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Manning contro Brady

Peyton-Manning-Tom-BradyOgni volta che questi due qb si affrontano, tutte le altre storie intorno alla partita diventano secondarie. Il record stagionale, la vittoria della division, le performance degli altri giocatori, passano in secondo piano e la partita è tutta nella sfida tra Peyton Manning e Tom Brady, due dei più grandi qb degli ultimi 10 anni e probabilmente di sempre. Chi vince la sfida tra i due, porta a casa la partita, quasi sempre. Domenica la sfida è stata vinta da Tom Brady, più preciso e più in controllo del match che è stato in grado di portare la W dalla parte dei suoi New England Patriots. La sua reazione dopo un inizio disastroso è stata degna di un fuoriclasse. I primi tre possessi di Brady si sono chiusi con tre fumble dei Patriots, che hanno permesso ai Broncos di portarsi in vantaggio nel punteggio sfruttando le ottime posizioni di campo. Nella ripresa però il leader dei Patriots ha ribaltato il match, recuperando ben 24 punti e portandosi fino al 31-24 con esecuzioni precise e approfittando di tutti gli spazi che la difesa dei Broncos concedeva. Manning dall’altra parte del campo è parso un po’ meno preciso del solito, ha sicuramente sofferto il grande freddo del Gillette Stadium, – 6 gradi e con vento gelido oltre i 30 km/H e le difficoltà si sono viste anche quando la squadra metteva punti a tabellone nel primo tempo. Il suo tabellino racconta di solo 150 yards lanciate con 19 completi su 36, percentuale tra le peggiori dall’inizio della stagione. Due le mete realizzate contro un intercetto, per un qb rating finale non esaltante di 70.4 punti. Brady ha risposto con 344 yards lanciate, 34 passaggi completati su 50 e 3 td senza intercetti, con qb rating 107.4  ma numeri a parte si è dimostrato un grande campione soprattutto dal punto di vista mentale. Senza un grandissimo gruppo di stelle a ricevere i suoi palloni è riuscito a trovare i punti deboli, come l’assenza di Rodgers-Cromartie nella ripresa, per mettere in cascina yards dopo yards e infilare 4 td nella ripresa. A lui la palma di vincitore morale dello scontro tra i due qb.

Inizio col botto

L’inzio di partita aveva lasciato sperare un ben altro risultato finale per i Broncos. La difesa è partita alla grande causando subito tre fumble nei primi tre drive dei Patriots, il primo dei quali riportato direttamente in endzone da Von Miller per il 7-0 iniziale. Poche azioni dopo lo stesso Von Miller si ripete, tempAP517128175571--nfl_mezz_1280_1024causando questa volta il fumble di Tom Brady, che viene recuperato da Terrance Knighton sulle 23 yards offensive per i Broncos, che ci mettono pochissimo a realizzare con Moreno il secondo td di giornata. Drive successivo e altro fumble, questa volta del rb Blount che viene colpito dalla safety Ihenacho e il pallone è recuperato da Trevathan. Terzo drive offensivo dei Broncos che finisce a punti grazie al field goal di Matt Prater dalle 27 yards. Non ci poteva essere inizio migliore, con l’attacco che trova ancora il field goal più tardi nel secondo quarto e la difesa che continua a mettere pressione su Brady causando ancora un fumble, questa volta recuperato dai Patriots. La partita sembra segnata, il risultato è di 24-0 e i Patriots giocano già il quarto down alla mano, senza convertirlo e dando di nuovo la palla ai Broncos. Nonostante il vantaggio però, le sensazioni non sono del tutto positive. L’attacco non sta giocando bene, i lanci di Manning non sono per nulla precisi e arriva anche qualche errorino dei ricevitori che però sono quasi sempre marcati molto da vicino dalla difesa dei Patriots. Il vantaggio è sicuramente frutto di “episodi” e della grande prova difensiva più che di un vero dominio di squadra. C’è la sensazione che la partita sarà ancora lunga.

Turning point

Il punto di svolta del match avviene a 10 secondi circa dalla fine del secondo quarto. I Patriots vanno al punt e i Broncos hanno ancora qualche secondo per provare ad allungare il vantaggio prima che il secondo tempo si riapra con la palla in mano ai Patriots nella ripresa. Sul punt Trindon Holliday si trasforma, come a volta gli capita, nel fratello scarso di quello che è in grado di strabiliare e perde il pallone sulla ricezione, nella mischia ne escono i Patriots con la palla in mano in una posizione di campo che può permettere a  Brady di provare, senza rischiare nulla, il lancio in endzone. Cosa che puntualmente avviene, ed è qui che succede il fattaccio. Il lancio è corto e lontano da ogni ricevitore, Dominque Rodgers-Cromartie si lascia ingolosire dalla possibilità di intercettare la palla e si tuffa in un tentativo di inutile (se non per le statistiche) intercetto a terra, che si trasforma in un infortunio alla spalla e pallone che cade incompleto. Il cb fino a questo momento in stagione vera stella delle secondarie e che anche in questo match stava giocando strabene, non rientrerà in campo nella ripresa a causa dell’infortunio e Brady da quel momento in poi decide di punire Webster, il suo sostituto, individuato come anello debole della difesa.

