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Manning contro Brady

Peyton-Manning-Tom-BradyOgni volta che questi due qb si affrontano, tutte le altre storie intorno alla partita diventano secondarie. Il record stagionale, la vittoria della division, le performance degli altri giocatori, passano in secondo piano e la partita è tutta nella sfida tra Peyton Manning e Tom Brady, due dei più grandi qb degli ultimi 10 anni e probabilmente di sempre. Chi vince la sfida tra i due, porta a casa la partita, quasi sempre. Domenica la sfida è stata vinta da Tom Brady, più preciso e più in controllo del match che è stato in grado di portare la W dalla parte dei suoi New England Patriots. La sua reazione dopo un inizio disastroso è stata degna di un fuoriclasse. I primi tre possessi di Brady si sono chiusi con tre fumble dei Patriots, che hanno permesso ai Broncos di portarsi in vantaggio nel punteggio sfruttando le ottime posizioni di campo. Nella ripresa però il leader dei Patriots ha ribaltato il match, recuperando ben 24 punti e portandosi fino al 31-24 con esecuzioni precise e approfittando di tutti gli spazi che la difesa dei Broncos concedeva. Manning dall’altra parte del campo è parso un po’ meno preciso del solito, ha sicuramente sofferto il grande freddo del Gillette Stadium, – 6 gradi e con vento gelido oltre i 30 km/H e le difficoltà si sono viste anche quando la squadra metteva punti a tabellone nel primo tempo. Il suo tabellino racconta di solo 150 yards lanciate con 19 completi su 36, percentuale tra le peggiori dall’inizio della stagione. Due le mete realizzate contro un intercetto, per un qb rating finale non esaltante di 70.4 punti. Brady ha risposto con 344 yards lanciate, 34 passaggi completati su 50 e 3 td senza intercetti, con qb rating 107.4  ma numeri a parte si è dimostrato un grande campione soprattutto dal punto di vista mentale. Senza un grandissimo gruppo di stelle a ricevere i suoi palloni è riuscito a trovare i punti deboli, come l’assenza di Rodgers-Cromartie nella ripresa, per mettere in cascina yards dopo yards e infilare 4 td nella ripresa. A lui la palma di vincitore morale dello scontro tra i due qb.

Inizio col botto

L’inzio di partita aveva lasciato sperare un ben altro risultato finale per i Broncos. La difesa è partita alla grande causando subito tre fumble nei primi tre drive dei Patriots, il primo dei quali riportato direttamente in endzone da Von Miller per il 7-0 iniziale. Poche azioni dopo lo stesso Von Miller si ripete, tempAP517128175571--nfl_mezz_1280_1024causando questa volta il fumble di Tom Brady, che viene recuperato da Terrance Knighton sulle 23 yards offensive per i Broncos, che ci mettono pochissimo a realizzare con Moreno il secondo td di giornata. Drive successivo e altro fumble, questa volta del rb Blount che viene colpito dalla safety Ihenacho e il pallone è recuperato da Trevathan. Terzo drive offensivo dei Broncos che finisce a punti grazie al field goal di Matt Prater dalle 27 yards. Non ci poteva essere inizio migliore, con l’attacco che trova ancora il field goal più tardi nel secondo quarto e la difesa che continua a mettere pressione su Brady causando ancora un fumble, questa volta recuperato dai Patriots. La partita sembra segnata, il risultato è di 24-0 e i Patriots giocano già il quarto down alla mano, senza convertirlo e dando di nuovo la palla ai Broncos. Nonostante il vantaggio però, le sensazioni non sono del tutto positive. L’attacco non sta giocando bene, i lanci di Manning non sono per nulla precisi e arriva anche qualche errorino dei ricevitori che però sono quasi sempre marcati molto da vicino dalla difesa dei Patriots. Il vantaggio è sicuramente frutto di “episodi” e della grande prova difensiva più che di un vero dominio di squadra. C’è la sensazione che la partita sarà ancora lunga.

