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Sep 12

Denver Broncos Vs Houston Texans 25-31

Seconda partita in casa stagionale per i Broncos e Sports Authority Field strapieno e carico per aiutare la squadra alla vittoria. Di fronte una delle squadre più forti della lega, che pare finalmente pronta a spiccare il volo verso il loro primo Superbowl, i Texans guidati da un grande ex di Denver, Gary Kubiak, prima qb di riserva e poi offensive coordinator negli anni dei due superbowl vinti.

I Broncos devono rifarsi dopo la brutta sconfitta coi Falcons, che ha lasciato sensazioni alterne sulle qualità di questa squadra. Enorme difficoltà in alcuni frangenti, molto solida e concreta in altri. Insomma in cerca ancora della sua identità.

La partita inizia con la palla a Denver che però non parte bene ed è costretta subito al punt. Britton Colquitt piazza un calcio perfetto che costringe il ritornatore a ricevere uscendo dal campo sulla linea delle 2 yards e i Texans inizieranno il primo drive offensivo in una posizione pessima di campo.

La difesa dei Broncos non si lascia sfuggire l’occasione, con Elvis Dumervil che mette a segno il suo primo sack stagionale, placcando Matt Schaub in endzone per la safety che vale il 2-0 Broncos e ridà subito palla all’attacco.

Questa volta si muove meglio l’attacco di Manning che coinvolge subito i suoi ricevitori e arriva fino alla redzone avversaria salvo poi incepparsi ed è quindi costretto ad accontentarsi di un field goal che Matt Prater non fatica a realizzare. 5-0 e ottimo inizio Broncos.

I Texans sono chiamati a reagire e lo fanno al meglio, infilando la difesa arancione come se fosse di burro, con le corse di Arian Foster, sempre uno dei migliori della lega, e i lanci di Matt Schaub che trovano troppe volte fuori posizione la secondaria di Denver. Il drive infatti si chiude con passaggio da ben 60 yards per Andre Johnson, completamente libero da marcatura. Il cb Tracy Porter è battuto e la safety, in questo caso Mike Adams giudica male il gioco avanzando verso la linea di scrimmage per marcare un TE in zona e lasciando il WR libero di involarsi da solo verso la endzone. Errore grave della difesa e i Texans ripassano subito in vantaggio ma non si fermano. Recuparata palla subito costruiscono un nuovo drive vincente chiuso questa volta dale 3 yards con un passaggio laterale per il RB Arian Foster, anche lui libero da marcatura. La difesa dei Broncos è da rivedere, in questo drive ha concesso ben 97 yards ai Texans senza opporre un minimo di resistenza, è sembrato davvero tutto troppo facile per i texani. Ma il peggio deve ancora venire e arriva poco dopo, drive successivo senza successo ancora per l’attacco asfittico dei Broncos, e Schaub come uno squalo che sente l’odore del sangue affonda i denti nella carne della sua preda. Altro lancio lungo, altro ricevitore, questa volta Kevin Walter, che supera la marcature del cornerback, ancora Tracy Porter, e aiuto della safety che non arriva perchè perso in giro per il campo a fare altro. TD Texans, terzo consecutivo e punteggio sul 21-5 a metà del secondo quarto. Partita che sembra finita.

Come successo domenica scorsa, dove però le colpe erano dell’attacco, anche questo match è compromesso troppo presto. Jack Del Rio raggruppa la sua truppa e gli da una bella stigliata, a farne le spese è il cb Tracy Porter che verrà sostituito (resta il dubbio che si possa essere anche infortunato) da Chris Harris nel ruolo di titolare e non rientrerà più nel match.

La risposta dei Broncos arriva grazie a un intercetto di Woodyard che ferma un drive potenzialmente mortale per la partita, ma l’attacco riesce solo a mettere 3 punti a tabellone. E stessa sorte per l’ultimo drive del primo tempo, dopo che la difesa sembra finalmente in grado di rallentare l’attacco avversario, ora molto più conservativo e quindi prevedibile. L’attacco però in redzone manca di precisione e sembra anche d’intesa e di tempismo tra Manning e i suoi ricevitori. Solo un field goal quindi e il punteggio all’intervallo è di 21-11 con la partita tutto sommato ancora recuparibile.

