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Grandi Broncos, grande Demaryius Thomas, grande Tim Tebow. Grandi tutti.

Davvero uno prova maiuscola per una squadra che non è ancora “compiuta” ma che è sulla buona, anzi ottima, strada per lasciare il segno negli anni a venire.

Siamo arrivati ai playoff e già questo bastava per rendere di successo una stagione inziata con pochissime aspettative, se non quelle di avere davanti anni di ricostruzione.

E ai playoff abbiamo stupito tutti, lasciando a bocca aperta il mondo NFL e a bocca asciutta tutti i critici di Tim Tebow in primis e dei Broncos in generale.

Una domenica da ricordare, come tante ce ne sono state quest’anno, ma questa ha un sapore speciale, arrivava sul palco scenico più importante, quello dei playoff, da troppo tempo lontani da Denver. Contro una squadra forte, fortissima, seppur rimaneggiata (è corretto ricordare tutti gli infortuni che hanno colpito gli Steelers prima e anche durante il match), esperta e di casa nei playoff, con tre appariazioni al Super Bowl e due vittorie negli ultimi anni. Read on »

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La difesa dei Broncos viene premiata per l’ottima stagione (soprattutto nel filotto di 6 vittorie consecutive) con tre giocatori nominati per il Pro Bowl

Nessuna sorpresa se si sente nominare Champ Bailey, alla sua undicesima convocazione in tredici stagioni. E’ il miglior cornerback di sempre, uno che finirà diretto al primo anno di eleggibilità nella Hall of Fame. Se un paio di convocazioni al Pro Bowl sono arrivate in stagioni non di altissimo livello, sfruttando solo la sua reputazione, lo stesso non si può dire di questa. Assolutamente meritata. E’ stato protagonista di una stagiona ottima, sempre preciso sulle coperture, ottimo nei placcaggi. La novità di quest’anno è stato vederlo impegnato come nickel cornerback sull’interno in situazioni di terzo down, dove ovviamente se l’è cavata alla grandissima. A lui mancano solo i grandi numeri negli intercetti, solo 2 quest’anno, ma tanto è dovuto al fatto che i quarterback avversari non osano nemmeno avvicinarsi alla sua zona. Sarà titolare alle Hawaii.

 

Prima meritata convocazione per il rookie Von Miller, ouside linebacker, anche lui sarà titolare al Pro Bowl. A risaltare i suoi ottimi numeri, 11.5 sacks alla prima stagione in NFL, conditi da 65 placcaggi e 2 fumble provocati. Davvero non male per un esordiente. Nonostante qualche incertezza, soprattutto nelle prime partite, sui giochi di corsa, si è ripreso alla grande diventando un punto di riferimento per la difesa, e un giocatore da contrastare per gli attacchi avversari. L’infortunio al pollice l’ha costretto a saltare una gare, giocando le due successive con una mano bloccata, questo ne ha un po’ ridotto il rendimento, ma la stagiona è da incorniciare. Primo rookie dei Broncos ad andare al Pro Bowl negli ultimi 20 anni.

Forse un po’ più a sorpresa arriva anche la chiamata per il defensive end Elvis Dumervil. Dopo la stagione passata, tutta in infermeria, quest’anno ha avuto un avvio molto lento, faticando a mettersi in luce e ottenere i suoi soliti sacks, come ci aveva abituato durante tutta la sua carriera. Ma nelle ultime 8 partite ne ha realizzati ben 9.5 dimostrando che dopo essersi tolto la ruggine di dosso, è ancora uno dei migliori specialisti nel cacciare i qb avversari. Aggiunge 35 tackles alla sue statistiche. Non sarà titolare ma riserva al Pro Bowl. In ogni caso un ottimo traguardo. E’ la seconda apparizione per lui, la prima era arrivata dopo la stagione stellare con 17 sacks messi a segno, nel 2009.

Oltre a questi tre giocatori, convocati di diritto, i Broncos hanno anche annunciato che tre sono le “prime alternative” in caso di rinuncia dei titolari. Si tratta del running back Willis McGahee, del tackle Ryan Clady e della safety Brian Dawkins.

Inoltre altri tre saranno “seconde alternative”: Tim Tebow tra i quarterback, Matt Prater tra i kicker e il punter Britton Colquitt.

Viste le solite rinunce tra i qb, per infortuni o perchè impegnati al superbowl, non è impossibile che il buon Tim sarà alle hawaii per la sua prima apparizione tra le stelle NFL.

A mio parere le tre convocazioni per i titolari sono meritate, senza ombra di dubbio. Giusto anche premiare Willis McGaee come prima alternativa, la sua stagione è stata davvero notevole e determinante per l’attacco dei Broncos.

