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Mancano solo quattro ore ormai al Super Bowl e la tensione inizia a farsi sentire. I Broncos hanno deciso ieri sera di cambiare l’hotel in cui erano ospitati e isolarsi completamente per non essere disturbati dai fans e potersi concentrare soltanto sul match. Mossa a due facce, potrebbe essere l’ideale per arrivare alla massima concentrazione in vista dell’evento dell’anno, ma potrebbe anche creare troppa tensione in giocatori non abituati ai grandi eventi, solo quattro giocatori hanno giocato in precedenza un super bowl: Peyton Manning, Wes Welker, Dominique Rodgers-Cromartie e Jacob Tamme.

Il clima sembrerebbe essere un non-fattore, nonostante la temperatura vicino allo zero non nevicherà e le possibilità di pioggia sono piuttosto basse, quindi condizioni diciamo buone per Manning e per il gioco offensivo dei Broncos, dato che anche il vento sarà piuttosto debole.

Di seguito alcuni dei punti chiavi per portare a casa la vittoria da parte dei Broncos

Attacco:

– la linea deve tenere la pressione dei Seahawks. Se la linea tiene come in tutta la stagione, Manning avrà il tempo di pescare i mismatch migliori e riuscirà a punire una secondaria riconosciuta fortissima da tutta la NLF. Ma Manning è Manning e col tempo giusto dato dalla linea, un ricevitore libero lo trova. D.Thomas sarà marcato da Sherman e avrà vita durissima, ma i Broncos vantano più armi offensive di tutte le altre franchigie NFL e se Sherman farà un buon lavoro, vorrà dire che i bersagli saranno Decker, Welker e il TE Julius Thomas. Per la difesa di Seattle sarà dura marcare tutti e 4 i big target di Manning con la stessa efficacia. Tutto dipenda dal tempo che la linea lascia a Manning.

– Stabilire un gioco di corse. Questo è vero sempre nel football e ancora di più oggi. Seattle è regina dei turnover quindi riuscire a guadagnare yards sulle corse, costringerà a mettere un uomo in più vicino alla linea liberando ancora di più i nostri ricevitori sulle secondarie e diminuendo i rischi di lanciare su doppie coperture. Moreno è in palla e Ball sta crescendo. Dimenticatevi i fumble e correte come sapete!

– Per il resto, siamo in buone mani. Ovviamente nessun turnover!

Difesa:

– Fermare Lynch! Questo è l’imperativo numero uno. Il vero grosso pericolo che ci possono portare i Seahawks sta nel loro gioco di corse, con Lynch come protagonista, soprattutto quando entra in beast mode. La difesa dei Broncos sulle corse è più che discreta e qui si giocherà la partita. Se si ferma Lynche e si costringe Wilson a lanciare, vengono fuori i limiri dei Seahawks. Wilson è abile anche a correre e creare giochi dal nulla e qui la difesa deve essere brava a non perdersi i ricevitori sul profondo quando si sviluppa uno di questi giochi in Wilson corre in giro per il campo per guadagnare tempo e pescare qualche ricevitore dimenticato.

Ovviamente sono solo alcuni dei punti di attenzione del match, ma se questi tre obiettivi verranno centrati, ci sono ottime possibilità che la partita si metta per il meglio.

Go Broncos!!!

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Ed è Super Bowl!

I Denver Broncos dopo 15 anni riconquistano la vetta della AFC e tornano al Super Bowl! La finale di conference contro New England, da tutti considerata la rivale più ostica e più temuta, è stata giocata in maniera perfetta e i Broncos hanno dominato per tutto il match gli avversari. L’attacco ha girato con una precisione incredibile, riuscendo a mettere subito punti di distacco tra se e gli avversari e non staccando mai il piede dall’acceleratore. Ogni drive era disegnato per segnare e per mettere in difficoltà la difesa dei Patriots, lasciando da parte tattiche conservatrici che in passato erano state un’arma a doppio taglio. La difesa ha replicato la già buona gara contro San Diego, alzando ancora di più il livello contro un avversario di certo più pericoloso e tenendo a secco Brady e compagni per buona parte del match. La stessa difesa che durante la stagione sembrava essere il tallone d’achille della squadra, nei playoffs sta diventando solida e affidabile nonostante manchino alcuni importanti titolari. Il coaching staff ha vinto lo scontro diretto contro Belichick e l’odiato ex Josh McDaniels (che a Denver ringraziano solo per il draft che ha portato Decker e D. Thomas) trovando la chiave giusta per fermare le corse che contro Indianapolis erano state determinanti. Il resto, e che resto, l’ha fatto lui, Peyton Manning.