Turning point

Il punto di svolta del match avviene a 10 secondi circa dalla fine del secondo quarto. I Patriots vanno al punt e i Broncos hanno ancora qualche secondo per provare ad allungare il vantaggio prima che il secondo tempo si riapra con la palla in mano ai Patriots nella ripresa. Sul punt Trindon Holliday si trasforma, come a volta gli capita, nel fratello scarso di quello che è in grado di strabiliare e perde il pallone sulla ricezione, nella mischia ne escono i Patriots con la palla in mano in una posizione di campo che può permettere a  Brady di provare, senza rischiare nulla, il lancio in endzone. Cosa che puntualmente avviene, ed è qui che succede il fattaccio. Il lancio è corto e lontano da ogni ricevitore, Dominque Rodgers-Cromartie si lascia ingolosire dalla possibilità di intercettare la palla e si tuffa in un tentativo di inutile (se non per le statistiche) intercetto a terra, che si trasforma in un infortunio alla spalla e pallone che cade incompleto. Il cb fino a questo momento in stagione vera stella delle secondarie e che anche in questo match stava giocando strabene, non rientrerà in campo nella ripresa a causa dell’infortunio e Brady da quel momento in poi decide di punire Webster, il suo sostituto, individuato come anello debole della difesa.

Secondo tempo da incubo

A complicare le cose ci si mette poi il solito fumble dei running back dei Broncos, Montee Ball che stava giocando comunque molto bene, perde un pallone sanguinoso dopo un contatto col difensore avversario e la palla è recuperata dalla difesa. Brady non si lascia scappare l’occasione e guida il drive da td chiuso pochi giochi dopo con una corsa in td del rb Bolden. Punteggio sul 24-14 e inerzia che comincia a cambiare passando dalla parte dei padroni di casa. I Broncos fanno di tutto per rallentare il ritmo, correndo a ripetizione e cercando di far perdere il ritmo a Brady lasciandolo in panchina. La tattica funziona si e no, Moreno mette insieme ottime corse e macina yards, ma non si può solo correre e il gioco sui passaggi non riesce a supportare quello sulle corse. Manning viene placcato su un terzo down subisce un sack con fumble che per fortuna lui stesso riesce a recuperara, ma l’attacco si inceppa. Brady   temp131124_Christus09--nfl_mezz_1280_1024ormai è lanciatissimo e in due passaggi raggiunge di nuovo l’endzone per il td del 24-21 realizzato dal TE Gronkowski. Ora la bilancia pende tutta dalla parte di New England che mette la freccia e nel quarto periodo supera i Broncos nel punteggio sfruttando un altro turnover, questa volta un intercetto lanciato da Manning e messo a segno da L. Ryan. La partita sembra sfuggire di mano e i Patriots allungano ancora con un field goal portanto il risultato sul 31-24 e facendo credere che ormai i Broncos abbiano mollato dal punto di vista psicologico più che fisico. In realtà la reazione che non ti aspetti più arriva e i Broncos riescono a pareggiare con un bel drive, l’unico del secondo tempo, fatto di passaggi corti e di corse, e chiuso con il TD di D. Thomas a 3 minuti dalla fine. La partita si trascina senza altre emozioni ai supplementari. I Broncos vincono il sorteggio ma l’equilibrio sembra regnare nell’overtime. Le difese riescono a contenere gli attacchi e il gioco si ingolfa un po’ arrivando al punt nei primi 4 drive e consumando tempo sul cronometro. Nel secondo punt dei Patriots però si decide la partita. Welker è l’uomo destinato a ricevere il pallone, all’ultimo momento segnala di non ricevere il pallone e si allontana facendo rimbalzare la palla, che però va a sbattere sulle gambe di Tony Carter che stava bloccando un giocatore dello special team avversario. A quel punto la palla diventa giocabile e libera e i Patriots sono i primi a ricoprirlo in una zona perfetta per segnare, pochi giochi dopo, il field goal decisivo che consegna la vittoria a Brady e compagni. La fine peggiore per una delle più belle ed incerte partite di questa stagione NFL e un modo un po’ casuale di decidere la sfida tra i due campioni Manning e Brady. Se le premesse restano queste però, è probabile che non sai l’ultimo confronto fra i due in stagione, i playoff li aspettano.

