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Sep 11

Denver Broncos vs Oakland Raiders 20-23

Dirigenza nuova, allenatore nuovo, giocatori nuovi, problemi vecchi.

Questa potrebbe essere la sintesi della prima gara stagionale per i Denver Broncos. Problemi a correre con la palla, e problemi a fermare il gioco di corse avversario. Si riparte da dove ci eravamo lasciati.

Sports Authority Field at Mile High tutto esaurito, con un abbagliante color arancione a fare da cornice al Monday Night della prima giornata. A far visita ai Denver Broncos i nemici storici degli Oakland Raiders. Tra gli inforuni da segnalare l’assenza di D.J. Williams, sostituito nella difesa titolare da Wesley Woodyard.

Si comincia con la palla a Denver e il primo drive non porta a nulla, dopo un paio di passaggi di Kyle Orton e un paio di corse di Knowshon Moreno, si arriva al punt di Britton Colquitt. Palla a Oakland e il primo gioco della difesa è da highlights. Von Miller provoca il fumble, palla persa da Jacoby Ford e recuperata dall’altro rookie Rahim Moore sulla linea della 15 yards di Oakland. Meglio di così non si poteva iniziare.

Ma arriva subito la prima delusione, l’attacco non riesce a muoversi e siamo costretti ad accontentarci solo di 3 punti. Vista la posizione d’attacco dovevamo fare di più.

Il primo quarto conferma questa difficoltà del nostro attacco a muovere la palla, le corse non producono guadagni accettabili e sui passaggi Orton è parecchio impreciso e incostante. La difesa invece è accettabile, tiene bene e non concede troppo, dimostrandosi sicuramente un reparto più vivo rispetto all’anno scorso. Ma con l’attacco così inconcludnete, alla fine qualcosa bisogna concedere, e difatti gli Oakland Raiders arrivano al touch down nel secondo quarto, quando Jason Campbell trova in endzone il fullback Marcel Reece completamente libero con un passaggio da 3 yard. Mancata la copertura da parte di Rahim Moore.

L’attacco non riesce a mettere punti sul tabellone e così i Raiders accumulano vantaggio mettendo a segno due field goal. Si arriva verso la fine del primo tempo e Oakland ha palla in mano, la difesa tiene e costringe al quarto down la squadra di coach Jackson. Che decide di provare l’impossibile, field goal dalle 63 yards di Sebastian Janikowsky, che va a segno! Pareggia così il record NFL che era detenuto proprio dallo storico kicker dei Broncos Jason Elam. Giornata da ricordare per lui e punteggio che all’intervallo dice 16-3 Raiders.

Nella ripresa la musica non cambia, le difese la fanno da padrone, e l’attacco di Denver non riesce proprio a pungere. Moreno e McGahee non riescono a produrre niente dal gioco di corse, inoltre le penalità, 10 alla fine per i Broncos, rallentano lo sviluppo del gioco. Orton è costretto a lanciare ma non è in una buona serata, e inoltre è spessissimo sotto pressione perchè la linea non riesce a dargli abbastanza tempo. Insomma in attacco non c’è niente che gira a dovere.

La svolta sembra però arrivare grazie ad Eric Decker, che riceve un punt sulle 10 yards, e con un gran ritorno segna il touchdown del 10-16 e riapre la partita. Pochi minuti dopo è un field goal di Matt Prater ad accorciare nuovamente il punteggio e portare a solo 3 punti il distacco dai Raiders.

A questo punto la difesa tiene e Orton orchestra un drive decente che arriva vicino alla red zone avversaria. Si sente l’odore del sorpasso, quando Orton indietreggia con la palla in mano, vede il tight end Daniel Fells completamente libero vicino alla endzone e prepara il lancio, quando incredibilmente perde il pallone da solo, senza essere pressato da nessuno. La palla cade e il fumble viene recuperato dai Raiders. La faccia di Orton è tutto un programma e sembre dire “ma che cavolo è successo?”. E’ successo che ha commesso un errore grave nel momento decisivo della partita.

Nel drive successivo i Raiders azzeccano con Darren McFadden un paio di ottime corse che portano Jason Campbell a una yard dalla endzone. Quarterback sneak e touchdown Raiders che chiude la partita, ora il vantaggio Raiders è di 10 punti con pochi minuti da giocare.

Per Denver resta solo il tempo di segnare un touchdown con Lance Ball, in campo al posto dell’infortunato Moreno, che riceve un lancio da Orton di poche yards ed è bravo a liberarsi di un difensore prima di varcare l’area di meta. Con 3:43 sul cronometro, la difesa non riesce più a consegnare la palla all’attacco, Micheal Bush si mangia il cronometro con le sue corse 4 primi down consecutivi che mandano le squadre al fischio finale sul 23-20.

Brutta sconfitta per i Broncos, perchè la partita sembrava alla portata, e l’errore nel momento decisivo è costato il possibile vantaggio. A fine gare statistiche da dimenticare per i nostri running back, 22 yards per Moreno e solo 3 per McGahee, mentre Orton chiude con 24 su 46 per 304 yards, 1 td e 1 int. Certo che se siamo costretti a lanciare 46 volte, per una squadra che dovrebbe basare il proprio attacco sulle corse, c’è qualcosa di grosso che non funziona.

La difesa ha dato buoni segnali, ma alla fine ha concesso troppo, McFadden ha corso per oltre 150 yards e non è stato mai preso dalla difesa di Denver, dimostrandosi un vero incubo come nella passata stagione.

La linea d’attacco non ha giocato per nulla bene, non ha aperto i varchi sulle corse e ha concesso ben 4 sacks, un po’ troppi per poter essere competitivi.

Le note positive sono veramente poche, forse il solito Brandon Lloyd si è dimostrato all’altezza e Eric Decker ha regalato il suo primo punt return da touchdown con la sua corsa da 90 yard. In difesa buono l’esordio di Von Miller anche se la pressione sul quarterback avversario non è arrivata come sperato.

Gli infortuni poi sono stati la nota più dolente della serata, si sono persi per strada Elvis Dumervil, Knowhshon Moreno, Champ Bailey e Brandon Lloyd. Per loro tutti infortuni da valutare anche se non sembrano eccessivamente gravi.

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One Comment

  1. Mauro says:

    Tutto vero quel che dici …ma resta un punto fondamentale …
    Non ho mai visto un QB in anni di lega fare una porcata come quella fatta da Orton….
    Basta!

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