Un po’ meno convinto nella scelta di Ryan Clady. Quest’anno non mi è apparso al meglio, davvero troppe le penalità commesse che hanno fatto perdere molte yards al nostro attacco. E’ potenzialmente ancora uno dei left tackle più forti, ma non credo quest’anno sia stato all’altezza delle sue potenzialità. Dawkins invece, soprattutto come run stopper aggiunto merita la nomina a prima riserva. Si è sentita molto la sua mancanza nelle ultime partite ed era reduce da una stagione di alto livello con pochissimi errori. Certo, non chiedetegli di coprire i ricevitori sul profondo, non ci sono più le gambe per farlo.

Credo che Matt Prater meritasse di più di una “seconda riserva”, i suoi calci sopratutto in maniera decisiva e in overtime ci hanno dato parecchie vittorie, più di ogni altro kicker della AFC. Meritava di più.

Per Tim Tebow si può aprire un libro intero, è stato votato come quinto quarterback nella AFC, e tutto sommato è in linea (forse un pelo troppo alto) con quello che è stato il suo rendimento. Brutto bruttino da vedere, ma davvero decisivo nel portare vittorie alla squadra.

 

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Questo il mio articolo che parla della rinascita dei Broncos da quanto Tim Tebow è al comando, potete leggerlo sul sito playitusa.com a questo link:

Tim Tebow e i Broncos: stagione riaperta?

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Il reparto dei ricevitori a inizio stagione era considerato un punto fermo, uno di quei reparti in cui i Broncos erano davvero coperti. Il problema è che quando hai tanti buoni ricevitori, serve un quarterback capace di servirli per sfruttare al meglio la loro potenzialità. E sia Orton prima per scarso rendimento, sia Tebow per modo di giocare, non sono quel tipo di quarterback. Questo ha portato a qualche malumore nel reparto, con la stella Brandon Lloyd che ha richiesto la trade ed è stato accontentato passando ai Rams a metà stagione. Anche Eddie Royal pareva scontento e alcune voci suggerivano che anche lui avesse chieso la cessione, ma è stato lui stesso a smentire quando il periodo delle trade è terminato. Chi invece sembra molto contento di giocare coi Broncos è Eric Decker, che sta dimostrandosi un ottimo giocatore e sta vivendo la sua esplosione già al secondo anno di NFL. Vediamo dunque uno per uno i WR in roster.

Eric Decker

Partito subito forte nelle prime partite, è diventato il vero “go to guy” e sta dimostrando partita dopo partita tutto il suo valore. Ricevitore di fisico, abile bloccatore, non è un fulmine come velocità ma riesce comunque a separarsi bene dai suoi marcatori anche sul profondo. Ha ricevuto palloni di tutti i tipi, in mezzo al traffico, sul lungo, su screen pass e ha dimostrato anche buone abilità nel guadagnare yards dopo la ricezione. 6 touchdown per lui su ricezione, con la ciliegina sulla torta di un touchdown anche su punt return. Davvero ottimo fino ad ora.

Statistiche: 33 ric per 406 yards (12.3 ypr) e 6 TD. 1 TD su punt return.

Voto 8: ottima prima parte di stagione, è ormai il vero punto di riferimento per Tim Tebow.

Eddie Royal

Stagione altalenante, come tutte tranne quella d’esordio, nella sua fin qui breve carriera in NFL. Lascia sempre intuire grosse potenzialità, è veloce, elusivo, ha buone mani. Ma spesso si eclissa e sparisce completamente dal match. Non si capisce se manca la capacità di liberarsi dal marcatore, o se è troppo piccolo per dare fiducia al quarterback. Fatto è che non è mail realmente esploso. Provato sull’esterno o nello slot, ha sempre dato risultati altalenanti. Solo 14 ricezioni in stagione. Sarà free agent a fine stagione e c’è la possibilità anche che lasci i Broncos, sopratutto se col cambio di quarterback non aumenterà il suo coinvolgimento. Anche per lui un punt return spettacolare ritornato in touch down.

Statistiche: 14 ric per 131 yards (9.4 ypr) e 1 TD. 1 TD su punt return.

Voto 5.5: deve essere più presente e più incisivo, visto che le qualità non gli mancano

Matt Willis

Oltre a Royal e Decker, per gli altri ricevitori c’è stato veramente pochissimo spazio. Matt Willis dopo un ottimo training camp si è guadagnato il posto nel roster, ma è stato utilizzato pochissimo durante i match. In quelle poche occasioni però ha fatto buone cose, totalizzando anche un discreto numero di yards. E’ sua inoltre la miglior media di yards guadagnate per ogni ricezione, 16.1. Con il cambio di attacco però, basato tutto sulle corse, anche le sue chance di mettersi in mostra per forza di cose si riducono. In ogni caso in prospettiva futura può essere tenuto in considerazione.

Statistiche: 8 ric per 129 yards (16.1 ypr) 1 TD.

