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Oct 13

Denver Broncos @ Dallas Cowboys 51-48

Enver e Allas… ma dove sono le D?

D di difesa ovviamente. Ieri sera durante il match un giornalista americano ha twittato questa battuta e la faccio subito mia perchè credo che renda benissimo l’idea. Una partita stranissima, un carnevale del touchdown, dove gli attacchi hanno letteralmente dominato le difese avversarie facendo più o meno quello che hanno voluto. A un certo punto sembrava chiaro che chi avesse ottenuto l’ultimo possesso, avrebbe vinto il match, perchè Denver Broncos v Dallas Cowboysgli attacchi sembravano in grado di segnare a ogni drive. I Denver Broncos erano reduci dai 52 punti rifilati agli Eagles, record storico di franchigia e si sono ripetuti mettendone 51. Forse qualcuno poteva aspettersalo, ma quello che non si aspettava la maggior parte degli appassionati è che anche Dallas tenesse lo stesso passo, anzi costringesse i Broncos ad inseguirli nel punteggio nelle ultime battute del match. Dallas è però partita subito forte, con due touchdown nei primi due drive, arrivati con Romo che fa i numeri e pesca i ricevitori come e quando vuole fino alla endzone. I Broncos per contro perdono il pallone nel primo drive per colpa di un fumble di Decker, che dopo un ottimo guadagno si fa però recupare da dietro e si lascia sfuggire il pallone recuperato poi da Dallas. Da li in poi le due squadre non si sono più fermate, infilando drive da touchdown uno dietro l’altro (4 di fila per entrambi in momenti diversi del match) intervallati dall’evento dell’inizio di stagione, il primo intercetto di Manning. Era ovvio che prima o poi sarebbe successo, ed è accaduto dopo 20 td pass quindi non ci si può proprio lamentare anche se l’errore in quell’occasione è piuttosto marcato visto che il lancio è stato fatto più corto rispetto alla traccia di Decker. Romo, straordinaria partita la sua, ne approffitta e rispondendo colpo su colpo a Manning mette in fila ben 506 yards di passaggi e 5 TD con un qb rating di 140. Davvero impressionante!

I 4 giorni di Danny

La difesa dei Broncos però ci ha messo del suo. Già dopo aver concesso almeno 20 punti in ciascuna delle prime quattro partite, riesce a fare molto peggio del previsto. Le statistiche dicono che prima del match era la 30.ma difesa sui passaggi e si vede il perchè. Le Denver Broncos vs Dallas Cowboys, NFLsecondarie iniziano a risentire della mancanza di Bailey in modo importante, così come nel primo tempo la pressione su Romo non è all’altezza. A volte arriva ed è bravo il qb dei Cowboys a liberarsi e pescare il ricevitore libero, ma troppo spesso non si vede nessuno dalle parti del qb avversario. Von Miller avrebbe fatto davvero comodo. Quando poi la fatica inizia a farsi sentire, arrivano anche i sack per i Broncos, 4 alla fine del match ma che sono un po’ bugiardi. Nel senso che non rispecchiano la reale pressione portata con costanza a Romo, ma sono più singoli episodi in cui è stato battuto il bloccatore e si è riusciti a mettere le mani sul qb. L’ultimo però, quello di Phillips è stato decisivo, arrivato sull’ultimo drive dei Cowboys con poco più di due minuti da giocare e punteggio in parità. Sack che apre le porte al gioco decisivo del match. Romo su un secondo e lungo spara verso il suo TE e Danny Trevathan, in grossissima difficoltà per tutto il match, battuto più e più volte nelle coperture sui passaggi, si inventa un miracoloso intercetto in tuffo plastico che rimette la palla nelle mani dell’attacco sulle 25 yards offensive e il two minute warning a un passo. Da li è uno scherzo bruciare il cronometro con le corse e lasciare a Prater il field goal dalle 28 yards che manda i Cowboys a casa sconfitti, quando davvero erano a un passo dall’assaporare la vittoria. E pensare che solo 4 giorni fa proprio Trevathan era stato portato fuori in barella durante gli allenamenti per un infortunio al ginocchio che sembrava serio e che ne ha sicuramente condizionato il rendimento nel match, ma non gli ha impedito di fare la giocata del match.