MHC MVP – Knowshon Moreno 37 corse per 224 yards (record in carriera), 6.1 ypc, 1 TD

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Vinto, ma non convinto

Pomeriggio di sole al Mile High Stadium (ma non ditelo allo sponsor che ha messo davanti il suo nome) e i Denver Broncos si apprestano a triturare i Jacksonville Jaguars. Tra i pronostici della vigilia già si parla di record di punti da battere, di far riposare Manning per tutto il secondo tempo, di far giocare Holliday anche come ricevitore e tante altre belle invenzioni da chi si sente forte e padrone della NFL, tanto da snobbare completamente gli avversari e pensare di avere la strada spianata. Chi ha fatto un minimo di sport, anche solo correre dietro al gatto per casa, sa bene che partire con questa sicurezza che è già traboccata in sfacciatagine mista ad arroganza, è la cosa più pericolosa che possa accadere. Gli “upset” sono li a ricordarcelo e proprio in casa Broncos molti anni fa si ricordano ancora di quando i superfavoriti padroni di casa comandati da John Elway, dovettere lasciare lo scalpo proprio contri i quasi esordienti Jaguars in una wild card temp131013_Christus16--nfl_mezz_1280_1024dei playoff. Per fortuna John Fox è un vecchio lupo di mare e tutto può accadergli tranne farsi prendere dall’eccessivo entusiamo. Su questo si basavano le mie convinzioni che la squadra non avrebbe corso il pericolo di farsi sorprendere ma avrebbe giocato comunque concentrata. E’ successo esattamente questo per fortuna e la partita è sta affrontata al meglio, con un inizio ottimo in cui i primi due drive chiusi con altrettanti touchdown, mentre i Jaguars sembravano parecchio confusi e agitati al cospetto dei padroni di casa e strafavoriti. Sensazione confermata dall’orribile primo drive in cui hanno sbagliato tutto, da incomprensioni sulle chiamate dei giochi, ai drop e lanci nel nulla, fino a provare subito al primo drive una finta di punt che non ha portato da nessuna parte, salvo concedere l’eccellente posizione di campo ai Broncos al loro primo possesso. 14-3 il risultato e tutto tranquillo diciamo, se non chè  la luce in quel momento si è spenta e sono cominciati gli errori da parte dei Broncos. Forse la concentrazione ha retto troppo poco. Manning lancia il secondo intercetto dalla sua stagione che viene riportato in touchdown da un linebacker avversario dopo ben 59 yards di ritorno. L’attacco non funziona bene e si inceppa tanto che i 5 drive successivi ai due touch down iniziali portano a due punt e due turnover (l’intercetto appunto e un fumble su snap sbagliato tra Ramirez e Manning). I Jaguars non fanno grandi cose ma piano piano si riportano in partita e il primo tempo si chiude sul 14-12 per i Broncos.

Fischi all’intervallo

Qui succede qualcosa di quantomeno curioso. Dal pubblico arrivano fischi per i Broncos, gli spettatori sono evidentemente delusi da quello che stanno vedendo in campo e dal fatto che la partita sia ancora in equilibrio. Se la sensazione di insoddisfazione per il primo tempo può essere condivisa, onestamente arrivare a fischiare la squadra, comunque in vantaggio e con la partita in mano, lo trovo un comportamento sbagliato se non del tutto fuori luogo (fermo restando che chi paga il biglietto è libero di fare ciò che vuole) e che va analizzato. L’abitudine a vincere e vincere bene sicuramente affina il palato dello spettatore, ma non si può pretendere che in ogni partita l’esibizione sia da oscar. Manning e soci sono 5-0 in stagione, in cinque giornate si è battuto ogni sorta di record, ma alla prima mezza (ma anche meno di mezza) difficoltà arrivano i fischi. Qualcosa non mi torna. Solo due anni fa giocavamo con Tim Tebow che a ogni azione cercava di sopravvivere, se oggi si fischia, li cosa si sarebbe dovuto fare? La sensazione è che da questa squadra si pretenda sempre e comunque lo spettacolo migliore come se fosse scontato che si debba vincere in scioltezza. Certo le aspettative sono alte, tutti sappiamo che non arrivare al Super Bowl vorrebbe dire fallimento e che l’occasione migliore, visto anche quello che succede in AFC, è quest’anno e dall’anno prossimo con Manning 38enne potrebbe non essere più così. I pianeti sono allineati e tutto fa pensare che questo sia l’anno in cui cercare il successo, ma non per questo vuol dire che sia facile ottenerlo. I tifosi dovrebbero godersi lo spettacolo di altissimo livello che si è visto in queste partite ed essere sereni e fiduciosi e non pretendere il massacro dell’avversario più debole sulla carta come se fossa una corrida in cui è il torero a vincere per forza sulla vittima designata.

