ancora un po’ di pressione sul quarterback avversario. Miller si è visto poco durante la partita ma ha messo a segno l’azione più importante con quel sack + fumble sulle 10 yards dei Titans.

La difesa sui passaggi ha lasciato a desiderare, troppe volte battuti sul corto e medio sia Vaughn che Wilhite, un po’ meglio Goodman ma il ritorno di San Champ è attesso come il Natale da un bambino.

Di positivio gli special team, con il punter Britton Colquitt sempre più solido e il nuovo arrivato Quan Cosby autore di un ottimo ritorno su punt.

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2 Comments

  1. Andrea says:

    Ciao a tutti. I complimenti per il blog sono doverosi. Quasi mi pare strano leggere dei Broncos in Italiano. Sta a significare che non sono l’unico fuori di testa in Italia.
    Tornando alla partita di domenica, la vs disamina è perfetta. Sul 4-&-1 sulla goal line potremmo peró discutere per ore. Ho visto la partita in diretta e quando Fox ha chiamato il timeout, durante il break pubblicitario ho pensato: “Ecco, ora esce lo special team e ci proverà con Tebow”. La scelta di andare per il touchdown non ammette repliche. Concordo pienamente con il coach ed il rischio che si è assunto. Peró non provarci col ragazzo di Florida State è stato un mezzo suicidio. Eppure Tim aveva dato prova di quello che sa fare in quelle occasioni piú di una volta la scorsa stagione.
    Capitolo Orton.
    Che dire? Nulla. Sembra gli sudino le mani nei momenti cruciali. Sembra che la palla gli scivoli via. A questo punto perché non provare Tebow già dalla prossima? Bé ci sarà FantAron Rodgers dall’altraparte. Ma who cares?
    A presto e go Bronco!!!

  2. zio111 says:

    Ciao Andrea! Grazie per i complimenti!
    Sono d’accordo che quel quarto e uno andava giocato tutta la vita, e onestamente non avevo nemmeno pensato che potesse entrare Tebow, anche se l’idea era valida. A me non è piaciuta la gestione dei quattro down nel complesso. Avrei iniziato con una corsa nel mezzo e provato eventualmente un passaggio sul secondo o terzo down. Il quarto giocato con la corsa ci può stare, ma fare tre corse centrali consecutive è stato troppo scontato.
    Orton a me sembra svogliato, la sua aria stralunata inizia a darmi un po’ fastidio, mi sembra persino lento anche quando corre all’indietro per fare un hand off per il running back. Boh credo che la sua storia ai broncos sia ormai al termine, quindi l’idea di provare Tebow è sicuramente condivisibile, anche se rischiosa.
    Continua a seguire il blog! A presto!

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