Secondo tempo da incubo

A complicare le cose ci si mette poi il solito fumble dei running back dei Broncos, Montee Ball che stava giocando comunque molto bene, perde un pallone sanguinoso dopo un contatto col difensore avversario e la palla è recuperata dalla difesa. Brady non si lascia scappare l’occasione e guida il drive da td chiuso pochi giochi dopo con una corsa in td del rb Bolden. Punteggio sul 24-14 e inerzia che comincia a cambiare passando dalla parte dei padroni di casa. I Broncos fanno di tutto per rallentare il ritmo, correndo a ripetizione e cercando di far perdere il ritmo a Brady lasciandolo in panchina. La tattica funziona si e no, Moreno mette insieme ottime corse e macina yards, ma non si può solo correre e il gioco sui passaggi non riesce a supportare quello sulle corse. Manning viene placcato su un terzo down subisce un sack con fumble che per fortuna lui stesso riesce a recuperara, ma l’attacco si inceppa. Brady   temp131124_Christus09--nfl_mezz_1280_1024ormai è lanciatissimo e in due passaggi raggiunge di nuovo l’endzone per il td del 24-21 realizzato dal TE Gronkowski. Ora la bilancia pende tutta dalla parte di New England che mette la freccia e nel quarto periodo supera i Broncos nel punteggio sfruttando un altro turnover, questa volta un intercetto lanciato da Manning e messo a segno da L. Ryan. La partita sembra sfuggire di mano e i Patriots allungano ancora con un field goal portanto il risultato sul 31-24 e facendo credere che ormai i Broncos abbiano mollato dal punto di vista psicologico più che fisico. In realtà la reazione che non ti aspetti più arriva e i Broncos riescono a pareggiare con un bel drive, l’unico del secondo tempo, fatto di passaggi corti e di corse, e chiuso con il TD di D. Thomas a 3 minuti dalla fine. La partita si trascina senza altre emozioni ai supplementari. I Broncos vincono il sorteggio ma l’equilibrio sembra regnare nell’overtime. Le difese riescono a contenere gli attacchi e il gioco si ingolfa un po’ arrivando al punt nei primi 4 drive e consumando tempo sul cronometro. Nel secondo punt dei Patriots però si decide la partita. Welker è l’uomo destinato a ricevere il pallone, all’ultimo momento segnala di non ricevere il pallone e si allontana facendo rimbalzare la palla, che però va a sbattere sulle gambe di Tony Carter che stava bloccando un giocatore dello special team avversario. A quel punto la palla diventa giocabile e libera e i Patriots sono i primi a ricoprirlo in una zona perfetta per segnare, pochi giochi dopo, il field goal decisivo che consegna la vittoria a Brady e compagni. La fine peggiore per una delle più belle ed incerte partite di questa stagione NFL e un modo un po’ casuale di decidere la sfida tra i due campioni Manning e Brady. Se le premesse restano queste però, è probabile che non sai l’ultimo confronto fra i due in stagione, i playoff li aspettano.

MHC MVP – Knowshon Moreno 37 corse per 224 yards (record in carriera), 6.1 ypc, 1 TD

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Coach Del Rio

Prima partita dopo la sosta e prima uscita di Jack Del Rio come head coach ad interim dei Broncos. John Fox, appena operato al cuore, sta bene e segue la partita dalla Carolina, dove è stato curato. Ne avrà per un po’ ma i Broncos sono nella mani esperte di un ex-capo allenatore che manterrà il controllo sulla temp131110_Bakke18--nfl_mezz_1280_1024difesa e, come dichiarato da lui, curerà molto poco l’attacco lasciato principalmente all’offensive coordinator Adam Gase. Si gioca a San Diego, campo sempre ostile quello dei rivali di division, che apre una serie di partite dure nelle quali Denver se la vedrà due volte con Kanasas City e con i Patriots. E’ la fase decisiva della stagione. I Broncos trovano sull’altra sideline Mike McCoy, ex allenatore dell’attacco che ben conosce il nostro playbook e come gira il nostro attacco per averlo gestito l’anno scorso in prima persona. L’idea dei Chargers è chiara, tenere Manning fuori dal campo, e nel primo tempo il piano riesce a meraviglia. Peccato per i Chargers che il tempo di possesso non serva a mettere punti a tabellone. La squadra di McCoy corre e guadagna campo poco alla volta, spendendo tanto tempo e stancando la nostra difesa, che però nel momento decisivo tiene duro e non concede touchdown ma solo tre field goal (uno sbagliato) all’attacco avversario. Potremmo dire una difesa che si piega ma non si spezza. I linebacker Woodyard e Trevathan giocano alla grande, mettendo a segno numerosi placcaggi (11 a testa alla fine) e stando sempre vicino alla zona della palla. I cornerback, privi di Bailey ancora fuori, se la cavano bene e tutta la difesa nel primo tempo è positiva. Sugli scudi anche la coppia Knighton e Vickerson, i due DT, certo non delle stelle acclamate, stanno giocando bene e numerose sono le azioni in cui sono determinanti.

