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Se qualcuno avesse avuto dei dubbi su Peyton Manning dopo l’anno di stop forzato e le operazioni subite, ieri si è avuta una risposta che lascia poco da aggiungere: Peyton Manning è tornato.

Ai tifosi dei Denver Broncos non sembra vero esser passati in pochi mesi dal vedere prima Kyle Orton cercare di sopravvivere dietro la linea e poi Tim Tebow con tutti i suoi pro e i suoi contro e l’infinita controversia che si porta dietro, ad avere in cabina di regia uno dei migliori qb della storia. La differenza è clamorosa. Ora si può davvero essere tranquilli e sperare in una grande annata.

In città l’eccitazione è ai massimi storici, come dimostra lo stadio strapieno (terza maggior presenza di pubblico della storia del nuovo Mile High Stadium) che forma una rumorosa ed esaltata onda arancione, colore che è tornato quello principale della franchigia del Colorado. 

L’inzio di partita è lento e come previsto conservativo, come piace a John Fox. Si cerca di impostare un gioco di corse che possa dare tranquillità e confidenza alla squadra in attesa di rilasciare quando necessario il braccio di Manning. In realtà nel primo quarto la tattica non funziona al meglio ed è buona solo per scambiare posizioni sul campo con gli Steelers, grazie ad una buona difesa che contiene le corse dei gialloneri. Il primo quarto se ne va senza segnature.

Ad aprire le marcature un FG degli Steelers dopo che la difesa ha concesso qualche conversione di troppo sui terzi down ma è comunque riuscita a difendere la propria endzone. Read on »

Doveva essere la partita che ci avrebbe dato l’accesso matematico ai playoff e la vittoria in division.

E’ stata una debacle totale, su tutti i fronti.

Forse la peggior partita stagionale (insieme a quella contro i Lions), contro una squadra scarsa, quindi ancora più grave. Se ci mettiamo anche che la vittoria avrebbe dato l’accesso matematico ai playoff la delusione è ancora maggiore.

Sulla partita c’è poco da dire, come contro i Patriots la domenica precedente, i Broncos partono bene, segnano al primo drive ma poi si spengono. La squadra non c’è, l’attacco non riesce a guadagnare yards, la difesa non mette pressione sul qb avversario (anche a causa della protezione sul braccio di Von Miller che ne limita sicuramente l’efficacia) e le secondarie concedono yards su yards a un qb, Ryan Fitzpatrick, che non è di certo uno dei migliori della lega.

L’infortunio di Dawkins, dopo pochi giochi nel primo quarto, non aiuta. E’ ormai evidente che Rahim Moore non è all’altezza di essere titolare, nei guadagni dei Bills ci sono sempre di mezzo i suoi placcaggi mancati. Quinton Carter sembra meglio, ma anche per lui la partita finisce presto a causa di un infortunio e quindi in campo ci va David Bruton, anche lui non al meglio.

La difesa, che era stata la vera arma durante la corsa da sei vittorie consecutive, nelle ultime due partita sta mollando il colpo. Forse per stanchezza, forse proprio per gli infortuni, fatto sta che molte delle riserve non sono all’altezza dei titolari e i guai iniziano a vedersi.

L’attacco, dopo le due partenze sprint degli ultimi due match, si spegne. Tim Tebow fatica a connettere coi ricevitori e Willis McGahee non ripete le grandi prestazioni di inizio anno, anche lui rallentato dagli infortuni. Prova a fare qualcosa Lance Ball, ma tutto l’attacco soffre, non aiutato nemmeno dalle chiamate del coordinator McCoy, più monotono del solito e quindi prevedibile. Read on »

Kyle Orton non è rimasto molto tempo disoccupato. Come previsto, durante le 24 ore in cui è rimasto nella lista dei giocatori rilasciati, tre squadre hanno messo un claim sul giocatore, per rilevarne il contratto e quindi metterlo a roster nelle ultime 6 partite di stagione. Si tratta dei Kansas City Chiefs, dei Dallas Cowboys e dei Chigaco Bears.

Il regolamente prevede però che sia la squadra col record peggiore ad aggiudicarsi il giocatore, dunque Kyle Orton passa ai Kansas City Chiefs, che ereditano anche il vecchio contratto da circa 2.5 M$.

Facile pensare che Orton diventi da subito il titolare dei Chiefs, che con Matt Cassell infortunato avevano ora nel ruolo di quarterback Tyelr Palko, 3 intercetti per lui nella partita di esordio.

L’obiettivo dei Chiefs è quello di tornare in corsa playoff nella AFC West che li vede all’ultimo posto (4-6 il record) ma con solo due partite di distacco dalla prima posizione. Non sarà facile, Orton dovrà imparare il nuovo attacco e togliersi di dosso un po’ di ruggine, ma una nuova partenza gli farà bene.

A questo proposito, sarà molto interessante l’ultima partita di regular season, che vedrà Kyle Orton tornare a Denver per affrontare i Broncos in quello che potrebbe essere un match decisivo per l’accesso ai playoff, o almeno così sperano i tifosi di entrambe le squadre.

