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Nov 11

Denver Broncos @ Oakland Raiders 38-24

Una partita dai due volti, che al termine lascia un bel senso di soddisfazione per una bella vittoria, netta, meritata, dove si sono visti finalmente quei big play che ai Broncos mancavano da troppo tempo.

Due intercetti di Champ Bailey, due touchdown di corsa di Willis McGahee (da 60 e 24 yards), due touchdown di Eddie Royal (uno su punt return da 85 yards), due td pass di Tim Tebow, due giocatori sopra le 100 yard di corsa, McGahee 163 e Tebow 118. Insomma tanto di buono. Se sommiamo che questa prestazione, la più convincente dell’anno, è avvenuta in casa dei rivali più agguerriti dei Raiders, la soddisfazione è veramente alta.

Come sempre non è tutto oro quel che luccica, per rendere grande la domenica dei Broncos è servito tutto l’aiuto possibile dagli avversari. Tre intercetti da parte di un Carson Palmer alla prima da titolare, che ha dimostrato di essere parecchio arrugginito, pur lasciando intravedere sprazzi di grande qualità. 15 penalità per 130 yards, per la squadra più punita della lega, sono state importantissime per determinare il risultato finale. Una difesa sulle corse dei Raiders, che nel secondo tempo è completamente crollata, concedendo alla fine del match 299 yards di corsa all’attacco dei Broncos.

Il merito dei Broncos questa domenica è stato quello di rimanere in partita dopo un primo tempo molto opaco e di approffittare nella ripresa di tutto quello che i Raiders concedevano, lanciando solo 5 volte e correndo per tutto il tempo restante, con il duo Tebow – McGahee scatenato.

La partita infatti era cominciata sulla falsariga delle ultime due uscite, con Tim Tebow in difficoltà quando si tratta di lanciare, ma che riesce nella difficoltà a pescare qualcosa di buono dal cilindro, soprattutto sfruttando la sua mobilità. Finalmente si riescono a limitare i sack subiti, vero cruccio delle uscite precedenti, un po’ perchè la linea tiene leggermente meglio, ma sopratutto perchè Tebow sta iniziando a essere un po’ meno incollato alla palla e piano piano comincia a vedere i suoi ricevitore più velocemente. Niente di così clamoroso da far cambiare rotta a una squadra che appare spaesata, dove si vedono errori un po’ in tutti i reparti, e quando anche un punt diventa un gioco difficile (fumble recuperato da Colquitti che poi improvvisa un lancio incompleto dando palla ai Raiders vicinissima all’endzone), ci sarebbe da mettersi le mani nei capelli.

I Raiders hanno iniziato discretamente, alternando i lanci di un Palmer altalenante ma a tratti efficacie, alle corse di Michael Bush, che sostiuisce l’infortunato Darren McFadden in maniera egregia, confermando la potenza di una offensiva line nero-argento che ha la meglio sulla linea difensiva dei Broncos. Bush solo nel primo tempo corre con una media di circa 7 yards a portata.

I primi a mettere punti a tabelloni sono i Raiders, grazie a un field goal di Janikowski dalle 48 yards. La risposta Broncos arriva con un buon drive concluso con un lancio di Tebow per Eric Decker, che lasciandosi alle spalle Michael Huff riceve indisturbato il pallone appena prima di varcare la soglia di metà, per il suo sesto TD stagionale.

Nel secondo quarto i Raiders riescono a portarsi avanti nel punteggio grazie al touchdown su corsa di Micheal Bush (11 yards) e al bellissimo lancio di Palmer che pesca il fullback Marcel Reece in mezzo a due difensori di Denver per un touchdown da 40 yards che porta il risultato sul 17-7 per i raiders.

A questo punto succede una cosa strana, i Broncos avanzano fino all’area da field goal sul finire del secondo quarto e quando Matt Prater realizza i 3 punti dalle 48 yards, viene chiamata una giusta penalità per interferenza sul kicker a un difensore Raiders. John Fox si fa ingolosire dalla buona posizione di campo in cui potrebbere giocare il primo down i Broncos e decide quindi di accettare la penalità, annullando di fatto i 3 punti e dando il primo down ai Broncos sulle 15 yards avversarie.

