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Oct 11

Denver Broncos – San Diego Chargers 24-29

La partita della svolta.

No, non perchè si è vinto in maniera così convincente da dare un deciso cambiamento alla stagione, anzi si è pure perso e il record ora è 1-4. Ma finalmente è stato effettuato il cambio tanto atteso in cabina di regia. Kyle Orton, nell’intervallo, è stato sostituito visto la scarsa prestazione, e l’attacco è stato affidato a Tim Tebow. E così sarà per le prossime partite.

Domenica la partita era cominciata piuttosto male per l’attacco e per Orton, che al suo secondo possesso (il primo chiuso con il punt dopo il three & out), in difficoltà per la pressione avversaria, aveva lanciato un passaggio inguardabile che era stato ovviamente intercettato dalla difesa dei Chargers.  San Diego, che conduceva 3-0 a quel punto, però restituiva il favore con gli interessi quando Cassius Vaughn intercettava un lancio di Philip Rivers e lo riportava in end zone dando così il vantaggio 7-3 ai Broncos.

L’attacco dei Chargers tornato in possesso della palla riusciva a percorrere quasi tutto il campo grazie alle corse di Ryan Matthews, con la complicità di alcuni evidenti placcaggi sbagliati grossolanamente dai difensori in maglia arancio blu (Joe Mays e Rahim Moore su tutti). La difesa in ogni caso riusciva a ricompattarsi e a tenere in red zone, concedendo solo un altro field goal ai Chargers.

Nel drive successivo per l’attacco di Denver, un ottimo McGahee macinava yards e riusciva a portare i Broncos in posizione buona per mettere a segno il field goal del 10-6.

A questo punto però saliva di tono Philip Rivers che andava a orchestrare due drive da touchdown per i Chargers, il primo chiuso personalmente con una corsa di poche yards, il secondo invece inventandosi un passaggio lungo circa 40 yard che sorprende Cassius Vaughn e Quinton Carter e lancia Malcolm Floyd indisturbato in endzone. Nel mezzo l’attacco di Denver stentava parecchio con Orton che non riusciva a cavare un ragno dal buco, tanto che a fine primo tempo la sua statistica diceva solo 34 yards guadagnate e un intercetto. Il punteggio era 23-10 per San Diego.

A questo punto è parso inevitabile a tutti che Orton andava sostituito, non è stato mai in partita e sembrava frastornato. Dunque nella ripresa, per l’eccitazione di tutto il pubblico presente John Fox ha deciso di cambiare. Dentro Tim Tebow e vediamo che succede.

E’ successo che i primi tre drive sono stati pessimi, con tre three and out consecutivi dovuti all’imprecisione nei passaggi del ragazzone della Florida, che doveva sicuramente togliersi un po’ di ruggine di dosso. Nel frattempo i Chargers ne approfittavano per mangiare tempo sul cronometro, ma grazie alla finalmente solida difesa dei Broncos si dovevano accontentare solo di un field goal sui tre drive giocati portando il parziale a 26-10 Cahrgers.

A questo punto, a inizio quarto periodo, Tim Tebow comincia a prendere in mano la gara, aiutato da un superlativo Willis McGahee che risulta essere efficacissimo sulle corse. Tim quando non può passare fa quello che gli viene meglio, corre. E proprio con una corsa da 12 yard va a realizzare il suo primo touchdown stagionale riportando sotto nel punteggio Denver. Dopo la trasformazione da due punti di McGahee, il punteggio è di 26-18, con solo una segnatura di distacco.

La difesa è carica, il drive precedente ha dato fiducia e adrenalina a tutta la squadra, e Robert Ayers coglie l’attimo forzando un fumble di Philip Rivers, al quale sfugge il pallone che viene recuperato sulla linea delle 50 yard da Andre Goodman. I Broncos hanno così in mano la palla per andare a pareggiare il match.

Tim Tebow non se lo lascia ripetere due volte, una sua corsa di 8 yard ad aprire il drive, poi una di McGahee e poi uno screen pass perfetto per Knowshon Moreno che percorre 27 yards, superando un paio di tackle con grande abilità e realizza la meta mandando in visibilio lo stadio! Il punteggio è di 26-24 ora e serve la realizzazione da due punti per andare in parità. Denver chiama time out per pensarci su.

Al rientro si schiera con 4 wide receiver, lasciando intendere che potrebbe passare la palla, oppure correre con Tim Tebow. La scelta è di andare sul passaggio esterno verso il fondo della endzone per Brandon Lloyd, il pallone è lanciato bene da Tebow, viene ricevuto dal wide receiver, ma l’ottima copertura di Antoine Cason costringe Lloyd a non chiudere la ricezione. Denver rimane sotto di due. Ma non è finita.