Peyton il magnifico

Il numero 18 in maglia arancione ha giocato una partita splendida, nel momento decisivo della stagione non ha sbagliato nulla, orchestrando al meglio il suo attacco e mettendo a referto numeri paurosi. 32 passaggi completati su 43 tentati, 400 yards tonde tonde guadagnate, 2 Td e 0 intercetti, nessun sack subito. Numeri arrivati nella sfida con la rivale più forte e contro Tom Brady, il qb con il quale da almeno 10 anni esiste una tempAP438670041285_3--nfl_mezz_1280_1024rivalità unica in tutta la NFL. Questo round è stato vinto, anzi stravinto da Peyton, per la gioia dei tifosi di Denver. La sicurezza con la quale Manning ha gestito il match è stato qualcosa di incredibile, i drive offensivi sono stati una lezione di come giocare una sfida decisiva. Oltre a mettere punti in tutti i drive tranne uno, il primo (un solo punt per i Broncos in partita), è riuscito a consumare tantissimo tempo lasciando Brady seduto in panchina e facendo riposare la nostra difesa. Il tempo di possesso finale è stato incredibilmente a vantaggio dei Broncos, 35 minuti contro 24 degli avversari. Manning è stato l’MVP di questa partita a mani basse, ma al suo fianco il resto della squadra si è gasata e ha disputato una prova esemplare. La linea offensiva ancora una volta ha dominato, lasciando a Manning tutto il tempo necessario per pescare i ricevitori, senza nessun avversario a disturbarlo, tanto che il qb non è mai stato colpito in tutta la partita. I ricevitori hanno offerto una prova eccellente, si è visto solo un drop importante, da parte di Julius Thomas in endzone per un mancato td. Per il resto solo ottime giocate, a cominciare dal Pro Bowler Demaryius Thomas, che ha ricevuto 7 palloni per 134 yards e 1 Td ed è stato una spina nel fianco della difesa avversaria. La sua partita è svoltata con l’infortunio di Aqib Talib, causato da un brutto scontro con Wes Welker che probabilmente ha cercato appositamente di colpire il cb avversario (senza volerlo infortunare immagino). Di questo si sono molto lamentati i Patriots dopo il match, e si può ammettere che la giocata di Welker non è stata pulita e andava sicuramente punita almeno con una penalità, ma non credo volesse appositamente infortunare l’avversario. Da quel momento in poi Thomas è stato cercato di più e praticamente è diventato immarcabile. La grande forza dell’attacco dei Broncos però è la varietà dei bersagli, oltra al wr numero uno infatti anche J.Thomas ha ricevuto 8 palloni per 85 yards e Eric Decker ha seguito con 5 ricezioni che sono valse 73 yards. Solo 4 ricezioni per l’ex Welker. Si è visto anche Jacob Tamme, autore del primo Td e di una conversione di primo down fondamentale nei minuti finali del match. Il gioco di corse è stato ancora una volta più che discreto, con Moreno e Ball a mettere insieme 102 yards in 26 portate complessive e con alcune conversioni di down importantissime. Non è il gioco spettacolare che possono fare altre squadre, ma quando serve le yards necessarie arrivano sempre e c’è da essere soddisfatti dei progressi in questo settore del campo. L’attacco è la nostra forza e lo sarà anche al Super Bowl contro Seattle.