Voto 6.5: quel poco che ha fatto lo ha fatto bene.

Demaryius Thomas

Prima scelta l’anno scorso, ha giocato pochissimo a causa degli infortuni che fino ad oggi ne hanno contraddistindo la breve carriera NFL. Anche per lui i discorsi sono tutti sul potenziale, di cui ancora però si è visto davvero poco. Nelle ultime due partite è tornato a disposizione e con la partenza di Brandon Lloyd dovrebbe avere più spazio. Nella sua partita di esordio si è messo in luce con una bella ricezione in tuffo per il suo primo e unico touchdown stagionale. Speriamo che in futuro sia più fortunato con gli infortuni, perchè essendo una prima scelta da lui si pretende molto e su di lui bisogna per forza puntare.

Statistiche: 5 ric per 66 yards (13.2 yards), 1 TD.

Voto 6: Poche apparizioni ma sembra che possa lasciare il segno in futuro.

Quan Cosby è l’altro ricevitore a roster ma non ha mai ricevuto palloni, è stato utilizzato solo come ritornatore.

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Analizziamo in questo post il rendimento dei running back in questa prima metà stagione.

Il gioco di corse era uno dei punti di forza dell’attacco di John Fox e sua intenzione era quello di renderlo l’arma principale con il quale stancare le difese avversarie e controllare il cronometro. Sicuramente un’idea azzeccata dato il livello dei quarterback che non garantisce l’affidabilità necessaria per impostare un attacco principalmente basato sui passaggi. Nelle prime 8 partite il gioco di corse ha totalizzato 1180 yards e 4 TD, con una media di 147.5 yards per game, quinto in tutta l’NFL. A contribuire a questi numeri di certo positivi ci sono anche le corse di Tim Tebow, 277 yards fino a oggi. Dunque un ottimo risultato per quello che dovrà per forza di cosa essere la nostra arma principale anche da qui alla fine della stagione. Vediamo ora uno per uno come sono andati i tre running back a roster.

Willis McGahee

La sua rinascita è stata la sorpresa positiva di questo inizio di stagione. Arrivato ai Broncos dopo quattro anni ai Ravens, dove a parte la prima stagione (1207 yards e 7 td), non aveva reso come sperato, doveva essere il secondo running back, per dare il cambio di passo a Knowshon Moreno, titolare designato. Solo 4 corse per lui la prima partita, poi l’esplosione. A causa dell’ennessimo infortunio di Moreno viene promosso titolare, e sfodera prestazioni eccellenti uno dopo l’altra, tanto che anche con il rientro del numero 27, ormai il posto da titolare è suo. Già 4 partite oltre le 100 yards e nono running back della lega, nonostante abbia saltato due partite per infortunio. L’ultima prestazione contro i Raiders ha del clamoroso. Gioca con una mano fratturata (operata e con una placca all’interno) ma sembra non avere nessuno problema, sfodera una corsa dietro l’altra e chiude con 163 yards in 20 corse e 2 TD che piegano la difesa dei Raiders e danno la vittoria ai Broncos. E’ tornato ai suoi migliori livelli, anche se a 30 anni ci si può aspettare che la sua stagione continui su questi standard. Di certo i Broncos ne trarranno beneficio. E’ considerato un power running back, da corse sull’interno e di potenza, ma nel nuovo attacco Broncos, ricco di giochi in options, è riuscito a dimostrare di avere anche una discreta velocità in campo aperto e ottima visione degli spazi liberi.

Statistiche: 123 corse per 623 yard (5.1 ypc), 3 TD. 11 ricezioni per 49 yards e 1 td. 2 fumbles (1 perso)

Volto 8: di certo uno dei giocatori con il rendimento più alto dall’inizio della stagione.

Knowshon Moreno

Al terzo anno, le parole promessa e ottimo potenziale si stanno ormai trasformando in infortuni e delusione. L’ex prima scelta (12ma assoluta) non riesce proprio a sfondare. Doveva essere il suo anno, nuovo attacco concentrato sulle corse e lui titolare quasi induscusso. Invece ancora i soliti piccoli infortuni e la solita inconsinstenza lo hanno relegato a ruolo di backup, di running back da terzo down dove forse troverà la sua dimensione essendo un discreto ricevitore e avendo comunque un ottima velocità di base e buona agilità. Ma come running back principale possiamo dire che abbia fallito. La sua unica giocata da ricordare è il td su screen pass contro San Diego, nella partita di esordio di Tim Tebow, dove con un ottima giocata ha ricevuto palla appena fuori dal backfield è ha corso per 28 yards liberandosi di un paio di avversari e realizzando un touchdown. Per il resto la solita grande agitazione quando riceve palla, finte e contro finte che non portano da nessuna parte e poi il placcaggio avversario. Ha ancora 8 partite per ritagliarsi un ruolo in questo attacco, magari proprio come running back dai terzi down e per cercare di togliersi l’etichetta di bust sempre più grande sulle sue spalle.