Moreno guida la NFL

temp131013_Bakke_22--nfl_mezz_1280_1024Nel secondo tempo, non credo stimolati dai fischi, ma piuttosto strigliati da Fox e dallo stesso Manning non per niente soddisfatto dell’andamento del match, le cose si sono sistemate e la partita è stata portata a casa senza grossi patemi. Certo non si è dilagato, si è giocato a football fino a due minuti dalla fine e non si è fatto riposare i titolari, anzi, ma questa è l’NFL e le partite vanno vinte alle fine dei 48 minuti, non sulla carta. Cosa che i Broncos ancora una volta hanno fatto, mettendo comunque 16 punti di scarto tra loro e i Jaguars e segnando ancora 35 punti in attacco. Protagonista della partita è stato ancora una volta il running back Knowshon Moreno, che sta inanellando prestazioni positive una dietro l’altra e ieri ha chiuso con 42 yards e ben 3 Td su corsa, oltre a 7 ricezioni per 62 yards. Numeri che arrivano grazie a belle giocate, dove grinta e caparbietà non mancano mai, insieme ad attenzione e sicurezza. Un Moreno così sicuro, continuo e concreto non si era mai visto a Denver e il gioco di corse inizia a essere una variante importante su cui contare durante le gare. Anche perchè è impensabile che Manning lanci sempre 500 yards. Ieri la sua partita infatti è stata solo “normale”, un normale che altri qb in NFL comunque vorrebbero cercare di replicare, e ha chiuso con 28/42 per 295 yards, 2 Td e 1 Int con un qb rating di 92.9

C’è Bailey e si vede, ma non abbastanza

L’attacco ha fatto il suo anche ieri, pur senza le scintille viste altre volte, ha portato a casa 5 TD. In difesa si è visto il rientro di Champ Bailey, dopo l’infortunio subito in training camp. Il suo esordio è stato positivo, la sua presenza da sicurezza al reparto e le secondarie, seppur restando sotto tiro e concedendo ancora 300 yards agli avversari, sono sembrate in lieve miglioramento rispetto alla trasferta di Dallas (non che si potesse fare peggio…). L’assenza grave che si è sentita è quella di Woodyard al centro della difesa. Il suo sostituto, Paris Lenon, non è al suo livello e si senta la mancanza della sua leadership in questo nuovo ruolo di MLB in cui stava risplendendo fino all’infortunio. Da domenica prossima tornerà anche Von Miller e può solo fare bene il suo rientro in squadra. Sperando che abbia lasciato perdere marijuana e problemi fuori dal campo, sul rettangolo verde abbiamo bisogno come il pane del suo apporto. Questo permetterebbe di spostare Irving al centro (o in panchina se rientra Woodyard) e di far ruotare di più i cacciatori di quarterback a nostra disposizione, visto anche il recente infortunio di Ayers, anche lui assente domenica. La linea difensiva continua a giocare bene, è la prima difesa contro le corse e il merito è anche il loro.

Malik Jackson si fa notare

temp131013_Taves0066--nfl_mezz_1280_1024Ieri si è distinto particolarmente proprio Jackson che già nelle prime cinque giornate, in maniera più o meno silenziosa, aveva portata un gran contributo. Era infatti il giocatore con più pressioni sul qb (non finite in sack, ma comunque fondamentali) di tutta la NFL. Ieri la sua caccia è stata proficua, tanto da regalare due sacks in pochi secondi, intervallati da un buonissimo tackle for loss a suggellare un drive dominato solo da lui che ha costretto al punt i Jaguars, in un momento chiave del match. Questa performance gli è valso il riconoscimento a fine gara di migliore in campo, decisione presa come sempre da John Fox, davvero non male. La sua crescita è importante e i Broncos hanno bisogno anche di lui e di tutti quelli che sono meno sotto la luce dei riflettori se vogliono continuare a vincere. Prestazioni importanti come quella di David Bruton, da sempre asso degli special teams (già un punt bloccato quest’anno) che ieri si è trovato protagonista di una bella giocata offensiva. Su un punt infatti i Broncos hanno fintato e consegnato lo snap direttamente nelle sue mani, che tra la sopresa generale dei Jaguars, ha corso per più di 30 yards consegnando il primo down ampissimo a Manning e all’attacco.