Una Super difesa

Se l’attacco non stupisce più per quanto giochi bene, è la difesa a lasciare soddisfatti ancora una volta. Sapevamo che ai playoffs serviva migliorare in questo reparto e in queste due sfide i miglioramenti sono stati netti e importanti. 16 i punti concessi ma solo negli ultimi minuti del match quando il vantaggio era già rassicurante. La chiave era bloccare le corse che avevano permesso ai Patriots di battere i Colts nel turno precedente, con la temp140119_Bakke053--nfl_mezz_1280_1024strepitosa prova di Blount autore di ben 4 td e 166 yards guadagnate. Beh, il risulato è stato spettacolare. Blount limitato a sole 6 yards guadagnate e tutto il gioco di corse dei Patriots a solo 64 yards. Brady si è visto così obbligato a lanciare spesso, non certo un problema visto il suo talento, ma in questo modo la mancanza dei TE dominanti e di ricevitori affidabili si è fatta sentire. Inoltre il qb dei Patriots è stato parecchio impreciso, con almeno 4-5 passaggi sbagliati di parecchio con il ricevitore smarcato. Errori non da lui, che sono stati decivi nell’accorciare i drive dei Patriots. Sapendo che New England avrebbe puntato sui passaggi, è stato in corso d’opera più facile organizzare la difesa favorendo le belle giocate della linea, che ha messo a segno due sack con Robert Ayers e uno strepitoso Terrance Knighton, autore anche due tackle nel backfield avversario in momenti cruciali. L’unico momento di appannamento per la difesa è arrivato quando a pochi minuti dal termine e con due segnature di vantaggio si è giocato in maniera troppo conservativa, utilizzando la prevent defense infarcita di defensive back e cono soli tre uomini di linea a mettere pressione. Brady ha così avuto modo di pescare bene i suoi ricevitori in movimento e sono arrivati due td veloci che potevano in qualche modo riaprire il match. Alla fine la tattica ha pagato, ma forse si poteva lasciare meno spazio e continuare a mettere pressione su Brady, piuttosto che indietreggiare tanto come si è fatto. In ogni caso è andata bene così. Per quanto riguarda le prestazioni personali, sugli scudi senza dubbio D. Trevathan, sempre vicino all’azione e autore di ottimi placcaggi, il già citato Knighton e anche un Champ Bailey non al 100% ma che ha fatto la sua parte senza errori. Per lui l’emozione e la soddisfazione di raggiungere il primo Super Bowl dopo una carriera spettacolare, un meritato premio come ha sottolineato anche D. Thomas dedicando proprio a lui e agli altri veterani dello spogliatoio la vittoria.

Omaha! Omaha!

La partita perfetta ha visto anche alcune note di colore interessanti, come l’ormai famosissimo grido di Manning sulla linea di scrimmage “Omaha! Omaha!”. La parola usata durante il conteggio dello snap, è riconducibile a una città del Nebraska. Alcuni aziende legate alla stessa cittadina hanno deciso per l’occasione di donare un cospicuo numero di dollari alla associazione benefica facente capo proprio a Manning, per ogni volta che Peyton avesse urlato “Omaha!” sulla linea di scrimmage. Alla fine il totale è stato di 31 urli per un bel totale di 24800$ donati in beneficienza. Davvero non male. Altra nota di colore importante è stato il pubblico, davvero straordinario. Lo stadio era strapieno, solo 44 non presenti, e il colpo d’occhio dall’alto era incredibile con tutto lo stadio colorato di arancione. Un impatto scenico unico che è stato accompagnato da una partecipazione costante durante il match. Pubblico in delirio e rumorosissimo per disturbare ogni chiamata di Brady e in silenzio quasi surreale quando era Manning a comandare l’azione. L’energia che si respirava al vecchio Mile High Stadium, per anni uno dei migliori stadi del NFL, non sempre si era rivista nel nuovo impianto. Questa domenica però il pubblico, così come contro i Charghers, è stato il 12.mo uomo in campo, regalando al match una nota di spettacolo ancora maggiore.

Il grande ballo ci attende

temp140119_garorade--nfl_mezz_1280_1024Non ci sarà il pubblico di casa tra due settimane a New York, ma non mancherà di certo l’atmosfera. E’ la partita delle partite, quella per cui ogni giocatori si allena e scende in campo. Il Super Bowl. L’ultima volta c’era John Elway in campo, oggi il numero 7 più famoso del football NFL è seduto sulla poltrona più importante a orchestrare da dirigente la rinascita dei Denver Broncos. Rinascita che passa da John Fox, tre stagioni in panchina in crescendo, ogni anno un passo più deciso verso il grande obiettivo, che adesso è solo a un match di distanza. Elway e Fox hanno riportato a Denver i successi che da troppo tempo mancavano in Colorado e rinnovato l’entusiasmo di un pubblico eccezionale. Hanno allestito una squadra che ha registrato una stagione incredibile, frantumando un record dopo l’altro in praticamente ogni categoria offensiva esistente. Ma per entrare davvero nella storia a questa squadra manca un ultimo passo, il più importante, il grande ballo che chiude la stagione e che darà gli onori e la grandezza alla squadra che uscirà vittoriosa. La stagione è stata memorabile, ora serve mantenere la concentrazione e andare avanti a testa bassa verso l’unico obiettivo che ci si era posti a inizio anno. Vincere il Super Bowl! Go BRONCOS!!

