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La terza partita di preseason è sempre quella più importante, e più indicativa. I titolari giocano tutto il primo tempo e a volte anche il terzo quarto, e quindi si può già intuire come sta andando la preparazione e a che punto è l’intesa di squadra.

Stando a queste premesse, i Broncos sembrano davvero sulla strada giusta. I titolari infatti, finchè in campo, hanno messo a tabellone 17 punti, con due drive da touchdown, e concesso solo 3 punti agli avversari, mettendo in mostra un’ottima solidità generale, e una difesa che sembra davvero aver cambiato pagina rispetto alle annate precedenti. Ma è solo preseason e non bisogna montarsi la testa.

L’attacco titolare ha iniziato con la solita formazione ma con qualche difficoltà a muovere la palla in attacco. Kyle Orton non ha iniziato nel migliore dei modi, lanciando il primo intercetto di stagione su una lettura completamente sbagliata. Sul finire del primo tempo però si è ripreso, mettendo a segno due drive che hanno portato 10 punti sul tabellone. Il primo è stato chiuso con la corsa da 2 yards di Willis McGhee (terzo touchdown per lui in preseason), e l’altro con un ottimo field goal dalle 57 yards di Matt Prater. Da notare che successivamente lo stesso Prater ha mancato per un soffio un incredibile calcio dalle 69 yards, arrivando solo un paio di yard corto, davvero notevole.

L’altro touchdown è arrivato nel terzo quarto, quando Kyle Orton ha pescato Erik Decker un passo dentro la endzone con un lancio di 6 yards. A metà del terzo quarto Orton ha lasciato il campo, per lui 16 su 23 per 236 yards, 1 td e 1 int alla fine.

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Mercato riaperto, free agency in corso, e training camp. E’ tempo di decisioni per il trio EFX (Elway, Fox, Xanders). Decisioni rapide, e possibilmente vincenti. A Denver la situazione è complicata, si è reduci da una stagione disastrosa, dove è difficile salvare qualcuno (solo Lloyd merita una menzione particolare) e potrebbe essere il momento giusto per ricominciare da zero.

Utopistico pensare che basti un solo anno per tornare ai playoff, il processo sarà per forza di cose più graduale. Dipende principalmente dall’aver indovinato le scelte fatte al draft, e non spendere cifre esorbitanti per free agent di secondo piano (l’esatto contratrio di quanto avvenuto negli ultimi anni della gestione Shanahan, e nella sciagurata gestione McDaniels).

In questo contesto, la decisione più importante però è quella relativa al QB, il vero leader della squadra. Read on »

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