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La legge del fratello maggiore

eli1Terzo Manning Bowl e terza vittoria di Peyton. C’è una buona notizia per Eli Manning però, quasi certamente non dovrà più incontrare il fratello maggiore. Il calendario non proporrà più sfide tra Broncos e Giants per i prossimi quattro anni e salvo clamorosi trasferimenti i due Manning potrebbero trovarsi di fronte solo in un Super Bowl. Anche questa volta la sfida col fratello più celebrato, ma meno vincente (già due gli anelli di Eli contro uno di Peyton), l’ha visto soccombere e soprattutto perdere in malomodo con ben 4 intercetti lanciati durante il match. Peyton, da buon fratello maggiore, ha dimostrato a Eli come si gioca senza sbagliare praticamente nulla e gestendo al meglio la partita. Certo non è stata la prestazione da record dell’esordio, ma il controllo che Manning ha sul suo attacco è totale e la sua dimostrazione di calma, sicurezza e fiducia è contagiosa e fa bene a tutti i suoi compagni. I numeri dicono 30 completi su 47 per 307 yards, 2 TD (record di Brees eguagliato per il numero di TD nelle prime due giornate, già 9) e 0 INT senza subire sacks. La distribuzione dei palloni è eccellente, tutti sono coinvolti nell’attacco ed è un piacere assistere a come il futuro Hall of Famer si comporta da vero e proprio allenatore in campo. Si prende carico anche di accelerare gli snap per evitare che il coach avversario chiami un challenge o per sorprendere la difesa durante una sostituzione. Davvero un giocatore eccezionale.

Mani di pietra, anzi no.

L’inzio del match tuttavia non sembrava così facile, i primi attacchi non han portato punti, anzi molti dei lanci del numero 18 finivano incompleti, non solo per colpa sua. La difesa dei Giants non concedeva nulla con coperture eccellenti e in più ci si mettevano pure le mani fredde di Welker e Decker che facevano cadere dei palloni facili in maniera che lasciava un po’ preoccupati, conoscendo il loro valore e la loro solita affidabilità. Il running game, come sempre complicato, aggiungeva difficoltà di manovra e non permetteva all’attacco di avanzare in maniera fluida sul campo, costringendo ad un impiego più frequente del solito il punter Britton Colquitt. Per fortuna il trend si invertiva presto e soprattutto nel secondo tempo i ricevitori diventavano più precisi raccogliendo tutto quello che di buono (ed era tanto) passava in zona. Alla fine arrivano anche i touchdown, uno per Welker e uno per il TE Julius Thomas, ottima conferma dopo l’exploit della prima giornata. Anche Decker, dopo essere stato un po’ in ombra all’esordio, si rendeva protagonista ricevendo ben 9 palloni per un totale di 87 yards. L’apporto di Thomas come detto sta diventando importante, per lui 6 ricezioni per 47 yards e 1 TD. Un po’ in disparte l’altra arma offensiva di Manning, Demaryius Thomas, ma è qualcosa a cui dovremo abituarci. Non ci sono 10 palloni per tutti e quindi a seconda della situazione e dell’avversario vedremo più o meno impegnati i vari ricevitori. Non vorrei essere nei defensive coordinator avversari.