Thomas & Thomas

temp131110_Bakke32--nfl_mezz_1280_1024Quello che McCoy non aveva previsto, nel suo piano per battere i Broncos, era che Manning non ha bisogno di molto tempo per mettere punti a tabellone. Il primo drive da td dura solo 57 secondi e si chiude con il passaggio di Manning per Julius Thomas sulla linea laterale. La corsa del TE è splendida, evita un avversario e corre sulla sideline per 74 yards industurbato fino alla linea di meta. E pensare che era al rientro dopo un infortunio, possiamo dire che ha recuperato alla grande e alla prima giocata l’ha fatto subito vedere. E’ stata la giornata dei Thomas, non solo Julius ma soprattutto Demaryius, il più famoso dei due. Il wr mette a segno gli altri 3 td chiudendo due rapidi drive dei Broncos nel primo tempo e realizzando poi la segnatura nel drive d’apertura nella ripresa. Per lui grande giornata, 7 ricezioni per 108 yards e appunto tre mete. Tutto l’attacco dei Broncos ha giocato abbastanza bene arrivando alla meta velocemente. Determinante ancora una volta anche la prova di Moreno, ormai titolarissimo e sempre più positivo e chiamato in causa. Che sia su corsa e su passaggio, il running back da sempre il massimo e riesce sempre a prendere yards importanti anche dopo il primo contatto con i difensori avversari dimostrando una solidità mai vista fin qui nella sua carriera. Alla fine chiude con 8 ricezioni per 49 yards e 15 corse per 65 yards. Il suo rendimento è sicuramente tra le sorprese di stagione visto che partiva indietro nel roster. Bravo Knowshon.

Ancora un fumble

Nella ripresa i Broncos ormai in vantaggio hanno in mano il match e possono limitarsi a controllare il ritorno dei Chargers. Purtroppo però ancora una volta sono i fumble a rimettere in partita gli avversari. Manning subisce un sack e perde il pallone, come troppo spesso è capitato quest’anno. I Chargers partono così da un’ottima posizione e non ci mettono molto a percorrere le 10 yards che li separano dalla meta. Partita riaperta e c’è da capire il perchè di questi numerosi sack con fumble che stanno caratterizzando la stagione. La linea tutto sommato non ha fatto un brutto lavoro. L’assenza di Clady sul lato cieco è sicuramente importante e forse l’alto numero dei lanci tentati espone la linea d’attacco a un lavoro davvero duro. Manning di per se pare un po’ troppo lento (a volte) o addirittura troppo sicuro di riuscire a liberarsi del pallone in tempo, quando invece poi subisce il sack e perde il pallone. E’ qualcosa su cui si può, e si deve, sicuramente lavorare in ottica playoff quando le difese giocheranno al massimo e non si può certo regalare nulla agli avversari. Fortunatamente questa volta il danno è lieve e il match fila via piuttosto bene, con i Chargers che faticano a portarsi sotto nel punteggio e i Broncos che usano abbastanza bene il cronometro. La meta di San Diego nell’ultimo periodo fissa il punteggio sul 28-20 finale ma non mette mai in dubbio la vittoria di Denver.

La caviglia di Manning

temp131110_Bakke29--nfl_mezz_1280_1024A preoccupare i Broncos è stato però un colpo subito da Manning negli ultimissimi giochi di partita, quando un difensore avversario gli si è buttato sulle caviglie facendolo cadere a terra. Manning si alza zoppicando ma si rimette a terra facendo tremare i tifosi arancioblu davanti alla tv. Il qb già durante la stagione aveva subito una distorsione alla caviglia e ha saltato un paio di allenamenti per non peggiorare la situazione. Dopo il colpo è riuscito a tornare in campo e chiudere il match seppur zoppicando, lasciando abbastanza tranquillo l’ambiente ma è un campanello d’allarme da non sottovalutare. In caso di altri colpi potrebbero nascere problemi maggiori. Fortunatamente gli esami svolti lunedi non hanno evidenziato lesioni per cui si tratta di una semplice seppur dolorosa distorsione, che non precluderà l’utilizzo della stella dei Broncos nel prossimo importantissimo match contro Kansas City. I Broncos poi non hanno gradito il colpo subito da Manning, che aveva già rilasciato la palla, e nessun arbitro ha rilevato la penalità per il colpo ritardato. E’ stata fatta una richiesta alla lega di rivedere l’azione ed eventualmente prendere provvedimenti anche se dubito venga deciso qualcosa in merito. A mio parere non è sembrato un colpo “volontario” mirato a infortunare il giocatore ma un tentativo di sack giunto con leggero ritardo per cui non ci vedo nulla di perseguibile.