Moreno c’è

La difesa da brividi può avere solo una parziale giustificazione nelle assenze dei già citati  Miller  e Bailey alle quali si sono aggiunte durante il match quelle di Woodyard (spalla), Ayers e C.J. Harris. A quel punto la difesa era decimata e le secondarie soffrivano troppo i ricevitori dei cowboys. Si doveva fare sicuramente meglio ma senza i primi tre giocatori del reparto è difficile costruire qualcosa. In settimana ci sarà tempo di rivedere tutti gli errori e magari come suggeriva qualcuno cambiare anche qualche schema. Continuare imperterriti con le marcature a uomo, quando non c’è pressione sul qb e quando il personale in campo è la tua seconda o terza scelta si è dimostrato deleterio. Forse inserire un po’ di zona in più avrebbe aiutato i difensori, soprattutto sulle secondarie. Le note positive del match sono come sempre dall’altra parte del campo, l’attacco continua a girare a mille, nonostante il primo intercetto di Manning. La cosa molto incoraggiante è vedere il gioco di corse assumere una dimensione importante, con Knowshon Moreno sugli scudi. Per lui 93 yards su 19 corse con 4.9 di media e 1 Td. Soprattutto però una grinta e una forza fisica inedita per lui, che non cede di una yard di fronte ai placcatori avversari e guadagna sempre yard con il secondo o terzo sforzo. Ottima impressione davvero.

Il record di oggi

Come sempre i Broncos collezionano un record dietro l’altro. Ieri sono arrivati quelli per il maggior numero di TD di Manning nelle prime 5 giornate, siamo a 21 ora, ma il record più curioso di ieri è di Dallas. Infatti è la squadra che ha fatto il maggior numero di punti, uscendo sconfitta dal match. Difatti primo di ieri nessuno aveva perso una partita in cui manniaveva segnato ben 48 punti. Bravi i Broncos a recuperare nel finale e lasciare questo “record” agli avversari. Non è un record ma è comunque un evento raro, il touchdown di corsa di Peyton Manning. Orchestrato in maniera perfetta, sulla goal line i broncos schierano una formazione chiusissima che lascia pensare una corsa dritto per dritto di Moreno. Arriva lo snap e Manning indietreggia lasciando palla a Moreno che si butta nella mischia cercando di entrare in endzone. Le telecamere indugiano sul gruppone per capire se la palla passa la linea di meta o no, quando sullo sfondo si vede Manning corrichiare solo soletto nell’angolo dell’endzone, con il pallone ben saldo nelle mani. La sua finta ha colto di sorpresa tutti, compreso il cameraman del match. Complimenti all’offensive coordinator Gase per la chiamata, davvero imprevedibile.

Una passeggiata domenicale

Record di 5-0 in archivio ora ci attende la prossima domenica una “passeggiata”. A Denver arriva la peggior squadra della lega, i Jaksonville Jaguars. I bookmakers di Las Vegas, solitamente abbastanza precisi, danno i Broncos favoriti di ben 28 punti, ovviamente anche questo è un record. I Broncos dal loro tweet ufficiale fanno una piccola scivolata di stile, scrivendo che i 51 punti di ieri sono gli stessi punti che i Jaguars hanno messo insieme in tutte le 5 partite fin qui disputate. Uscita onestamente fuori luogo e infelice, a cui i Jaguars rispondono sempre via twitter con un laconico “Stay classy, Denver” (=mantenete un certo stile). In questo do ragione alla franchigia della Florida che sta vivendo il peggior periodo da quando è nella lega e non merita di essere umiliata con dichiarazioni di scherno. In più è strano che i Broncos, da quando c’è Elway alla guida molto attenti alla comunicazioni, abbiano fatto questa caduta di stile. Credo che alle PR di Denver sia già arrivata una bella lavata di capo.