La difesa ancora una volta è più che discreta, concede ai Chargers un field goal che a questo punto però cambio poco le cose e restituisce palla all’attacco con pochissimi secondi da giocare. Il drive dei Chargers peraltro era stato allungato in maniera dubbia da una penalità chiamata contro D.J. Williams, che ha dato così la possibilità a San Diego di mangiare ulteriore tempo sul cronometro.

In ogni caso i Broncos hanno la palla in mano con solo 24 secondi da giocare e 80 yard da percorrere. Serve un miracolo. Il primo passaggio di Tebow è per Brandon Lloyd che con una ricezione da circo un mezzo miracolo effettivamente lo compie, e sul successivo passaggio lungo è Daniel Fells a ricevere il pallone dopo la metà campo. Spike per fermare il cronometro che ora dice che manca un solo secondo alla fine. I Broncos ci provano, palla a Tebow e tutti in endzone per ricevere la bomba, che arriva dopo qualche secondo di scramble per evitare la pressione, ma cade incompleta in mezza a una selva di braccia protese della difesa. Il miracolo non è avvenuto ma il pubblico nonostante la sconfitta è in visibilio, e canta “Te-bow! Te-bow!“.

Il record dice 1-4 e ora ci sarà il BYE week. Il cambio è stato ufficializzato da John Fox, e quindi sarà Tim Tebow a guidare la squadra da qui in avanti. La settimana di riposo servirà per pensare a come costruirgli intorno un attacco efficacie, sfruttando soprattutto le corse di un Willis McGahee tornato ai migliori fasti, terza gara oltre le 100 yard per lui nelle ultime quattro. Tim di suo ci metterà tutto l’agonismo possibile anche se non sarà facile. Probabilmente non è ancora un quarterback pronto in questo momento della carriera ma Denver non aveva alternative se non quella di dargli una chance, sperando che se la giochi nel migliore dei modi.

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3 Comments

  1. Andrea says:

    Ciao raga.
    Ottimo lavoro come sempre. Mi piace da morire ‘sto blog (ho letto anche l’articolo su Tebow in Playitusa).
    Volevo dire la mia su quello che è successo domenica scorsa. Ho letto molto in questi giorni, in particolare sui blog americani. C’è molto entusiasmo per questa sconfitta, o è meglio dire mancata rimonta . Io, però, di entusiasmante in una sconfitta ci vedo poco. E quando i Broncos perdono (soprattutto una partita di division) il lunedì è sempre difficile iniziare la settimana (mettici pure il sonno perduto per guardare la partita fino alla fine).
    Comunque vado a guardare il bicchiere mezzo pieno, e vedo una difesa sempre più solida (mi fa effetto dirlo perché i punti concessi a partita sono davvero tanti) e un McGhaee da paura (100+ yards corse di nuovo senza dimenticare che la settimana precedente lo aveva fatto contro Green Bay!!!). Orton ci ha messo del suo di nuovo. Per fortuna, direi. Così Fox lo ha messo in panca e ha deciso di buttare dentro il ragazzone numero 15.
    Così tutti i Bronco-fans (me compreso, lo confesso) saranno soddisfatti e finisce ‘sta storia di Tebow-nonTebow che era diventata insopportabile. Certo che Tim non ha brillato almeno all’inizio (come avete detto voi bene nell’articolo c’è stata una serie di 3&out da scoraggiare chiunque.)
    Poi quella corsa in TD e quello screen pass per Moreno che mi ha fatto letteralmente sobbalzare sul divano.
    . Denver è in ricostruzionequindi va bene affidarsi a Tebow fino a fine stagione. A questo punto ci starebbero bene anche un paio di trade (Lloyd?) per assicurarsi qualche pick al Draft.
    E poi non si sa mai che Tim raddrizzi una stagione e ci porti in record positivo (scommettiamo?)…mmm… a vedere il calendario c’è da mettersi le mani nei capelli.
    A presto.
    E Go BRONCO!

  2. Alessandro says:

    Finalmente era ora non se ne poteva più di Orton, una bellissima partita che ci fa rimanere però con l’amaro in bocca.

    Francamente ho capito poco la scelta di non giocare l ‘onside kick dopo l’ultima segnatura.

  3. Andrea says:

    stavo riflettendo sul fatto che con Tebow giochiamo sempre con una specie di wildcat formation. Che ne pensate? Non vedo l’ora che arrivi Miami.

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