Si decide l’AFC West

La prossima partita sarà la più dura e importante finora della stagione. A Denver arrivano i Kansas City Chiefs che stanno soprendendo tutta la NFL con il loro record di 9-0, migliore della lega. L’arrivo di coach Andy Reid ha messo insieme il mosaico di talento che già era presente l’anno scorso e con l’aggiunta del qb Smith hanno elevato il loro livello da promessa a certezza della NFL. La difesa dei Chiefs fa paura, concede pochissimo e recupera un sacco di palloni causando turnover. La partita sarà dura ma i Broncos hanno complessivamente più talento e devono imporsi, anche perchè giocano in casa a 15 giorni dopo andranno loro a fare visita ai Chiefs e non possono permettersi di arrivarci indietro in classifica. Inoltre la vittoria dei Broncos potrebbe servire anche psicologicamente per minare le certezze che si stanno costruendo nella mente dei Chiefs e aprire qualche crepa che potrebbe portarli ad ulteriori passi falsi. Sarà dura, sarà una grande sfida.

MHC MVP: Demaryius Thomas – 7 ricezioni per 108 yards e 3 TD

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Enver e Allas… ma dove sono le D?

D di difesa ovviamente. Ieri sera durante il match un giornalista americano ha twittato questa battuta e la faccio subito mia perchè credo che renda benissimo l’idea. Una partita stranissima, un carnevale del touchdown, dove gli attacchi hanno letteralmente dominato le difese avversarie facendo più o meno quello che hanno voluto. A un certo punto sembrava chiaro che chi avesse ottenuto l’ultimo possesso, avrebbe vinto il match, perchè Denver Broncos v Dallas Cowboysgli attacchi sembravano in grado di segnare a ogni drive. I Denver Broncos erano reduci dai 52 punti rifilati agli Eagles, record storico di franchigia e si sono ripetuti mettendone 51. Forse qualcuno poteva aspettersalo, ma quello che non si aspettava la maggior parte degli appassionati è che anche Dallas tenesse lo stesso passo, anzi costringesse i Broncos ad inseguirli nel punteggio nelle ultime battute del match. Dallas è però partita subito forte, con due touchdown nei primi due drive, arrivati con Romo che fa i numeri e pesca i ricevitori come e quando vuole fino alla endzone. I Broncos per contro perdono il pallone nel primo drive per colpa di un fumble di Decker, che dopo un ottimo guadagno si fa però recupare da dietro e si lascia sfuggire il pallone recuperato poi da Dallas. Da li in poi le due squadre non si sono più fermate, infilando drive da touchdown uno dietro l’altro (4 di fila per entrambi in momenti diversi del match) intervallati dall’evento dell’inizio di stagione, il primo intercetto di Manning. Era ovvio che prima o poi sarebbe successo, ed è accaduto dopo 20 td pass quindi non ci si può proprio lamentare anche se l’errore in quell’occasione è piuttosto marcato visto che il lancio è stato fatto più corto rispetto alla traccia di Decker. Romo, straordinaria partita la sua, ne approffitta e rispondendo colpo su colpo a Manning mette in fila ben 506 yards di passaggi e 5 TD con un qb rating di 140. Davvero impressionante!

I 4 giorni di Danny

La difesa dei Broncos però ci ha messo del suo. Già dopo aver concesso almeno 20 punti in ciascuna delle prime quattro partite, riesce a fare molto peggio del previsto. Le statistiche dicono che prima del match era la 30.ma difesa sui passaggi e si vede il perchè. Le Denver Broncos vs Dallas Cowboys, NFLsecondarie iniziano a risentire della mancanza di Bailey in modo importante, così come nel primo tempo la pressione su Romo non è all’altezza. A volte arriva ed è bravo il qb dei Cowboys a liberarsi e pescare il ricevitore libero, ma troppo spesso non si vede nessuno dalle parti del qb avversario. Von Miller avrebbe fatto davvero comodo. Quando poi la fatica inizia a farsi sentire, arrivano anche i sack per i Broncos, 4 alla fine del match ma che sono un po’ bugiardi. Nel senso che non rispecchiano la reale pressione portata con costanza a Romo, ma sono più singoli episodi in cui è stato battuto il bloccatore e si è riusciti a mettere le mani sul qb. L’ultimo però, quello di Phillips è stato decisivo, arrivato sull’ultimo drive dei Cowboys con poco più di due minuti da giocare e punteggio in parità. Sack che apre le porte al gioco decisivo del match. Romo su un secondo e lungo spara verso il suo TE e Danny Trevathan, in grossissima difficoltà per tutto il match, battuto più e più volte nelle coperture sui passaggi, si inventa un miracoloso intercetto in tuffo plastico che rimette la palla nelle mani dell’attacco sulle 25 yards offensive e il two minute warning a un passo. Da li è uno scherzo bruciare il cronometro con le corse e lasciare a Prater il field goal dalle 28 yards che manda i Cowboys a casa sconfitti, quando davvero erano a un passo dall’assaporare la vittoria. E pensare che solo 4 giorni fa proprio Trevathan era stato portato fuori in barella durante gli allenamenti per un infortunio al ginocchio che sembrava serio e che ne ha sicuramente condizionato il rendimento nel match, ma non gli ha impedito di fare la giocata del match.