MHC MVP: Knowshon Moreno – 19 corse per 93 yards, 1 TD – 5 ric. per 57 yards

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6 Comments

  1. Mauro says:

    Partita pazza. O meglio partita con difese pazze.
    Con una differenza però. Dallas ha difeso ne più ne meno che come tutte le altre squadre che hanno sin qui incontrato l’attacco di PM&Co.
    La nostra difesa, invece, è letteralmente colata a picco. Eccezion fatta ovviamente per i due giochi finali (sack e intercetto decisivi, o forse di più ancora).
    Lo avevo già scrittola settimana scorsa. C’è molto da lavorare.
    Sia sugli schemi che sulla profondità del roster.
    Ieri avevamo 5 titolari fuori e il risultato è stato piuttosto imbarazzante.
    Se vuoi ballare al grande ballo gli infortuni vanno messi nel conto e, quindi, il lavoro da fare è davvero molto.
    Anche sugli schemi. Se i LBs e i DBs sono decimati è inutile blizzare in continuazione e lasciarli uomo contro uomo in campo aperto a fare figuracce (e esaltare uno come Romo che il braccio lo ha sempre avuto). Ma forse c’è da lavorare anche nel backoffice per vedere se in giro ci sono rinforzi a un reparto che mi sembra piuttosto tirato.
    Su PM inutile parlare. Una sola prova ulteriore: è talmente forte e preciso (e temuto) sui passaggi (e con una grandissima varietà di opzioni valide disponibili) che riesce a far correre anche RB che non sono fuoriclasse come Moreno Hillmann … e come Manning ….
    Anche oggi conferma di assoluta sicurezza degli special team (questa volta per il kicker).

    Guardo con un po’ di timore alla partita di domenica. Non per i Jax (di cui la caduta di stile del sito dei Broncos ha già detto tutto. Ma perchè ricordo con terrore cos’è successo l’ultima volta che siam partiti 6-0.

    1. zio111 says:

      Sono d’accordo su tutto. Gli schemi vanno adattati al personale che hai. In questo momento le secondarie stanno soffrendo un po’ troppo e con fuori Bailey e Harris i CB sono pochi e non fortissimi. Anche se il rendimento del rookie Webster è positivo. Mi sta deludendo Bolden e soprattutto Carter, che alterna giocate spettacolari a buchi clamorosi.

  2. Alo says:

    A mio avviso il gioco decisivo del match non è stato l’intercetto di Trevathan bensì la corsa di una yard di Moreno a 1’40” dalla fine. Se Knowshon non avesse conquistato il primo down Romo avrebbe avuto tutto il tempo di chiudere la partita, così come di pareggiarla in caso di TD del nostro. Quei 4 ulteriori tentativi, invece, ci hanno garantito di portare a zero il cronometro e a casa la partita. Col senno di poi Dallas avrebbe fatto meglio a lasciarci il TD e a tentare di agguantare i supplementari.

    1. zio111 says:

      Certamente la gestione del cronometro dopo l’intercetto è stata fondamentale. Green Bay nel primo suberbowl vinto da Elway ci aveva fatto segnare apposta (td di terrel davis) per avere ancora tempo sul cronometro e palla in mano.

      Si è visto chiaramente prima dello snap Manning parlare con Moreno sul da farsi e credo proprio che abbiano concordato con l’idea di prendere il primo down e poi buttarsi a terra senza segnare, per avere altri 4 giochi e tempo da spendere.

  3. Huskie79 says:

    Anche io ricordo con un po’ di timore l’ultima volta che siamo partiti 6-0….però c’era Orton in cabina di regia 🙂
    Sulla partita di domenica avete detto tutto…preoccupa un po’ la difesa (assenze a parte è davvero mancata in ogni reparto) ed il fatto che Kansas City non ci lascia scappare…avevo scritto settimana scorsa che cominciavo a temerli un po’ e più passa il tempo e più mi convinco di ciò.
    Mi sapete dare qualche notizia su Bailey? Sono 3 domeniche che è questionable e poi lo vediamo sempre sulla sideline….quando torna?

    1. zio111 says:

      Bailey ha avuto lo stesso infortunio di Clady, che è stato subito messo nella injury list e operato. E’ un’infortunio ad un osso del piede, molto doloroso e dai tempi di recupero imprevedibili. Secondo me non lo rischiano nemmeno domenica contro i Jaguars, a meno che i segnali in allenamento non diano davvero la conferma che è del tutto superato.

      Sul nostro inizio, il 5-0 può essere da un lato strameritato (guardando alle meraviglie dell’attacco) ma anche un po’ bugiardo se lo guardiamo con spirito critico. Abbiamo affrontato squadre un po’ in difficoltà, i Giants dopo di noi han preso batoste un po’ ovunque. I Ravens a inizio stagione erano ancora in confusione e in cerca di identità. Diciamo che va benissimo così, ma la strada è ancora lunga e non possiamo pensare che le vinceremo sempre tutte. La difesa non può concedere 20 punti a partita (prima di Dallas) altrimenti ai playoff si piange presto.

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