MHC MVP – Knowshon Moreno: 15 corse per 93 yards e 3 TD. 7 ricezioni per 62 yards

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Manning, what else?

Denver Broncos vs. Philadelphia EaglesAlla vigilia poteva essere una partita complicata, arrivava a Denver la squadra con il miglior gioco di corse della lega e un attacco imprevedibile. Il qb Micheal Vick, con le sue corse, avrebbe potuto creare molte difficoltà alla difesa dei Broncos, fino ad oggi ottima ma messa alla prova solo da qb standard. L’abilità di Vick di correre e creare situazioni imprevedibili da giochi rotti creava qualche apprensione nell’approcio al match. Nulla di tutto questo, al fischio finale i Broncos battono il record per punti segnati in un singolo match, ben 52 e la partita resta in equilibrio solo per pochi minuti nel primo quarto. Manning non smette di giocare da alieno, anzi se possibile migliora ancora. Mette a referto altri 4 TD pass e arriva così a 16 in stagione contro zero intercetti. Statistiche da record ovviamente (mai nessuno come lui nelle prime 4 giornate di stagione) e una padronanza dell’attacco mai vista. Il livello della qualità del gioco del numero 18 è al livello più alto della sua carriera e vedere l’attacco dei Broncos girare così è una libidine per chi solo due stagioni fa aveva Orton e Tebow al comando. Si sbaglia pochissimo, i giochi sono sempre vari, la precisione è chirurgica e tutto filo a meraviglia. La facilità con cui i Broncos mettono punti a ripetizione sul tabellone è disarmante per gli avversari. I suoi partner sono stati come sempre gli ottimi ricevitori, Wes Welker (7 ricezioni per 76 yards) e D. Thomas (9 per 86 yards) autori di due TD a testa. Decker, a secco per quanto riguarda le segnature è autore comunque di 5 ricezioni per 88 yards. I palloni sono sempre distribuiti ottimamente tra le tre stelle e sono stati coinvolti molto bene anche i tight end e i running backs.

Si può ancora migliorare

Eppure qualche difetto a questa squadra si può e si deve trovare, anche per non sedersi sugli allori. Il coaching staff deve essere bravo a tenere alta la concentrazione e non permettere ai giocatori di sentirsi già vittoriosi ancora prima di scendere in campo. Le aree individuate sono al momento due. Il running game, che non è male a dire la verità, ma non è ancora dominante come si vorrebbe. Di positivo c’è il fatto che non sono arrivati fumble Philadelphia Eagles v Denver Broncosdomenica, ma il trio “carta forbice e sasso” (simpatico nickname suggerito su twitter da qualche fan) Moreno, Hillman, Ball è ancora da migliorare. I numeri dicono che contro gli Eagles sono arrivate 78 yards con un TD per Moreno, migliore tra i running backs, seguito da Hillman con 36 yards e 24 di Montee Ball, ancora forse un po’ bloccato dai recenti fumble. Moreno è solido, soprattutto perchè si conferma abile nel bloccare sui giochi di passaggio. Hillman sta migliorando ma continua a non convincermi (opinione personale) mentre spero che Ball durante la stagione possa accelerare la curva di inserimento in NFL perchè secondo me potrebbe essere il migliore dei tre. Un altro aspetto da migliorare riguarda la difesa. Sta giocando sicuramente bene, ma nel primo tempo la pressione sul qb avversario non si è proprio vista. Forse ora l’assenza di Miller è nascosta benissimo dall’attacco, ma sul lungo e soprattutto ai playoff, si intuisce che i Broncos non possono fare a meno di lui. Nel secondo tempo le cose sono andate meglio con Jack Del Rio sempre bravissimo a trovare gli aggiustamenti decisivi nell’intervallo e limitare nei secondi tempi gli attacchi avversari. Le secondarie sono state messe alla prova, anche perchè dopo pochi minuti il punteggio costringeva gli Eagles a cambiare strategia e a usare i lanci per cercare di recuperare i punti di svantaggio. Non è stato tutto perfetto ma in ogni caso non si può essere insoddisfatti. Ottima la prova ancora una volta di Rodgers-Cromartie. In attesa del rientro ormai imminente di Champ Bailey.