Statistiche: 33 corse per 127 yards (3.8 ypc), 0 TD. 11 ricezioni per 101 yards e 1 td. 1 fumble (perso)

Voto 5: insufficiente come running back, qualche spiraglio in più come ricevitore fuori dal back field

Lance Ball

Terzo running back utilizzato molto poco in stagione. Quando è chiamato in causa non è nemmeno così male. Nelle ultime partite riesce a ritagliarsi il suo spazio con 4-5 portate a partita. Sembra essere un running back tosto, fisico e da utilizzare verso il centro del campo e ha messo a segno un TD su ricezione nell’esordio stagionale contro i Raiders. Viene usato in tutti gli special teams. La sua corsa più lunga è di 34 yards nella sconfitta contro Detroit. E’ ancora giovane e da scoprire, è solo alla sua terza stagione e per il momento il suo compitino lo sta facendo senza sfigurare affatto.

Statistiche: 25 corse per 131 yards, 0 td. 6 ricezioni per 30 yarsd e 1 td. 1 fumble (perso)

Voto 6: non sfigura, anzi. Ora è il backup di Willis McGahee nei primi due down. Difficile prevedere un ruolo maggiore al momento.

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Siamo giunti a metà stagione e il record è un non eccezionale 3-5. E’ il momento buono per fare un’analisi, ruolo per ruolo, di come stanno andando i Denver Broncos, dando i voti ai giocatori principali. Cominciamo in questo post a parlare dei quarterback.

Tim Tebow

Ha fatto il suo esordio all’intervallo della partita persa contro i Chargers in week 5, dopo di chè è diventato titolare e ha condotto i Broncos nelle successive tra partite. Il record è positivo, 2-1 per il momento. In queste partite si è visto di tutto, un qb impreciso, sotto pressione, che subisce troppi sacks, che non riesce a pescare i ricevitori liberi con passaggi che sembrano banali. Questi tutti i lati negativi che si conoscevano e che si speravano risolti, ma al momento non è ancora così, tutti i limti restano li, ben in evidenza a far storcere il naso ai critici e a lasciare dubbi ai tifosi.

Si è visto anche però il suo lato positivo, la rimonta incredibile in quei 5 minuti magici contro Miami e la vittoria convincente contro Oakland, fatta di corse (118 yards) più che di passaggi e con un attacco rimodellato sulle sue esigenze. Si è vista una maggiore abilità a evitare i sacks e una maggiore confidenza. La vittoria inoltre darà morale a lui e a tutta la squadra, con i compagni di attacco che devono sentirsi a loro agio e devono avere fiducia nei nuovi schemi e nel loro nuovo qb, altrimenti la squadra ne risente. Da migliorare c’è decisamente la percentuale sui passaggi e la velocità di lettura della difesa.

Satistiche: 45 su 97 (46%) per 536 yards, 6 TD 1 INT 14 Sacks, QB Rating 80.1 – 39 corse per 277 yards e 1 TD.

Voto 6: è ancora ovviamente troppo presto per dare un giudizio definitivo su quello che sarà Tim Tebow in NFl, ma per il momento con il record 2-1 non può che essere sufficiente. Non di più per il momento.

Kyle Orton

E’ stato il titolare per le prime 4 partite e mezza, fino a che John Fox non ha ritenuto fosse il momento di cambiare, troppo brutto quello che si stava vedendo. Orton si era guadagnato il ruolo di titolare con un buon training camp e una discreta preseason, dopo aver sfiorato la trade prima della stagione. Le prime uscite stagionali però hanno mostrato un qb molle, spaesato, mai decisivo e troppe volte impreciso. Sicuramente peggio di quello dell’anno precedente, segno che non ha saputo gestire la pressione e il peso di Tim Tebow e soprattutto la sua fiducia nel coaching staff e in tutto l’ambiente non era più così forte.

Con lui si sono perse 4 partite (compresa quella in cui è stato sostiuto all’intervallo) e vinta solo 1. Considerando che l’anno prossimo sarà free agent, era scontato cambiare. Continuare con lui non sarebbe servito a nessuno.

Statistiche: 91 su 155 (58%) per 979 yards, 8 Td 7 Int QB Rating 75.7, 9 Sacks

Voto 4: probabilmente si è visto il peggior Orton possibile. Impossibile per lui pensare a un futuro ai Broncos.

Brady Quinn

mai sceso in campo, è diventato il backup dopo l’accantonamento di Orton. Se Tebow dovesse fallire potrebbe avere le sue chance di giocare qualche partita a fine stagione. Contratto in scadenza a fine anno.

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