Moreno c’è

La difesa da brividi può avere solo una parziale giustificazione nelle assenze dei già citati  Miller  e Bailey alle quali si sono aggiunte durante il match quelle di Woodyard (spalla), Ayers e C.J. Harris. A quel punto la difesa era decimata e le secondarie soffrivano troppo i ricevitori dei cowboys. Si doveva fare sicuramente meglio ma senza i primi tre giocatori del reparto è difficile costruire qualcosa. In settimana ci sarà tempo di rivedere tutti gli errori e magari come suggeriva qualcuno cambiare anche qualche schema. Continuare imperterriti con le marcature a uomo, quando non c’è pressione sul qb e quando il personale in campo è la tua seconda o terza scelta si è dimostrato deleterio. Forse inserire un po’ di zona in più avrebbe aiutato i difensori, soprattutto sulle secondarie. Le note positive del match sono come sempre dall’altra parte del campo, l’attacco continua a girare a mille, nonostante il primo intercetto di Manning. La cosa molto incoraggiante è vedere il gioco di corse assumere una dimensione importante, con Knowshon Moreno sugli scudi. Per lui 93 yards su 19 corse con 4.9 di media e 1 Td. Soprattutto però una grinta e una forza fisica inedita per lui, che non cede di una yard di fronte ai placcatori avversari e guadagna sempre yard con il secondo o terzo sforzo. Ottima impressione davvero.

Il record di oggi

Come sempre i Broncos collezionano un record dietro l’altro. Ieri sono arrivati quelli per il maggior numero di TD di Manning nelle prime 5 giornate, siamo a 21 ora, ma il record più curioso di ieri è di Dallas. Infatti è la squadra che ha fatto il maggior numero di punti, uscendo sconfitta dal match. Difatti primo di ieri nessuno aveva perso una partita in cui manniaveva segnato ben 48 punti. Bravi i Broncos a recuperare nel finale e lasciare questo “record” agli avversari. Non è un record ma è comunque un evento raro, il touchdown di corsa di Peyton Manning. Orchestrato in maniera perfetta, sulla goal line i broncos schierano una formazione chiusissima che lascia pensare una corsa dritto per dritto di Moreno. Arriva lo snap e Manning indietreggia lasciando palla a Moreno che si butta nella mischia cercando di entrare in endzone. Le telecamere indugiano sul gruppone per capire se la palla passa la linea di meta o no, quando sullo sfondo si vede Manning corrichiare solo soletto nell’angolo dell’endzone, con il pallone ben saldo nelle mani. La sua finta ha colto di sorpresa tutti, compreso il cameraman del match. Complimenti all’offensive coordinator Gase per la chiamata, davvero imprevedibile.

Una passeggiata domenicale

Record di 5-0 in archivio ora ci attende la prossima domenica una “passeggiata”. A Denver arriva la peggior squadra della lega, i Jaksonville Jaguars. I bookmakers di Las Vegas, solitamente abbastanza precisi, danno i Broncos favoriti di ben 28 punti, ovviamente anche questo è un record. I Broncos dal loro tweet ufficiale fanno una piccola scivolata di stile, scrivendo che i 51 punti di ieri sono gli stessi punti che i Jaguars hanno messo insieme in tutte le 5 partite fin qui disputate. Uscita onestamente fuori luogo e infelice, a cui i Jaguars rispondono sempre via twitter con un laconico “Stay classy, Denver” (=mantenete un certo stile). In questo do ragione alla franchigia della Florida che sta vivendo il peggior periodo da quando è nella lega e non merita di essere umiliata con dichiarazioni di scherno. In più è strano che i Broncos, da quando c’è Elway alla guida molto attenti alla comunicazioni, abbiano fatto questa caduta di stile. Credo che alle PR di Denver sia già arrivata una bella lavata di capo.

MHC MVP: Knowshon Moreno – 19 corse per 93 yards, 1 TD – 5 ric. per 57 yards

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I bambini vanno a letto presto

Lunedi sera, diretta nazionale, tante famiglie davanti alla tv, bambini che il giorno dopo devono andare a scuola, meglio non farli stare alzati troppo e chiudere presto il match. welkAvrà pensato questo Peyton Manning visto che è partito a razzo e già nel primo tempo ha messo la parola fine su questo Monday Night, terza partita stagionale. All’intervallo il risultato diceva 27-7 e nessuno avrebbe scommesso un centesimo sul rientro in partita dei Raiders. I Broncos questa volta non ripetono l’andamento delle due partite precedenti, dove l’equilibrio era stato spezzato solo dopo l’intervallo. L’inizio è col piede piantato sul gas e i touchdown arrivano presto. Non serve dire che l’attacco non sbaglia un colpo, Manning è il solito splendido leader che sembra davvero al top della sua già eccelsa carriera, con una maturità incredibile scannerizza la difesa avversaria e di volta in volta sceglia l’accoppiamento più favorevole o chiama il gioco che sfrutta il blitz avversario e trova libero il proprio ricevitore. I punti arrivano come logica conseguenza.