Li chiamano speciali per un motivo

Denver Broncos vs. Philadelphia EaglesSembra davvero andare tutto a meraviglia ai Broncos e il grande successo dell’attacco diventa contagioso. Tutti vogliono essere all’altezza e migliorano il proprio impegno. Gli special teams in questo sono l’esempio perfetto. Trindon Holliday si ripete e piazza un ritorno di kick off clamoroso da 105 yards in touchdown. Special teams che si ripetono sul finale di partita, quando il linebacker S. Johnson blocca un punt avversario, recupera il pallone e lo riporta in TD. Per lui un premio meritato visto l’ottimo contributo che sta dando proprio sulle azioni di punt e kick off. Prater è perfetto come sempre, un field goal realizzato e kick off sempre molto profondi. Colquitt non è da meno, come sempre

MHC MVP: Peyton Manning – 28 su 34 per 327 yards, 4 TD pass, 0 intercetti, 146 di QB rating

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La legge del fratello maggiore

eli1Terzo Manning Bowl e terza vittoria di Peyton. C’è una buona notizia per Eli Manning però, quasi certamente non dovrà più incontrare il fratello maggiore. Il calendario non proporrà più sfide tra Broncos e Giants per i prossimi quattro anni e salvo clamorosi trasferimenti i due Manning potrebbero trovarsi di fronte solo in un Super Bowl. Anche questa volta la sfida col fratello più celebrato, ma meno vincente (già due gli anelli di Eli contro uno di Peyton), l’ha visto soccombere e soprattutto perdere in malomodo con ben 4 intercetti lanciati durante il match. Peyton, da buon fratello maggiore, ha dimostrato a Eli come si gioca senza sbagliare praticamente nulla e gestendo al meglio la partita. Certo non è stata la prestazione da record dell’esordio, ma il controllo che Manning ha sul suo attacco è totale e la sua dimostrazione di calma, sicurezza e fiducia è contagiosa e fa bene a tutti i suoi compagni. I numeri dicono 30 completi su 47 per 307 yards, 2 TD (record di Brees eguagliato per il numero di TD nelle prime due giornate, già 9) e 0 INT senza subire sacks. La distribuzione dei palloni è eccellente, tutti sono coinvolti nell’attacco ed è un piacere assistere a come il futuro Hall of Famer si comporta da vero e proprio allenatore in campo. Si prende carico anche di accelerare gli snap per evitare che il coach avversario chiami un challenge o per sorprendere la difesa durante una sostituzione. Davvero un giocatore eccezionale.

Mani di pietra, anzi no.

L’inzio del match tuttavia non sembrava così facile, i primi attacchi non han portato punti, anzi molti dei lanci del numero 18 finivano incompleti, non solo per colpa sua. La difesa dei Giants non concedeva nulla con coperture eccellenti e in più ci si mettevano pure le mani fredde di Welker e Decker che facevano cadere dei palloni facili in maniera che lasciava un po’ preoccupati, conoscendo il loro valore e la loro solita affidabilità. Il running game, come sempre complicato, aggiungeva difficoltà di manovra e non permetteva all’attacco di avanzare in maniera fluida sul campo, costringendo ad un impiego più frequente del solito il punter Britton Colquitt. Per fortuna il trend si invertiva presto e soprattutto nel secondo tempo i ricevitori diventavano più precisi raccogliendo tutto quello che di buono (ed era tanto) passava in zona. Alla fine arrivano anche i touchdown, uno per Welker e uno per il TE Julius Thomas, ottima conferma dopo l’exploit della prima giornata. Anche Decker, dopo essere stato un po’ in ombra all’esordio, si rendeva protagonista ricevendo ben 9 palloni per un totale di 87 yards. L’apporto di Thomas come detto sta diventando importante, per lui 6 ricezioni per 47 yards e 1 TD. Un po’ in disparte l’altra arma offensiva di Manning, Demaryius Thomas, ma è qualcosa a cui dovremo abituarci. Non ci sono 10 palloni per tutti e quindi a seconda della situazione e dell’avversario vedremo più o meno impegnati i vari ricevitori. Non vorrei essere nei defensive coordinator avversari.