Knowshon Show

Il running game appare sempre macchinoso per i Broncos e anche domenica le cose non stavano andando diversamente. Pochissime yards guadagnate correndo sui primi down nel mezzo, linea offensiva che non apre spazi e running back che si schiantano contro la linea difensiva per un guadagno di un paio di yards quando va bene. Non bastasse, arriva anche morenol’errore in zona di touch down con il rookie Monte Ball che sta giusto per entrare in endzone quando un difensore gli colpisce il braccio e gli fa perdere il pallone per un sanguinoso fumble recuperato dai difensori per il touchback. Brutto errore che gli costerà spazio nei drive successivi. Spazio che viene dato a Knowshown Moreno, di nuovo titolare e che finalmente riesce a rendersi davvero pericoloso sulle corse. Dopo un inizio titubante anche per lui, si scalda con due buone ricezioni fuori dal backfield e poi ingrana la marcia giusta con due corse fotocopia sull’esterno destro della linea che valgono due touchdown (da 20 e 25 yard) grazie anche agli ottimi blocchi di Franklin e Decker. Moreno poi prende fiducia e riesce anche a guadagnare qalche yards nel mezzo cosa che per i Broncos è merce davvero rara. Insomma sembra un buon segnale per il reparto più debole della squadra. Moreno chiude con 90 yards all’attivo e 2 TD una prestazione davvero buona che speriamo sia di buon auspicio e che gli garantirà di essere ancora lui il running back titolare. Quello che preoccupava di Moreno in passato sono stati i tantissimi infortuni rimediati che ne hanno sempre rallentato la crescita, speriamo che con qualche anno di ritardo si possa finalmente puntare su di lui, che è pur sempre stato una prima scelta al draft.

Le conferme che fanno piacere

Ci sono stati elementi nuovi nell’attacco dei Broncos, il running game soprattutto, ma anche tante gradite conferme. Manning e il passing game funzionano alla grande e viene riconfermato anche il ritmo che i Broncos vogliono imporre alla partita. Il primo tempo serve quasi a stancare gli avversari che cercano in tutti i modi di non andare troppo sotto nel punteggio dando il massimo, ma nel secondo poi non riescono a tenere lo stesso ritmo, complice la stanchezza che aumenta e Manning trova spazi più aperti e riesce a mettere la marcia alta e creare il solco che decide il match nel terzo quarto. Per ora questo è stato lo svolgimento di entrambe le sfide che i Broncos hanno vinto in questa stagione. Se questa tattica funziona il merito è anche della difesa che nel primo tempo tiene bene gli avversari. Domenica è stata ottima e quando l’attacco andava un po’ a rilento non ha concesso quasi nulla (solo dei field goal) al Manning più piccolo con una statistica che è fondamentale, la tenuta sui terzi down, uno solo convertito sugli 11 tentati dai Giants. Grandissima prestazione che fa uscire la difesa dal campo e da le chiavi del match di nuovo al Manning giusto, il nostro. Tutto diventa poi più facile quando l’attacco ingrana e la difesa può dare la caccia al qb avversario costretto a lanciare per cercare di rimontare nel punteggio. Eli Manning ha subito solo un sack domenica ma la pressione è stata buona lo stesso costringendolo ad alcuni lanci affrettati e aiutando le secondarie a registrare ben 4 intercetti che hanno spazzato via le velleità di rimonta dei Giants. Un aspetto sul quale si deve migliorare, soprattutto in difesa, sono le troppe penalità concesse che avrebbero potuto riavvicinare nel punteggio i Giants. Alcuni errori sono stati coperti poi da ottime giocate successive ma sarebbe meglio essere più precisi. Ricordanoci che le ottime prestazioni stanno arrivando sempre con Bailey e Miller a guardare da bordo campo.

Il ritorno di Trindon

Quando i Texans all’inizio della stagione scorsa hanno tagliato Trindon Holliday in molti si sono chiesti perchè. Forse per la tendenza troppo accentuata a fare fumble sui ritorni, ma non certo per le sue doti di ritornatore puro. I Broncos non hanno perso tempo e hanno firmato il piccolo Trindon che ha ripagato la fiducia di John Fox con ben 5 ritorni da TD. holliL’ultimo proprio domenica, in un momento chiave del match. Un punt return da 80 yards che ha creato la distanza di sicurezza dai Giants nel terzo quarto e messo la partita nelle mani dei Broncos. Vero è che la tendenza a qualche errore di troppo ancora non l’ha persa, ma è di certo uno dei ritornatori più imprevedibili ed elettrizzanti di questa NFL e i Broncos sono ben contenti di averlo in squadra piuttosto che contro. A completare l’opera negli special teams il sempre preciso Prater che fa 2 su 2 e Colquitt che non sbaglia un punt confermando ancora una volta che le vittorie arrivano per merito di tutta la squadra e che un reparto da solo non può fare miracoli, nemmeno se a guidarlo è Manning.