MHC MVP – Peyton Manning, 32/43, 400 yards, 2 TD, 0 INT, 0 Sack, 118.4 QB rtg

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Il viaggio continua.

temp130905_PeteEklund102--nfl_mezz_1280_1024Questa volta la sopresa non c’è stata e il pronostico che vedeva i Broncos come certi vincitori della sfida, è stato rispettato, non senza qualche brivido. I Broncos scendono in campo col ritrovato Wes Welker (con un nuovo casco anti traumi fin troppo grande) ma senza Von Miller e Derek Wolfe in difesa. Champ Bailey è della partita ma non parte titolare, così come Woodyard ancora dietro a Paris Lenon come MLB. Denver parte alla grande, la difesa realizza subito due sacks nei primi giochi e blocca ottimamente le corse dei Chargers togliendo così opzioni a Rivers e all’attacco di Mike McCoy, ex della sfida. Dall’altro lato del campo, al primo drive Peyton Manning realizza il primo td della partita con un passaggio corto per D. Thomas, a chiudere un drive ottimo fatto di un bel mix di corse e passaggi corti. Il punteggio si orienta subito dalla parte dei Broncos e il match prosegue con questo copione per tutto il primo tempo. I Chargers restano a secco anche nei drive successivi, merito di una difesa di Denver che sembra lontana parente di quella vista in regular season. In attacco è la linea offensiva a dominare gli avversari, aprendo varchi per le corse di Moreno e Ball e lasciando a Manning sempre molto tempo per lanciare praticamente indisturbato. Sembra il preludio a una passeggiata, tutto gira per il verso giusto e i Broncos dominano in lungo e in largo, ma manca qualcosa all’appello. Mancano infatti i punti sul tabellone. Alcuni episodi girano dalla parte sbagliata, come quando Julius Thomas commette un fumble dopo una ricezione che interrompe il drive offensivo e rimette il pallone nelle mani di Rivers. La difesa non concede nulla e arriva poi il TD di Welker, che chiude un drive simile al primo con un passaggino laterale corto in endzone con i Broncos che allungano sul 14-0. Denver controlla anche il tempo correndo molto e i drive offensivi sono mediamente lunghi, ma quando ci sarebbe da uccidere la partita è Decker a frenare gli entusiasmi inciampando da solo e autoplaccandosi mentre era lanciato indisturbato verso l’endzone su un punt return. Peccato. Il drive parte e vede Manning arrivare vicino all’endzone per quello che sembra essere il preludio al terzo td di giornata, ma invece dopo due tentativi falliti arriva perfino l’intercetto di Butler in endzone che chiude il primo tempo senza altri punti. Il punteggio è “solo” 14-0 e la sensazione è che i Broncos avrebbero dovuto avere un distacco un più ampio e la partita in cassaforte, invece il match è ancora molto aperto. Nella ripresa ancora occasioni sprecate dall’attacco con un paio di brutti drop dei ricevitori e i Broncos che riescono solo a segnare un field goal con Matt Prater. A questo punto il match gira, i Chargers, come era prevedibile, prima o poi sarebbero riusciti a segnare, e lo fanno nell’ultimo periodo approfittando dell’uscita dal campo di Chris Harri Jr. Il cb subisce un infortunio al ginocchio (stagione finita per lui) e lascia il campo. Rivers è bravo a colpire a freddo il suo sostituto (e suo ex compagno a San Diego) Quentin Jammer che sembra non capirci molto. Battuto più volte sul profondo i Chargers arrivano al td che riapre il match sul 17-7. L’inerzia del match comincia a girare spostandosi dalla parte degli ospiti e tra i tifosi comincia a farsi largo il brutto ricordo dell’anno passato e della sfida contro i Ravens che ancora brucia.