Record dopo record

32 passaggi completati su 37, 374 yards guadagnate e 3 passaggi da TD, senza intercetti, QB rating che arriva a 135.8 punti. Il nuovo record di giornata sono i 12 passaggi da touchdown lanciati da Manning nelle prime tre giornate di campionato, battendo il recordi di Tom Brady che si era fermato a 11. Sfiorato anche il record per numeri di punti segnati nei primi tre match, mancava solo un field goald ma non è arrivato, causa un fumble di Montee Ball nell’ultimo drive offensivo dei Broncos. Se Manning continua così i record battuti aumenteranno durante la stagione. A dare il loro contributo ci pensano tutti e tre i ricevitori, 10 ricezioni per D. Thomas, 8 per Decker e 7 per Welker con gli ultimi due autori anche di una segnatura a testa. I ricevitori questa volta partono subito concentrati e non sbagliano nulla, come sempre pescati ottimamente dal qb numero 18. La terza segnatura arriva ancora una volta dal TE Julius Thomas, meno cercato rispetto alle partite precedenti ma sempre positivo quando chiamato in causa.

Corri Denver Corri

Messa la partita in cassaforte all’intervallo, i Broncos trovano anche il tempo per provare nuove soluzioni offensive. Fa specie vedere come rientrano in campo dopo la pausa lunga, schierando tre tight end e il solo D. Thomas come ricevitore e puntando molto sulle corse. Un chiaro segno che era il caso di preparare e provare in partita nuovi schemi, non tanto per sorprendere la difesa dei Raiders, già abbastanza in difficoltà anche senza queste varianti, ma quanto per provare, in una settimana corta, soluzioni che probabilmente verrano usate contro gli Eagles la prossima settimana o comunque nel proseguio della stagione. L’anno scorso i Broncos furono eliminati dai playoff certamente per la sciagurata ultima giocata di Rahim Moore, ma anche perchè nel drive offensivo precedente non furono in grado di guadagnare quel primo down che avrebbe messo in ghiaccio il risultato, per colpa di un gioco di corse ridicolo. Questo non si deve ripetere e ogni momento è buono per provare a dimostrare che ora si può gestire anche un risultato correndo. Le prove dei tre running back schierati sono state discrete, Moreno (sempre titolare) corre per 39 yards, Hillman per 66 con un TD e anche Ball dice la sua con 61 yards ma purtroppo il secondo fumble consecutivo che gli costerà altre lavate di capo e qualche minuto in campo nei prossimi match. Pensare che Ball aveva commesso solo due fumble in tutta la stagione scorsa al college e ne ha già commessi due in due partite consecutive qui al piano di sopra.

Non solo attacco

ayerAttacco perfetto, passing game micidiale nel primo tempo e running game che addormenta il match nella ripresa. A quel reparto non si può chiedere di più. Ma il successo di questo inizio di stagione dei Broncos non sarebbe così grande se il tanto celebrato attacco non fosse supportato in maniera ottima dalla difesa, punto interrogativo ad inizio stagione che invece sta sorprendendo per solidità ed efficacia. Certo, non è ancora perfetta e di tanto in tanto si vedono ancora errori piuttosto gravi, come quando concede 73 yards di touchdown al ricevitore D. Moore grazie al brutto angolo di placcaggio di Ihenacho che si scontra con Dominique Rodgers-Cromartie, lasciando tutto il campo libero all’avversario. Errori singoli e individuali, sicuramente rimediabili con un po’ più di attenzione per cui non destano troppa preoccupazione. Il reparto c’è e al momento sembra solido. Quello che fa inoltre ben sperare è la difesa sulle corse, tallone d’achille delle passate stagioni. Ieri solo 9 (!) yards concesse a Darren McFadden sulle corse, giocatore che troppe volte negli anni scorsi si era rivelato un incubo per la difesa. Invece in questo momento si fa fatica a correre contro la linea dei Broncos, migliorata molto togliendo Dumervil e Miller, ottimi pass rusher ma che proprio contro le corse avevano il loro punto debole. Ayers e Wolfe, i due DE, sono molto meno spettacolari ma buoni in tutte le situazioni. Ayers poi impreziosisce il suo match anche con due sacks. I tre giovani linebacker Woodyard, Trevathan e Irving giocano con un furore agonistico che poche volte si era visto nel reparto, hanno una velocità e una mobilità eccellente e se qualcuno riesce a passare la pesante linea difensiva, arrivano a mille all’ora a farsi sentire. Lo sa bene il qb avversario Pryor che sul finale di match subisce un placcaggio devastante di Woodyard che lo costringe ad abbandonare il campo raccontando poi di non ricordare nulla dell’azione.