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Manning, Manning, Manning, Manning, Manning, Manning, Manning

Sette volte Manning, come sette sono i passaggi da touchdown lanciati dal fuoriclasse dei Broncos. Record NFL eguagliato con una naturalezza e una semplicità incredibile, per un raggazzotto di 37 anni che solo un anno fa rimetteva piede in un campo da football dopo aver subito più operazioni al collo e aver visto in pericolo la sua carriera. Una stagione già ricca di successi dopo, Manning dimostra di essere ancora il più forte con un esordio stagionale che resterà nella storia. I numeri dicono 27 completi su 42 passaggi tentati, 7 touchdown, zero intercetti e un qb rating di 141.1

Peyton ManningUna prestazione maiuscola in un attacco che viaggia a mille all’ora, una statistica recitava che gli attacchi dei Broncos partivano in media ogni 20 secondi, velocità incredibile frutto del no-huddle offense e voluta dall’offensive coordinator Adam Gase, per sfiancare le difese. I risultati si sono visti tutti, soprattutto nella seconda parte del match, quando la difesa dei Ravens non riusciva più a contrastare le giocate di Manning e soci. Da quel momento i Broncos (sotto 17-14 all’intervallo) hanno preso il largo e nonostante una leggerissima sbandata, non hanno più permesso ai Ravens di stare in partita.

Se le premesse per la stagione di Manning sono queste, ne vedremo delle belle.

Signori, vi presento Julius

julius-thomas-denver-broncos-baltimore-ravensManning eccellente dunque e i destinatari dei suoi lanci non sono stati da meno. Solo un paio di palloni lasciati cadere a inizio match e poi tutto l’attacco ha iniziato a carburare e a girare come se fosse una macchina ampiamente rodata. Tutti si aspettavano di vedere cosa potesse aggiungere Wes Welker a una coppia di ricevitori già super (D. Thomas e E. Decker) e le attese non sono rimaste deluse. Il neoacquisto arrivato dai Patriots è stato subito protagonista di una partita super e l’intesa con Manning è già ottima, tanto che a lui sono stati recapitati 9 passaggi di cui 2 buoni per la meta. La vera sopresa però è stata un’altra, che forse solo i tifosi di Denver attenti ai report degli ultimi due training camp potevano aspettarsi. Parlo del TE Julius Thomas. 1 ricezione in carriera per lui prima di ieri sera, si trova a partire da titolare per l’infortunio di Dreessen e sfrutta al meglio l’occasione. Ben due TD per lui e un’altra splendida giocata dopo una ricezione per un lungo guadagno. Ex giocatore di basket (come Antonio Gates) sfrutta la sua stazza per creare evidenti mismatch contro ogni safety o linebacker avversario e Manning è prontissimo a vederlo e servirlo. Sono suoi infatti i primi due td del match. Discreto, solo con qualche piccola sbavatura, anche sui blocchi, se riuscirà a tenere lontano gli infortuni Julius Thomas è destinato a fare davvero una stagione speciale.