Manning puntuale

Per fortuna questa volta la storia va diversamente, i Broncos non si fanno trovare impreparati e grazie anche a una penalità della difesa avversaria su un terzo down, orchestrano un bel drive che chiudono con tre belle corse di Moreno fino a superare la linea di meta e realizzare il td del 24-7 che ridà ossigeno e tiene a distanza di sicurezza i Chargers. La partita però non è ancora finita, San Diego gioca il tutto per tutto usando tutti e 4 i down e trova il secondo td di giornata per il WR Allen riportandosi sotto nel punteggio. Il kickoff successivo è un onside kick che i Chargers recuperano dandosi una bella carica di adrenalina e spaventando i Broncos, ma la difesa risponde alla grande prima col sack di Shawn Phillips (secondo di giornata per lui) e poi forzando l’incompleto di Rivers e costringendo i Chargers ad accontentarsi del field goal, che fissa il punteggio sul 24-17 con ancora poco meno di 4 minuti da giocare. La palla questa volta viene calciata lunga e Manning ha la possibilità di orchestrare l’ultimo drive per addormentare la partita e far finire il tempo sul cronometro. Si inizia subito male con una penalità della linea e con una corsa negativa di Moreno, seguito da un incompleto. Siamo già al terzo down con 17 yards da prendere e qui Manning non sbaglia, pesca sulla sideline un liberissomo Julius Thomas per 21 yards e chiude il down. Pochi giochi dopo ancora terzo down, questa volta con 6 yards da prendere e a differenza delo scorso anno contro i Ravens non si corre ma si lancia. La fiducia in Manning è totale e il campione col numero 18 non delude, pescando ancora il TE Thomas per la conversione del down che mangia altro tempo sul cronometro e lascia la palla in mano ai Broncos. E’ poi Moreno, tre giochi dopo, a guadagnare con una corsa su un terzo e 1, il primo down che mette la parola fine al match e manda i Broncos alla finale di conference. Manning è stato protagonista di una prova concreta, positiva, solida anche se non spettacolare, ma finalmente ha dimostrato nel momento decisivo del match di prendersi la squadra sulle spalle e di non sbagliare, anche se la strada per il successo finale è ancora lunga e sempre più complicata.

Decisive le corse.

temp9Hays--nfl_mezz_1280_1024La partita è stata vinta con merito e solo i Broncos potevano rovinarsi da soli la festa. Ci hanno provato nell’ultimo quarto ma per fortuna hanno rimesso le cose a posto grazie all’attacco. E’ stato decisivo Manning con la conversione di due terzi down nei minuti finali, ma in tutto il match la chiave per mantenere il controllo sul risultato è stata l’efficacia del gioco sulle corse. Nel match di regular season perso contro i Chargers proprio le corse erano mancate, con sole 18 yards guadagnate, mentre ieri il gioco di corse è stato dominante. Moreno, sempre più importante per questa squadra, ha corso 23 volte per 82 yards con 1 td. A questi si aggiungono i numeri del rookie Montee Ball, che sta migliorando a ogni gara, che con le sue 52 yards su 10 tentativi ha dato il cambio di passo giusto quando Moreno doveva respirare, senza interrompere la fluidità dei drive. La coppia Moreno – Ball sta diventando un arma importante per questo attacco già fortissimo sui passaggi e contro squadre sempre più forti poter disporre di un credibile gioco di corse è fondamentale.

Difesa da oscar, per tre quarti

La nota lieta del match è stata senza dubbio la difesa. Nei primi tre quarti è stata praticamente perfetta, tanto da meritarsi a fine gara i complimenti di coach Fox. Tanta pressione su Rivers, con tre sacks (il quarto arriverà temp12Bakke--nfl_mezz_1280_1024nell’ultimo periodo) all’attivo e ottima barriera sulle corse a bloccare Ryan Matthews e i D. Woodhead, fermati rispettivamente a 29 e 26 yards guadagnate. L’assenza di Miller non si nota, Phillips, Jackson e il nuovo arrivato Mincey mettono a segno i sacks che rallentano l’attacco dei Chargers, e i linebacker, aiutati dalla linea e dalle safety, si occupano di bloccare le corse con un costante successo come era capitato poche volte in stagione regolare. La difesa è ottima e tiene a zero i punti dei Chargers per i primi tre quarti. Il punto di svolta però è l’infortunio del cb Chris Harris Jr. Harris passa spesso inosservato perchè non fa molti intercetti, ma c’è un motivo, contro di lui i qb avversari lanciano poco, perchè le sue coperture sono sempre ottime. Inoltre è il terzo cb NFL per peggior rating del qb avversario quando lancia sul ricevitore da lui marcato, statistica che lo mette di diritto tra le pedine fondamentali della difesa dei Broncos. Purtroppo il suo infortunio ha aperto il campo ai ricevitori avversari. Quentin Jammer, che l’ha sostituito, è stato battuto più volte sul profondo e in un paio di volte è stato sorpreso completamente fuori posizione. Bailey evidentemente non è ancora pronto per giocare sull’esterno ed è stato tenuto in mezzo al campo come nickel cornerback, per sfruttare più il suo senso della posizione che non la sua velocità, chiaramente ridotta dall’età e dall’infortunio al piede patito in stagione.