Knowshon Show

Il running game appare sempre macchinoso per i Broncos e anche domenica le cose non stavano andando diversamente. Pochissime yards guadagnate correndo sui primi down nel mezzo, linea offensiva che non apre spazi e running back che si schiantano contro la linea difensiva per un guadagno di un paio di yards quando va bene. Non bastasse, arriva anche morenol’errore in zona di touch down con il rookie Monte Ball che sta giusto per entrare in endzone quando un difensore gli colpisce il braccio e gli fa perdere il pallone per un sanguinoso fumble recuperato dai difensori per il touchback. Brutto errore che gli costerà spazio nei drive successivi. Spazio che viene dato a Knowshown Moreno, di nuovo titolare e che finalmente riesce a rendersi davvero pericoloso sulle corse. Dopo un inizio titubante anche per lui, si scalda con due buone ricezioni fuori dal backfield e poi ingrana la marcia giusta con due corse fotocopia sull’esterno destro della linea che valgono due touchdown (da 20 e 25 yard) grazie anche agli ottimi blocchi di Franklin e Decker. Moreno poi prende fiducia e riesce anche a guadagnare qalche yards nel mezzo cosa che per i Broncos è merce davvero rara. Insomma sembra un buon segnale per il reparto più debole della squadra. Moreno chiude con 90 yards all’attivo e 2 TD una prestazione davvero buona che speriamo sia di buon auspicio e che gli garantirà di essere ancora lui il running back titolare. Quello che preoccupava di Moreno in passato sono stati i tantissimi infortuni rimediati che ne hanno sempre rallentato la crescita, speriamo che con qualche anno di ritardo si possa finalmente puntare su di lui, che è pur sempre stato una prima scelta al draft.

Le conferme che fanno piacere

Ci sono stati elementi nuovi nell’attacco dei Broncos, il running game soprattutto, ma anche tante gradite conferme. Manning e il passing game funzionano alla grande e viene riconfermato anche il ritmo che i Broncos vogliono imporre alla partita. Il primo tempo serve quasi a stancare gli avversari che cercano in tutti i modi di non andare troppo sotto nel punteggio dando il massimo, ma nel secondo poi non riescono a tenere lo stesso ritmo, complice la stanchezza che aumenta e Manning trova spazi più aperti e riesce a mettere la marcia alta e creare il solco che decide il match nel terzo quarto. Per ora questo è stato lo svolgimento di entrambe le sfide che i Broncos hanno vinto in questa stagione. Se questa tattica funziona il merito è anche della difesa che nel primo tempo tiene bene gli avversari. Domenica è stata ottima e quando l’attacco andava un po’ a rilento non ha concesso quasi nulla (solo dei field goal) al Manning più piccolo con una statistica che è fondamentale, la tenuta sui terzi down, uno solo convertito sugli 11 tentati dai Giants. Grandissima prestazione che fa uscire la difesa dal campo e da le chiavi del match di nuovo al Manning giusto, il nostro. Tutto diventa poi più facile quando l’attacco ingrana e la difesa può dare la caccia al qb avversario costretto a lanciare per cercare di rimontare nel punteggio. Eli Manning ha subito solo un sack domenica ma la pressione è stata buona lo stesso costringendolo ad alcuni lanci affrettati e aiutando le secondarie a registrare ben 4 intercetti che hanno spazzato via le velleità di rimonta dei Giants. Un aspetto sul quale si deve migliorare, soprattutto in difesa, sono le troppe penalità concesse che avrebbero potuto riavvicinare nel punteggio i Giants. Alcuni errori sono stati coperti poi da ottime giocate successive ma sarebbe meglio essere più precisi. Ricordanoci che le ottime prestazioni stanno arrivando sempre con Bailey e Miller a guardare da bordo campo.