Carta, forbice e sasso!

hillQuando tutto va bene le cose possono anche essere divertenti. Quanto successo all’inzio dell’ultimo periodo lo testimonia. I Broncos sono in attacco e Hillman con una buona corsa arriva vicinissimo alla segnatura. Gli arbitri si prendono il tempo che serve per rivedere l’azione e decidere dove posizionare la palla, a circa 1 yard dall’endzone avversaria. HIllman è vicino alla panchina e confabula con i suoi compagni di reparto Moreno e Ball, che vogliono entrare per l’azione successiva e tentare la corsa da touchdown. Hillman non molla e la diatriba (molto amichevole) viene decisa a… carta forbice e sasso! Moreno gioca in anticipo e viene squalificato, restano Hillman e Ball. Il secondo gioca carta e Hillman lo batte mettendo forbice. Dunque è lui a guadagnarsi il diritto di correre l’azione successiva, diritto che viene sfruttato alla grande con la corsa da touchdown. Anche questa è l’NFL!

Game BallEric Decker 8 ricezioni per 133 yards e 1 TD.

UPDATE: John Fox ha dichiarato in conferenza stampa che Hillman è entrato per decisione del coaching staff, e non per il risultato della sfida a carta forbice e sasso. Poco male.

 

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Manning, Manning, Manning, Manning, Manning, Manning, Manning

Sette volte Manning, come sette sono i passaggi da touchdown lanciati dal fuoriclasse dei Broncos. Record NFL eguagliato con una naturalezza e una semplicità incredibile, per un raggazzotto di 37 anni che solo un anno fa rimetteva piede in un campo da football dopo aver subito più operazioni al collo e aver visto in pericolo la sua carriera. Una stagione già ricca di successi dopo, Manning dimostra di essere ancora il più forte con un esordio stagionale che resterà nella storia. I numeri dicono 27 completi su 42 passaggi tentati, 7 touchdown, zero intercetti e un qb rating di 141.1

Peyton ManningUna prestazione maiuscola in un attacco che viaggia a mille all’ora, una statistica recitava che gli attacchi dei Broncos partivano in media ogni 20 secondi, velocità incredibile frutto del no-huddle offense e voluta dall’offensive coordinator Adam Gase, per sfiancare le difese. I risultati si sono visti tutti, soprattutto nella seconda parte del match, quando la difesa dei Ravens non riusciva più a contrastare le giocate di Manning e soci. Da quel momento i Broncos (sotto 17-14 all’intervallo) hanno preso il largo e nonostante una leggerissima sbandata, non hanno più permesso ai Ravens di stare in partita.

Se le premesse per la stagione di Manning sono queste, ne vedremo delle belle.

Signori, vi presento Julius

julius-thomas-denver-broncos-baltimore-ravensManning eccellente dunque e i destinatari dei suoi lanci non sono stati da meno. Solo un paio di palloni lasciati cadere a inizio match e poi tutto l’attacco ha iniziato a carburare e a girare come se fosse una macchina ampiamente rodata. Tutti si aspettavano di vedere cosa potesse aggiungere Wes Welker a una coppia di ricevitori già super (D. Thomas e E. Decker) e le attese non sono rimaste deluse. Il neoacquisto arrivato dai Patriots è stato subito protagonista di una partita super e l’intesa con Manning è già ottima, tanto che a lui sono stati recapitati 9 passaggi di cui 2 buoni per la meta. La vera sopresa però è stata un’altra, che forse solo i tifosi di Denver attenti ai report degli ultimi due training camp potevano aspettarsi. Parlo del TE Julius Thomas. 1 ricezione in carriera per lui prima di ieri sera, si trova a partire da titolare per l’infortunio di Dreessen e sfrutta al meglio l’occasione. Ben due TD per lui e un’altra splendida giocata dopo una ricezione per un lungo guadagno. Ex giocatore di basket (come Antonio Gates) sfrutta la sua stazza per creare evidenti mismatch contro ogni safety o linebacker avversario e Manning è prontissimo a vederlo e servirlo. Sono suoi infatti i primi due td del match. Discreto, solo con qualche piccola sbavatura, anche sui blocchi, se riuscirà a tenere lontano gli infortuni Julius Thomas è destinato a fare davvero una stagione speciale.

Il running game? Ci pensa Welker

Gioco sui passaggi dunque che funziona a meraviglia, il lato negativo dell’attacco è il running game. Parte titolare Moreno, avvantaggiato dal conoscere già gli schemi e dalla buona capacità di bloccare per Manning, qualità indispensabile per ogni running back che giochi vicino al numero 18 arancione. La sua performance è appena sufficiente, non riesce sulle corse a guadagnare molto ma si fa trovare pronto nei blocchi e come ricevitore fuori dal backfield. Le medie però restano troppo basse e rendono inaffidabile cercare di correre su un terzo down. Quello però che si nota è come i giochi di corsa siano praticamente sostituiti dal contributo di Wes Welker. Il numero 83 si fa carico di tutti quei piccoli guadagni che di solito arrivano dal gioco di corsa, con ricezioni da 4, 5 o 6 yards che aprono i down oppure convertono i terzi down, grazie anche alla precisione chirurgica di Manning nel pescarlo sulla breve distanza. Il suo ruolo diventa ancora più fondamentale dunque per questo aspetto e permette ai running backs dei Broncos (anche Hillman e Ball impegnati ma con gli stessi risultati di Moreno) di non avere troppa pressione addosso e limitarsi al minimo indispensabile e al non commettere errori. Il peso di questo attacco non è su di loro.