Ancora una volta Brady

Per fortuna i danni sono stati limitati, certo è che con Harris fuori, Jammer non sembra la risposta per la prossima sfida contro i Patriots di Tom Brady. Non si può concedere un lato del campo al qb di New England altrimenti sono guai. I Broncos dovranno trovare una soluzione, che va da Bailey, al rookie Webster a Tony Carter (anche lui acciaccato) allo stesso Jammer. Nessuna di queste ipotesi da garanzie assolute e questa sarà sicuramente una delle chiavi del match che ci attende per poter arrivare al Super Bowl. Il resto del copione sarà sempre lo stesso, cercare di installare un gioco di corse sufficiente a tenere fuori dal campo Brady il più possibile e garantire a Manning quella imprevedibilità che gli dovrebbe consentire di mettere punti a tabellone. E’ probabile che la partita arrivi a punteggi alti e ogni errore sarà decisivo. Per Manning è la sfida delle sfide, i record sono tutti per lui ma Brady è stato più vincente e difficilmente sbaglia nei momenti decisivi, quello che invece fino a questo momento della carriera sembra essere l’unico limite di Peyton. Sarà una partita in cui non c’è una squadra favorita e in cui la tensione sarà ai massimi livelli. Si dovrà sfruttare il fattore campo e il pubblico sarà importante come lo è stato ieri, silenziosissimo con la palla a Manning e in delirio per infastidire l’attacco avversario. Contro Brady, certamente più abituato a questi momenti di Rivers, potrebbe non bastare, ma la carica che uno stadio caldo può dare sarà importante per i Broncos.

MHC MVP: Peyton Manning – 25 su 36 per 230 yards, 2 td e 1 int, 93.5 qb rating

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Iniziata da una settimana la free agency ci sono già stati i primi movimenti e i prezzi più pregiati hanno trovato un nuovo (e ricco) contratto. I Broncos sono stati tra i protagonisti di questo inizio con alcune ottime operazioni. Andiamo ad analizzarle una per una.

Luis Vasquez – G (ex Chargers): 4 anni per 23.5 M$

vasquezTanti tanti soldi investiti nella guardia di San Diego significa che i Broncos vedono in lui un titolare della linea dei Broncos per i prossimi anni. La guardia 25enne è stato l’unico elemento positivo di una linea disastrosa l’anno scorso ai Chargers e porterà ai Broncos i suoi quasi 150kg per formare con Orlando Franklin una muraglia sul lato destro della linea d’attacco. La firma lascia intendere anche che i Broncos hanno parecchi dubbi su Chris Kuper, ottimo giocatore ma con parecchi problemi di infortuni che ne hanno pregiudicato la stagione scorsa. Peccato perchè Kuper, quando è sano, è sempre stato uno dei migliori e proprio l’anno scorso la sua assenza si è fatta sentire. In ogni caso serviva dare consistenza alla linea e questa mossa, insieme al ritorno di Clady (franchise tag per lui) sono due buoni motivi per dare sicurezza a Peyton Manning.

Stewart Bradley – MLB (ex Cardinals): 1 anno per 1,1 M$

Firma che serve per dare profondità al ruolo di linebacker, dopo il taglio di DJ Williams. Improbabile che giochi da titolare anche se Bradley in passato, ai tempi degli Eagles, è stato protagonista di un’ottima stagione che gli è valso il riconoscimento di All-Pro. Il passaggio ai Cardinals, e il cambio di schema (una 3-4) l’ha penalizzato e ora avrà la possibilità di rifarsi in una 4-3. Investimento esiguo per un ruolo in cui serviva aggiungere concorrenza. Per il ruolo di MLB la concorrenza è con Joe Mays, Nate Irving e probabilmente qualcuno che verrà aggiunto al draft.

Wes Welker – WR (ex Patriots): 2 anni per 12M$

welkerIl colpo più importante del mercato fino ad ora è senza dubbio la firma di Welker. Una vera stella, con 5 stagioni da 1000+ ricezioni coi Patriots, perfetto per giocare nello slot come terzo ricevitore sul corto, darà a Manning un’arma in più e toglierà ancora più pressione sugli esterni a Decker e Thomas. Il trio dei ricevitori dei Broncos ora è stellare. Altro vantaggio è aver tolto Welker ai Patriots, i maggiori rivali per la AFC (in questo momento almeno) per il prossimo anno. Brady pare sia imbufalito per la perdita di Welker e questo la dice lunga sulla bontà di questa acquisizione. E’ il grande colpo da free agency per cercare di vincere subito quel Super Bowl che manca da molto tempo, prima che Manning si ritiri e i Broncos debbano ricostruire. Ottimo il lavoro di John Elway capace di accapararsi il pezzo più pregiato e utile per i Broncos che fosse disponibile sul mercato.