Il running game? Ci pensa Welker

Gioco sui passaggi dunque che funziona a meraviglia, il lato negativo dell’attacco è il running game. Parte titolare Moreno, avvantaggiato dal conoscere già gli schemi e dalla buona capacità di bloccare per Manning, qualità indispensabile per ogni running back che giochi vicino al numero 18 arancione. La sua performance è appena sufficiente, non riesce sulle corse a guadagnare molto ma si fa trovare pronto nei blocchi e come ricevitore fuori dal backfield. Le medie però restano troppo basse e rendono inaffidabile cercare di correre su un terzo down. Quello però che si nota è come i giochi di corsa siano praticamente sostituiti dal contributo di Wes Welker. Il numero 83 si fa carico di tutti quei piccoli guadagni che di solito arrivano dal gioco di corsa, con ricezioni da 4, 5 o 6 yards che aprono i down oppure convertono i terzi down, grazie anche alla precisione chirurgica di Manning nel pescarlo sulla breve distanza. Il suo ruolo diventa ancora più fondamentale dunque per questo aspetto e permette ai running backs dei Broncos (anche Hillman e Ball impegnati ma con gli stessi risultati di Moreno) di non avere troppa pressione addosso e limitarsi al minimo indispensabile e al non commettere errori. Il peso di questo attacco non è su di loro.

Manca Von Miller ma non se ne accorge nessuno

Attacco stellare, 49 punti a tabellino. E la difesa? Senza Von Miller e Champ Bailey, di certo i due migliori giocatori in quel reparto, c’erano dubbi sulla tenuta contro uno degli attacchi più solidi della lega. Anche qui però arrivano belle notizie. Non è spettacolare come l’attacco, può migliorare ancora tanto, ma il reparto difensivo ha risposto ai dubbi del precampionato in maniera molto positiva. Il nuovo assetto piace, piace Woodyard come middle linebacker, sempre vicino alla palla e buono in copertura, piace Trevathan come weakside linebacker. La sua velocità gli permette di coprire tutto il campo e anche lui è stato una della belle risposte a chi si mostrava critico sul reparto. Mancava Von Miller, e con Dumervil dalla parte sbagliata della linea di scrimmage ci si chiedeva che tipo di pressione potessero procurare i difensori dei Broncos. La risposta è arrivata grazie a una delle acquisizioni di mercato meno chiacchierate e più sottovalutate, l’acerrimo (ex) rivale Shawn Phillips. L’ex Chargers, sempre pronto ad attaccar briga se capita l’occasione, si è dimostrato ancora un ottimo giocatore e ha condito la sua ottima prestazione di ben 2.5 sacks a dimostrare che il suo innesto sarà fondamentale anche, e ancora di più, quando tornerà Von Miller. Davvero una bella partita la sua.

Un altro giocatore che mi ha davvero impressionato è stato Dominique Rodgers-Cromartie. In copertura sull’uomo è fantastico, non cede mezza yard nemmeno ai giocatori più forti e ha praticamente cancellato Smith (quando era nella sua zone) dal match. Lo stesso Smith che l’anno scorso aveva invece fatto penare parecchio Champ Bailey. L’unico difetto di DRC è che qualche volta è sembrato non attento ai giochi o peggio ancora non conoscere ancora bene gli assegnamenti, trovandosi in posizione errate al momento dello snap o facendo coperture in zone di altri giocatori. Se verranno limati questi difetti (studia il playbook!!) abbiamo un altro asso nella nostra difesa.

La giocata più stupida dell’anno

AP-Ravens-Broncos-FootballPartita dominata, soprattutto nel secondo tempo quando i Broncos hanno preso il largo, ma c’è stato un momento in cui i fantasmi del finale della scorsa stagione hanno fatto un timido tentativo di tornare a farsi vedere. Complice la giocata più stupida dell’anno, comprese le partite che ancora si devono giocare. Dubito infatti che succederà qualcosa di più assurdo di quello che ha fatto Danny Trevathan. Dopo un intercetto sulle 20 yards avversarie, sta riportando industurbato il pallone in touchdown, per la meta che fisserebbe il punteggio sul 49-17 e scriverebbe i titoli di coda già a metà del terzo quarto, quando decide di iniziare a festeggiare ben prima di superare la linea di meta. Il risultato è che si dimentica la palla e la lascia cadere qualche centimetro prima di varcare la meta, determinando dunque il fumble e non il td. Non bastasse questa topica madornale, Woodyard che è molto più sveglio, si accorge dell’errore e cerca di ricoprire il pallone prima che esca dalla endzone e che venga quindi dichiarata palla persa. Nell’azione però arriva un giocatore dei Ravens che si fionda su Woodyard piegandogli malissimo una gamba e rischiando di infortunarlo gravemente. La palla esce dal campo nell’area di meta e viene dichiarato dunque il touchback, palla ai Ravens, TD non valido (perchè mai avvenuto) e Woodyard portato fuori a braccia dai medici. Trevathan si rende conto dell’errore e cerca di discolparsi mentre Jack Del Rio, il coach della difesa gli ulra in faccia di tutto per una lavata di capo che di sicuro farà passare la voglia al giovane (e talentuoso) linebacker di abbandonare nuovamente il pallone prima di sentire il fischio dell’arbitro.