Manca Von Miller ma non se ne accorge nessuno

Attacco stellare, 49 punti a tabellino. E la difesa? Senza Von Miller e Champ Bailey, di certo i due migliori giocatori in quel reparto, c’erano dubbi sulla tenuta contro uno degli attacchi più solidi della lega. Anche qui però arrivano belle notizie. Non è spettacolare come l’attacco, può migliorare ancora tanto, ma il reparto difensivo ha risposto ai dubbi del precampionato in maniera molto positiva. Il nuovo assetto piace, piace Woodyard come middle linebacker, sempre vicino alla palla e buono in copertura, piace Trevathan come weakside linebacker. La sua velocità gli permette di coprire tutto il campo e anche lui è stato una della belle risposte a chi si mostrava critico sul reparto. Mancava Von Miller, e con Dumervil dalla parte sbagliata della linea di scrimmage ci si chiedeva che tipo di pressione potessero procurare i difensori dei Broncos. La risposta è arrivata grazie a una delle acquisizioni di mercato meno chiacchierate e più sottovalutate, l’acerrimo (ex) rivale Shawn Phillips. L’ex Chargers, sempre pronto ad attaccar briga se capita l’occasione, si è dimostrato ancora un ottimo giocatore e ha condito la sua ottima prestazione di ben 2.5 sacks a dimostrare che il suo innesto sarà fondamentale anche, e ancora di più, quando tornerà Von Miller. Davvero una bella partita la sua.

Un altro giocatore che mi ha davvero impressionato è stato Dominique Rodgers-Cromartie. In copertura sull’uomo è fantastico, non cede mezza yard nemmeno ai giocatori più forti e ha praticamente cancellato Smith (quando era nella sua zone) dal match. Lo stesso Smith che l’anno scorso aveva invece fatto penare parecchio Champ Bailey. L’unico difetto di DRC è che qualche volta è sembrato non attento ai giochi o peggio ancora non conoscere ancora bene gli assegnamenti, trovandosi in posizione errate al momento dello snap o facendo coperture in zone di altri giocatori. Se verranno limati questi difetti (studia il playbook!!) abbiamo un altro asso nella nostra difesa.

La giocata più stupida dell’anno

AP-Ravens-Broncos-FootballPartita dominata, soprattutto nel secondo tempo quando i Broncos hanno preso il largo, ma c’è stato un momento in cui i fantasmi del finale della scorsa stagione hanno fatto un timido tentativo di tornare a farsi vedere. Complice la giocata più stupida dell’anno, comprese le partite che ancora si devono giocare. Dubito infatti che succederà qualcosa di più assurdo di quello che ha fatto Danny Trevathan. Dopo un intercetto sulle 20 yards avversarie, sta riportando industurbato il pallone in touchdown, per la meta che fisserebbe il punteggio sul 49-17 e scriverebbe i titoli di coda già a metà del terzo quarto, quando decide di iniziare a festeggiare ben prima di superare la linea di meta. Il risultato è che si dimentica la palla e la lascia cadere qualche centimetro prima di varcare la meta, determinando dunque il fumble e non il td. Non bastasse questa topica madornale, Woodyard che è molto più sveglio, si accorge dell’errore e cerca di ricoprire il pallone prima che esca dalla endzone e che venga quindi dichiarata palla persa. Nell’azione però arriva un giocatore dei Ravens che si fionda su Woodyard piegandogli malissimo una gamba e rischiando di infortunarlo gravemente. La palla esce dal campo nell’area di meta e viene dichiarato dunque il touchback, palla ai Ravens, TD non valido (perchè mai avvenuto) e Woodyard portato fuori a braccia dai medici. Trevathan si rende conto dell’errore e cerca di discolparsi mentre Jack Del Rio, il coach della difesa gli ulra in faccia di tutto per una lavata di capo che di sicuro farà passare la voglia al giovane (e talentuoso) linebacker di abbandonare nuovamente il pallone prima di sentire il fischio dell’arbitro.

Nel drive successivo Flacco segna un touchdown che riapre il match dal potenziale 49-17 al 42-24. Ci penserà per fortuna l’MVP Peyton Manning a far capire che si può regalare un match già vinto ai Ravens solo una volta nella vita.

Finisce in trionfo per Manning e i Broncos cominciano al meglio la loro corsa che come destinazione recita Super Bowl e niente di meno.

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