Non ci sono previsioni se alla fine dell’anno poi resti ai Chiefs, a giocarsela con Matt Cassel. Più facile che cerchi di giocarsi al meglio le sue carte in vista di un nuovo contratto da free agent l’anno prossimo in un’altra franchigia.

Il quarterback è stato rilasciato questa sera. La stagione prosegue con Tim Tebow e Brady Quinn a roster.

Kyle Orton era ormai relegato a ruolo di terzo qb, con Tebow titolare e Quinn nel ruolo di backup. Visti tutti gli infortuni che si sono presentati ai quarterback delle altre squadre NFL, ha visto la possibilità di essere ingaggiato da qualche altra franchigia per concludere l’anno e ha chiesto ai Broncos di essere rilasciato.

Il coaching staff non si è opposto, dimostrando rispetto per un giocatore e soprattutto una persona che ha sempre dimostrato grande professionalità e rispetto per le decisioni del team anche quando per lui le cose andavano male.

Si chiude quindi la sua parentesi ai Broncos, arrivato da Chicago nella trade che ha portato due stagioni fa Jay Cutler ai Bears. Al timone dei Broncos il suo record è di 12-21, non certo esaltante.

E proprio i Bears, insiema ai Chiefs e ai Redskins sembrano essere le destinazioni per lui più probabili nei prossimi giorni.

I Broncos risparmiano circa 3 M$ del suo ingaggio, se venisse ingaggiato da qualche altra squadra già questa settimana. E’ probabile che il suo posto a roster venga preso dal qb rookie Adam Weber, ora nella practice squad.

Dopo un inizio di stagione pessimo, che ha portati i Broncos ad un record di 1-4, Orton era stato sostituito nel ruolo di starter da Tim Tebow, che è riuscito insieme a tutta la squadra a ribaltare la situazione e ora i Broncos si trovano 5-5 in division in piena corsa per i playoff.

E’ parso subito chiaro in quel momento che Orton non sarebbe più rientrato nei piani futuri della squadra, visto anche il contratto in scadenza a fine anno che lo renderà free agent. A questo punto non serviva a nessuno che Orton restasse in roster, i Broncos risparmiano un po’ di soldi e dimostrano rispetto per un giocatore che a parte i propri limiti (purtroppo tanti) in campo, è sempre stato molto stimato nello spogliatoio.

Il reparto dei ricevitori a inizio stagione era considerato un punto fermo, uno di quei reparti in cui i Broncos erano davvero coperti. Il problema è che quando hai tanti buoni ricevitori, serve un quarterback capace di servirli per sfruttare al meglio la loro potenzialità. E sia Orton prima per scarso rendimento, sia Tebow per modo di giocare, non sono quel tipo di quarterback. Questo ha portato a qualche malumore nel reparto, con la stella Brandon Lloyd che ha richiesto la trade ed è stato accontentato passando ai Rams a metà stagione. Anche Eddie Royal pareva scontento e alcune voci suggerivano che anche lui avesse chieso la cessione, ma è stato lui stesso a smentire quando il periodo delle trade è terminato. Chi invece sembra molto contento di giocare coi Broncos è Eric Decker, che sta dimostrandosi un ottimo giocatore e sta vivendo la sua esplosione già al secondo anno di NFL. Vediamo dunque uno per uno i WR in roster.

Eric Decker

Partito subito forte nelle prime partite, è diventato il vero “go to guy” e sta dimostrando partita dopo partita tutto il suo valore. Ricevitore di fisico, abile bloccatore, non è un fulmine come velocità ma riesce comunque a separarsi bene dai suoi marcatori anche sul profondo. Ha ricevuto palloni di tutti i tipi, in mezzo al traffico, sul lungo, su screen pass e ha dimostrato anche buone abilità nel guadagnare yards dopo la ricezione. 6 touchdown per lui su ricezione, con la ciliegina sulla torta di un touchdown anche su punt return. Davvero ottimo fino ad ora.

Statistiche: 33 ric per 406 yards (12.3 ypr) e 6 TD. 1 TD su punt return.

Voto 8: ottima prima parte di stagione, è ormai il vero punto di riferimento per Tim Tebow.

Eddie Royal

Stagione altalenante, come tutte tranne quella d’esordio, nella sua fin qui breve carriera in NFL. Lascia sempre intuire grosse potenzialità, è veloce, elusivo, ha buone mani. Ma spesso si eclissa e sparisce completamente dal match. Non si capisce se manca la capacità di liberarsi dal marcatore, o se è troppo piccolo per dare fiducia al quarterback. Fatto è che non è mail realmente esploso. Provato sull’esterno o nello slot, ha sempre dato risultati altalenanti. Solo 14 ricezioni in stagione. Sarà free agent a fine stagione e c’è la possibilità anche che lasci i Broncos, sopratutto se col cambio di quarterback non aumenterà il suo coinvolgimento. Anche per lui un punt return spettacolare ritornato in touch down.

Statistiche: 14 ric per 131 yards (9.4 ypr) e 1 TD. 1 TD su punt return.