Terrance Knighton – DT (ex Jaguars): 2 anni per 4.5 M$

Il DT è da sempre uno dei ruoli più scoperti della difesa dei Broncos e questa firma cerca di mettere un po’ di carne (parecchia visto i suoi 150 kg) in mezzo alla linea. Knighton rispecchia il prototipo di defensive tackle che piace a Jack Del Rio e non è un caso che sia stato proprio l’attuale DC dei Broncos a sceglierlo al draft quando era HC dei Jaguars. Knighton è stato protagonista di buone stagioni nei suoi 4 anni in NFL anche se l’anno scorso a dire il vero ha perso il ruolo di starter. Nei Broncos solitamente c’è una forte rotazioni sulla linea a seconda della difesa che si gioca e lui potrà dare il suo contributo.

Kevin Vickerson – DT (rinnovato): 2 anni per 5 M$

Dopo la firma di Knighton si pensava che per Vickerson fossero chiuse le porte e invece è arrivata la riconferma. Ottima notizia perchè Big Vick è stato protagonista di una buona stagione l’anno passato. Non è un fenomeno, ma è un giocatore solido che da sempre tutto quello che ha in campo ed è in grado di fare buone cose. Lui completa con Knighton la coppia di DT, entambi molto grossi e pesanti, ma piuttosto agili per la loro stazza. Il ruolo di defensive tackle probabilmente verrà tenuto d’occhio e rinforzato anche al draft, ma intanto una base di partenza discreta c’è.

Dominique Rodgers-Cromartie – CB (ex Eagles): 1 anno per 5 M$

DominiqueRodgersCromartie2I Broncos cercavano un CB da mettere sul lato opposto a quello occupato da Champ Bailey e hanno scelto l’ex prima scelta dei Cardinals (poi mandato agli Eagles nell’affare Kolb). Rodgers-Cromartie proprio agli Eagles non ha di certo brillato, in quello che sembrava essere un dream team e che invece è stato un fiasco completo. Però i suoi primi 3 anni ai Cardinals sono stati ottimi, con 13 intercetti e ottime giocate. Molto buono in copertura sull’esterno, non è un grandissimo placcatore ma è ancora giovane, 26 anni, e se riuscirà a risolleversi dopo i due anni andati male agli Eagles per i Broncos sarà un buon affare. L’approccio è stato come quello adottato per Tracy Porter, un solo anno di contratto a una cifra importante e poi sarà il campo a decidere se sarà il caso di rinnovare a lungo termine o cambiare obiettivo. Speriamo sia più fortunato di Porter.

Queste le prime firme messe a segno dai Broncos, fin qui il voto alla free agency è molto alto. Sono stati coperti obiettivi importanti in ruoli in cui c’era necessità, come CB, WR e OL. Qualche posizione ancora andrebbe migliorata, come i running back o le safety, ma non si poteva fare tutto e credo sin qui si sia fatto molto bene.

Poi c’è il caso Dumervil… ma di quello parlerò in un articolo a parte.

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Dopo una lunga pausa servita a ricaricare le batterie, eccoci di nuovo a parlare di Broncos. E’ cominciata l’offseason e in questo mese che ci ha separato dal Super Bowl e dalla vittoria dei Ravens, che devono almeno una parte del loro premio vittoria allo sciagurato Rahim Moore, sono successe due cose degne di nota nell’universo arancio-blu: il franchise tag di Ryan Clady e il caso Dumervil.

Franchise Tag per Ryan Clady

cladyIl LT, nominato per la terza volta al Pro Bowl, era in scadenza di contratto e sappiamo che all’inizio della stagione scorsa si erano più o meno bruscamente interrotte le trattative per un nuovo lungo contratto coi Broncos. Dunque la notizia che i Broncos hanno deciso di piazzare il franchise tag su di lui non è una sorpresa, era nell’aria e così è puntualmente avvenuto. Per la stagione 2013 guadagnerà 9,8 M$, questo il valore del tag. Più o meno è in linea con quello che (si dice) lui stesse cercando anche a lungo termine, un contratto intorno ai 10 milioni l’anno. Non pochi certo, ma il ruolo di left tackle è uno dei principali per l’attacco, soprattutto se si deve proteggere un qb come Peyton Manning e se si punta al Super Bowl.

Quello che è sembrato un po’ meno ovvio è il fatto che non si sia nemmeno provato a intavolare una nuova trattativa per cercare un accordo a lungo termine, i Broncos hanno deciso di prendere un anno di tempo per capire se investire anche in futuro su di lui. I dubbi non sono certo legati al suo rendimento in campo, sempre all’altezza, ma più che altro agli infortuni subiti da Clady durante la ancora giovane carriera. Infatti il tackle ha finito la stagione soffrendo di un infortunio alla spalla, che ha richiesto un’operazione chirurgica ai primi di febbraio e che lo vedrà costretto a saltare buona parte dell’offseason per tornare poi a disposizione, si pensa, al training camp.