Il drive fallisce miseramente per colpa di una penalità di Ryan Clady (troppi holding per lui in questa stagione, solo ieri tre) e un sack, e i Broncos tornano indietro e sono costretti al nuovo field goal dalle 43 yards, che questa volta Prater fallisce, e quindi i Broncos rimangono a secco. Al termine dalla partita Fox dichiarerà di esser stato sciocco a togliere i tre punti già messi a referto per rischiare qualcosa di più.

Si va dunque all’intervallo e le sensazioni non sono buone, la squadra non sta giocando bene in nessun aspetto. L’attacco fatica come sempre e la difesa, nonostante un intercetto di Champ Bailey, fatica a farsi notare.

Al rientro in campo però le cose sembrano girare per il meglio. L’attacco si concentra sulle corse, con Tebow e McGahee che diventano incontrollabili dalla difesa Raiders.

Royal mette a segno il suo primo touchdown stagionale su una ricezione da 26 yards, dopo che la difesa lo lascia completamente solo e industurbato al centro del campo, bravo Tebow a pescarlo.

Carson Palmer riesce a costruire un drive da touchdown chiuso con una ricezione da circo di Jacoby Ford, che riceve in volo superando Andre Goodman, e cadendo verso il lato dell’endzone riesce con un miracolo a tenere entrambi i piedi in campo, dando i 6 punti ai Raiders. Ora il punteggio è 24-14 Raiders e manca poco più di un quarto di gioco.

Qui si spengono i Raiders e i Broncos ne approfittano, accorciano le distanze con un field goal di Prater dalle 43 yards (24-17 il punteggio), Palmer nel drive successivo lancia un intercetto su un pallone deviato dal suo ricevitore che viene recuperato al volo dal rookie Chris Harris (primo int in carriera per lui).

Sul gioco successivo arriva la grande corsa di Willis McGahee che con una splendida azione taglia in due la difesa di Oakland e arriva in meta intoccato dopo una fuga di 60 yards. Punteggio in parità e inerzia tutta dalla parte dei Broncos.

A confermare il momento positivo, Eddie Royal, schierato come ritornatore al posto di Quan Cosby leggermente acciaccato, si produce in un grandissimo touchdown su punt return (da 85 yards) per dare il vantaggio ai Broncos.

I Raiders non riescono a ribattere e la difesa dei Broncos finalmente può essere aggressiva giocando in vantaggio, cosa successa poche volte questa stagione. Arrivano i sack di Von Miller (0.5) e Elvis Dumervill (1.5, primi per lui in stagione) e l’attaco Raiders è sotto scacco. La palla torna ai Broncos quando Palmer lancia il secondo intercetto nelle mani di Champ Bailey, e servirebbe solo far correre il cronometro per portare a casa la vittoria.

Ma la difesa Raiders è già negli spogliatoi e con poche corse i Broncos sono di nuovo in endzone con l’ottima corsa di Willis McGahee, touchdown da 29 yards, e 160 totali per lui.

Partita finita. Il risultato finale dice 38-24 Broncos, con una vittoria arrivata grazie alla metamorfosi del secondo tempo, dove il gioco di corsa è stato dominante. La difesa è stata brava a concedere qualcosa sui passaggi ma a non dare troppo spazio alle corse, buoni gli aggiustamenti nell’intervallo che sono stati in grado di stoppare Michael Bush che era partito alla grande.

Una vittoria che non è solo merito di Tim Tebow, ma di tutta la squadra, con tanti protagonisti a dire la loro. Se l’attacco riesce a imprimere questo dominio sulle corse, il gioco di Tebow ne trae sicuramente benefici e i Broncos possono fare qualcosa di buono. Se invece il loro gioco di corse viene stoppato e sono costretti a lanciare, è finita.

Ottimo anche il lavoro del coaching staff, che ha portato in NFL alcuni giochi, coma la option, presi pari pari dal college football e in cui Tebow si trova a meraviglia. Più di una volta infatti partendo dalla shotgun formation può decidere se dare la palla al running back o, a seconda dei movimenti della difesa, tenerla e correre lui. Il gioco ha avuto grande successo contro i Raiders, lasciando confusa la difesa, ed è valso ben 118 yards di corsa per Tim Tebow, davvero notevole.

Ora i Broncos devono riconfermarsi domenica prossima contro i Kansas City Chiefs, che sono reduci da una brutta sconfitta casalinga contro i Dolphins, una partita che potrebbe sembrare alla portata, ma con i Broncos di quest’anno fare previsioni è impossibile.

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