Voto 5.5: deve essere più presente e più incisivo, visto che le qualità non gli mancano

Matt Willis

Oltre a Royal e Decker, per gli altri ricevitori c’è stato veramente pochissimo spazio. Matt Willis dopo un ottimo training camp si è guadagnato il posto nel roster, ma è stato utilizzato pochissimo durante i match. In quelle poche occasioni però ha fatto buone cose, totalizzando anche un discreto numero di yards. E’ sua inoltre la miglior media di yards guadagnate per ogni ricezione, 16.1. Con il cambio di attacco però, basato tutto sulle corse, anche le sue chance di mettersi in mostra per forza di cose si riducono. In ogni caso in prospettiva futura può essere tenuto in considerazione.

Statistiche: 8 ric per 129 yards (16.1 ypr) 1 TD.

Voto 6.5: quel poco che ha fatto lo ha fatto bene.

Demaryius Thomas

Prima scelta l’anno scorso, ha giocato pochissimo a causa degli infortuni che fino ad oggi ne hanno contraddistindo la breve carriera NFL. Anche per lui i discorsi sono tutti sul potenziale, di cui ancora però si è visto davvero poco. Nelle ultime due partite è tornato a disposizione e con la partenza di Brandon Lloyd dovrebbe avere più spazio. Nella sua partita di esordio si è messo in luce con una bella ricezione in tuffo per il suo primo e unico touchdown stagionale. Speriamo che in futuro sia più fortunato con gli infortuni, perchè essendo una prima scelta da lui si pretende molto e su di lui bisogna per forza puntare.

Statistiche: 5 ric per 66 yards (13.2 yards), 1 TD.

Voto 6: Poche apparizioni ma sembra che possa lasciare il segno in futuro.

Quan Cosby è l’altro ricevitore a roster ma non ha mai ricevuto palloni, è stato utilizzato solo come ritornatore.

Siamo giunti a metà stagione e il record è un non eccezionale 3-5. E’ il momento buono per fare un’analisi, ruolo per ruolo, di come stanno andando i Denver Broncos, dando i voti ai giocatori principali. Cominciamo in questo post a parlare dei quarterback.

Tim Tebow

Ha fatto il suo esordio all’intervallo della partita persa contro i Chargers in week 5, dopo di chè è diventato titolare e ha condotto i Broncos nelle successive tra partite. Il record è positivo, 2-1 per il momento. In queste partite si è visto di tutto, un qb impreciso, sotto pressione, che subisce troppi sacks, che non riesce a pescare i ricevitori liberi con passaggi che sembrano banali. Questi tutti i lati negativi che si conoscevano e che si speravano risolti, ma al momento non è ancora così, tutti i limti restano li, ben in evidenza a far storcere il naso ai critici e a lasciare dubbi ai tifosi.

Si è visto anche però il suo lato positivo, la rimonta incredibile in quei 5 minuti magici contro Miami e la vittoria convincente contro Oakland, fatta di corse (118 yards) più che di passaggi e con un attacco rimodellato sulle sue esigenze. Si è vista una maggiore abilità a evitare i sacks e una maggiore confidenza. La vittoria inoltre darà morale a lui e a tutta la squadra, con i compagni di attacco che devono sentirsi a loro agio e devono avere fiducia nei nuovi schemi e nel loro nuovo qb, altrimenti la squadra ne risente. Da migliorare c’è decisamente la percentuale sui passaggi e la velocità di lettura della difesa.

Satistiche: 45 su 97 (46%) per 536 yards, 6 TD 1 INT 14 Sacks, QB Rating 80.1 – 39 corse per 277 yards e 1 TD.

Voto 6: è ancora ovviamente troppo presto per dare un giudizio definitivo su quello che sarà Tim Tebow in NFl, ma per il momento con il record 2-1 non può che essere sufficiente. Non di più per il momento.

Kyle Orton

E’ stato il titolare per le prime 4 partite e mezza, fino a che John Fox non ha ritenuto fosse il momento di cambiare, troppo brutto quello che si stava vedendo. Orton si era guadagnato il ruolo di titolare con un buon training camp e una discreta preseason, dopo aver sfiorato la trade prima della stagione. Le prime uscite stagionali però hanno mostrato un qb molle, spaesato, mai decisivo e troppe volte impreciso. Sicuramente peggio di quello dell’anno precedente, segno che non ha saputo gestire la pressione e il peso di Tim Tebow e soprattutto la sua fiducia nel coaching staff e in tutto l’ambiente non era più così forte.

Con lui si sono perse 4 partite (compresa quella in cui è stato sostiuto all’intervallo) e vinta solo 1. Considerando che l’anno prossimo sarà free agent, era scontato cambiare. Continuare con lui non sarebbe servito a nessuno.

Statistiche: 91 su 155 (58%) per 979 yards, 8 Td 7 Int QB Rating 75.7, 9 Sacks

Voto 4: probabilmente si è visto il peggior Orton possibile. Impossibile per lui pensare a un futuro ai Broncos.

Brady Quinn

mai sceso in campo, è diventato il backup dopo l’accantonamento di Orton. Se Tebow dovesse fallire potrebbe avere le sue chance di giocare qualche partita a fine stagione. Contratto in scadenza a fine anno.