Di certo i Broncos non volevano impegnarsi economicamente prima di vedere il recupero effettivo del loro talento e se il rendimento in campo fosse in qualche modo condizionato da questo infortunio. Una decisione che ci può stare e che non dovrebbe far troppo storcere il naso al giocatore, che riceverà il suo bel compenso quest’anno, in attesa di confermarsi durante la stagione.

Scoppia il caso Dumervil

imagesMolto più a sorpresa invece la seconda notizia dell’offseason, fresca di appena qualche ora. Pare, ma è notizia ben confermata da più parti, che i Broncos vogliano chiedere a Elvis Dumervil di ridursi l’ingaggio per il 2013, che è segnato sui libri intorno ai 12 M$, evidentemente giudicato eccessivo dal management. Elvis ha giocato bene quest’anno, ha raggiunto anche lui il Pro Bowl, ma non è stata la sua miglior stagione. Le ultime due a dire il vero, dopo aver saltato un anno intero per infortunio, sono state buone, ma non ottime come quella che gli aveva regalato il record di 17 sacks giocando da outside linebacker. I sacks nelle ultime due stagioni sono scesi a 11 e 9.5, non male ma nemmeno così speciali da valere, a parere della dirigenza, il contratto attuale.

Forse una ragione di fondo c’è, il salary cap porta sempre a queste situazioni limite, si paga molto un giocatore in scadenza se è reduce da un’ottima annata e poi bisogna convinvere nei 4-5 anni successivi col contratto che si era stipulato.

Pare che i Broncos vogliano chiedere una riduzione dell’ingaggio a Dumervil, che continua a piacere e rientrerebbe nei piani di coach e staff tecnico, ma a un prezzo più moderato. In caso di rifiuto del giocatore, sembra che l’unica via di uscita sia il taglio. Si vociferà addirittura che i Broncos stiano già pensando a Dwight Freeney, in uscita dai Colts, per sostituire Dumervil in caso di mancato accordo.

Io spero che un accordo però si trovi, è vero che c’è sempre bisogno di spazio nel cap, che i Broncos pensando di firmare giocatori in free agency e quindi spenderanno, ma l’apporto di Dumervil è stato positivo e la sua presenza, accoppiata a quella di Von Miller, è stata l’arma più importante della nostra difesa. Togliendo lui gli attacchi avversari potrebbero concentrarsi ancora maggiormente sul contenere Von e questo porterebbe a un peggioramento delle prestazioni di tutta la difesa.

Se proprio servono dei soldi, sarei più propenso a tagliare il linebacker DJ Williams, che guadagnerà 5-6 M$ l’anno prossimo e ormai è ai margini della squadra sia in campo che fuori, per le sue ripetute squalifiche e bravate fuori dal campo. Anche se credo che il suo taglio sia già dato per scontato.

Vedremo che succederà, intanto da martedi prossimo si apre la free agency, stay tuned…

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Finito il turno di wild card AFC, con tutti i pronostici della vigilia rispettati, accedono ai divisional playoffs Houston Texans e Baltimore Ravens. In virtù del seed ottenuto, saranno poprio i corvi viola di Baltimora a giungere nella Mile High City sabato prossimo.

I Ravens si sono sbarazzati piuttosto agevolmente del rookie prodigio Andrew Luck e dei suoi Indianapolis Colts, sfortunati a dover rinunciare al loro offensive coordinator proprio qualche ora prima della partita per un ricovero in ospedale causa forte influenza e problemi di pressione sanguigna. Un duro colpo dato che Arians è anche colui che chiama i giochi d’attaco.

2012-09-24T043613Z_01_BAL122_RTRIDSP_3_NFLSicuramente questo evento ha influito negativamente sulla prestazione dei Colts, anche se tutto sommato direi che i Ravens hanno vinto con merito e sono al momento ancora più squadra e in generale più forti dei ragazzi di Indianapolis.

Dunque il leggendario Ray Lewis ha rimandato il suo addio al football almeno di un’altra settimana e saranno i Broncos a doverlo forzatamente spingere ad appendere l’elmetto al chiodo. Come sappiamo difatti ha già annunciato che questa è la sua ultima stagione e si ritirerà appena finiti i playoffs.

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