Il terzo quarto però è da incubo questa volta per l’attacco. I Broncos mettono sul tabellone solo poche yard (9 fino al penultimo drive) e fanno un punt dietro l’altro. La difesa tiene bene ma è costretta a concedere qualcosa ai Texans e arriva così il quarto TD Pass di Matt Schaub (record di carriera eguagliato) questa volta per il TE O. Daniels. Prima un field goal dei Texans aveva già aumentato il divario tra le due squadre che all’inizio dell’ultimo quarto è quasi incolmabile, 31-11 il parziale.

E’ curioso come si alternino i momenti pessimi tra attacco e difesa dei Broncos. Quando l’attacco gira, la difesa è un colabrodo. Quando la difesa ritrova le giocate e solidità, l’attacco è un buco nell’acqua. Chiaro che in questo modo gli avversari hanno vita facile.

L’ultimo quarto, come domenica scorsa, vede la rimonta tentata dai Broncos che mettono a segno un bel TD di Brandon Stokley su passaggio di 38 yards di Manning. Un fumble causato da Robert Ayers e recuperato da Justin Bannan da nuova speranza a Denver, che però spende molto tempo nel drive successivo chiuso con un TD pass fortunoso deviato da Decker e che cade nelle mani di Joel Dreessen. Ora il punteggio separa le due squadre di solo una segnatura, sul 31-25 ma il tempo è poco. Circa tre minuti da giocare.

Un paio di primi down bastano ai Texans per bruciare il tempo e portare a casa la vittoria, rendendo vana la rimonta avviata ancora troppo tardi dai Broncos.

Ancora una volta resta l’amaro in bocca per un partita butta via per degli errori gravi commessi nel primo tempo e che hanno reso poi un’impresa impossibile la rimonta. Resta però negli occhi un buon Manning che gioca molto meglio rispetto all’uscita precedente, mette a referto 330 yards e 2 TD pass, ma anche un misero 50% di completi. I ricevitori hanno commesso qualche errore, fallendo almeno 4-5 ricezioni facili che potevano tenere vivi drive importanti. La sensazione è che la squadra abbia potenziale, tuttavia è ancora lontano dal riuscire a svilupparlo e metterlo sul campo. I giocatori stanno trovando l’intesa e i coach stanno capendo ancora quali schemi possono essere più efficaci. Insomma è un cantiere ancora aperto. In tutto questo il calendario difficilissimo a cui sono sottoposti i Broncos non aiuta di certo. Atlanta e Houston erano due test duri e sono stati falliti. Ora arrivano i Raiders e bisogna vincere a tutti i costi anche perchè poi si va a Boston contro i New England Patriots, altra gare difficile. Poi la sosta che servirà per fare il punto. Chiudere sul 1-4 sarebbe una brutta botta anche al morale. Il 2-3 sarebbe già più accettabile. Ma è ancora presto. Ora sotto coi Raiders.

MHC MVP: Eric Decker – 8 ricezioni per 136 yards. Un drop di troppo ma tutto sommato è quello che meglio se la cava, garantendo un costante apporto all’attacco guidato da Manning.

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3 Comments

  1. Mauro says:

    mah … poco da aggiungere… come dici troppi passaggi a vuoto nei primi due quarti delle due metà partita hanno compromesso il risultato …
    è verissimo quel che tu dici …un cantiere aperto e non ancora una squadra … la prova è la fatica che fa pm a farsi capire e la confusione che spesso si genera (basta riguardarsi il drive dopo l’intercetto e l’incapacità di fare una giocata da Td dalle 3 ys per incomprensione totale) …
    una sola cosa positiva …in due partite così rovinate da errori e sotto di tantissimi punti contro due squadre fortissime …siamo rientrati in partita entrambe le volte …buon segno …o almeno un dato su cui costruire ….

  2. alessandro says:

    A dir la verità mi rimane ancora l’amaro in bocca nel constatare che come ad Atlanta dopo l’ultimo TD (in piena rimonta)con 3 min sul cronometro, non si sia mai scelto l’onside kick.

    Sono scelte troppo conservative in partite ormai perse !!!

  3. zio111 says:

    Con John Fox sappiamo che non si rischierà mai molto. E’ uno dei più conservativi. Ha voluto dare la possibilità alla difesa di fermare gli avversari, cosa che nel secondo tempo gli è riuscita discretamente. In entrambe le partite però su un terzo down decisivo non ci sono riusciti e la partita è finita. C’è da dire che sarebbe servito un miracolo anche se Manning avesse avuto di nuovo palla in mano con pochi secondi e tutto il campo da fare.

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