Nel drive successivo Flacco segna un touchdown che riapre il match dal potenziale 49-17 al 42-24. Ci penserà per fortuna l’MVP Peyton Manning a far capire che si può regalare un match già vinto ai Ravens solo una volta nella vita.

Finisce in trionfo per Manning e i Broncos cominciano al meglio la loro corsa che come destinazione recita Super Bowl e niente di meno.

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La terza partita di preseason è sempre quella più importante, e più indicativa. I titolari giocano tutto il primo tempo e a volte anche il terzo quarto, e quindi si può già intuire come sta andando la preparazione e a che punto è l’intesa di squadra.

Stando a queste premesse, i Broncos sembrano davvero sulla strada giusta. I titolari infatti, finchè in campo, hanno messo a tabellone 17 punti, con due drive da touchdown, e concesso solo 3 punti agli avversari, mettendo in mostra un’ottima solidità generale, e una difesa che sembra davvero aver cambiato pagina rispetto alle annate precedenti. Ma è solo preseason e non bisogna montarsi la testa.

L’attacco titolare ha iniziato con la solita formazione ma con qualche difficoltà a muovere la palla in attacco. Kyle Orton non ha iniziato nel migliore dei modi, lanciando il primo intercetto di stagione su una lettura completamente sbagliata. Sul finire del primo tempo però si è ripreso, mettendo a segno due drive che hanno portato 10 punti sul tabellone. Il primo è stato chiuso con la corsa da 2 yards di Willis McGhee (terzo touchdown per lui in preseason), e l’altro con un ottimo field goal dalle 57 yards di Matt Prater. Da notare che successivamente lo stesso Prater ha mancato per un soffio un incredibile calcio dalle 69 yards, arrivando solo un paio di yard corto, davvero notevole.

L’altro touchdown è arrivato nel terzo quarto, quando Kyle Orton ha pescato Erik Decker un passo dentro la endzone con un lancio di 6 yards. A metà del terzo quarto Orton ha lasciato il campo, per lui 16 su 23 per 236 yards, 1 td e 1 int alla fine.

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Primo movimento di rilievo in questa free agency per i Denver Broncos.

Firmato il RB Willis McGahee, ex Baltimore Ravens, per 4 anni. L’ingaggio si aggira all’incirca sui 10M $ complessivi. Non è una cifra esorbitante, per un buon power running back, che ha qualche problema di infortuni. Potrebbe essere il giusto complemento a Knowshown Moreno, soprattutto in situazioni di terzo e corto, o di goal line, dove troppe volte abbiamo sofferto in passato.

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Training Camp – Live Report

Mi trovo a Denver per le mie vacanze e non potevo lasciarmi scappare un’occasione come questa, per cui oggi pomeriggio sono andato al quartier generale dei Broncos, Dove Valley, per assistere al secondo giorno di Training Camp.

Vedere gli allenamenti dell’NFL dal vivo, seduto a pochi metri dal campo, dove i giocatori provano gli schemi, i movimenti, le giocate, è un’esperienza unica. Read on »

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