Il ritorno di Trindon

Quando i Texans all’inizio della stagione scorsa hanno tagliato Trindon Holliday in molti si sono chiesti perchè. Forse per la tendenza troppo accentuata a fare fumble sui ritorni, ma non certo per le sue doti di ritornatore puro. I Broncos non hanno perso tempo e hanno firmato il piccolo Trindon che ha ripagato la fiducia di John Fox con ben 5 ritorni da TD. holliL’ultimo proprio domenica, in un momento chiave del match. Un punt return da 80 yards che ha creato la distanza di sicurezza dai Giants nel terzo quarto e messo la partita nelle mani dei Broncos. Vero è che la tendenza a qualche errore di troppo ancora non l’ha persa, ma è di certo uno dei ritornatori più imprevedibili ed elettrizzanti di questa NFL e i Broncos sono ben contenti di averlo in squadra piuttosto che contro. A completare l’opera negli special teams il sempre preciso Prater che fa 2 su 2 e Colquitt che non sbaglia un punt confermando ancora una volta che le vittorie arrivano per merito di tutta la squadra e che un reparto da solo non può fare miracoli, nemmeno se a guidarlo è Manning.

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E’ cominiciata giovedi notte la stagione NFL con la prima partita di preseason. Buona per riprendere confidenza con il campo e per valutare quei giocatori che sembrano solo da training camp ma che potrebbero ritrovarsi tra circa tre settimane a far parte del roster.

Come sempre il risultato più importante è quello di evitare gli infortuni e quello che dice il tabellone a fine gara conta poco.

Di seguito alcune impressioni dopo aver visto il match:

Infortuni gravi evitati, come detto era l’obiettivo principale quindi bene cosi.

I titolari non giudicabili, solo una serie che si è chiusa con il punt per l’attacco. La difesa poco di più in campo ma non giudicabile.

Brock Osweiler gioca quasi tre quarti di match, sembra migliorato dallo scorso anno ma in ogni caso non porta la squadra a punti e non commette grossi errori. Dysert fa il suo esordio nel finale.

Hillman parte come running back titolare, gioca due serie e non lascia traccia. Montee Ball non fa meglio. Il migliore è stato CJ Anderson, ottime corse per lui (69 yards con 4.6 di media) ma contro le terze linee avversarie. Da rivedere nei prossimi match.

Tra i migliori il TE Julius Thomas, 4 ricezioni per lui e ottimi blocchi in azioni di corsa. Sfrutta al meglio il tempo che Fox lo lascia in campo. Sembra finalmente pronto a prendersi un posto a roster visti anche i recenti infortuni di Dreesen e Tamme.

La linea offensiva non convince. Poco tempo per il quarterback e poi la protezione collassa. I buchi per i running back sono pochi, soprattutto al centro. Speriamo le cose migliorino.

L’attacco sembra molto simile a quello dell’anno scorso, con Manning il gioco sui passaggi la farà da padrone. Manca ancora il running back trattore che possa guadagnare il down sui terzi e corto. Ma c’è tempo ancora.

La difesa va sicuramente meglio, 4 turnover a favore (2 fumble recuperati e 2 intercetti), l’unico TD della partita su fumble riportato in meta dal nuovo arrivato S. Phillips.

Ottima la prova della safety Ihenacho, già sorpresa del training camp, che parte titolare con Rahim Moore. Buoni tackle e sempre vicino alla zona della palla, davvero non male.

Discreto anche Omar Bolden tra i CB.

Altro giocatore in evidenza è Nate Irving, che gioca come SLB tra le riserve ed è autore di buonissime giocate.

Holliday è già in forma, un bel kick return di 44 yards. Colquitt e Prater le solite certezze.

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Una brutta vittoria è sempre meglio che una bella sconfitta. Così si può sintetizzare la domenica dei Broncos.

Come spesso capita quando tutto sembra già scritto, le difficoltà incontrate sono maggiori del previsto. I Chiefs arrivano da 5 partite perse in casa di fila quest’anno, i Broncos da 5 vittorie consecutive, il trend è chiarissimo. Una delle squadre più in forma contro una delle più disastrate. Non ci dovrebbe essere storia. E invece non va tutto come previsto, o quasi.

Kansas City è sempre un posto difficile dove andare a vincere per i Broncos, e i derelitti Chiefs di quest’anno vogliono rendere dura la vita ai leader della divisione. Brady Quinn (ex non certo rimpianto) guida l’attacco dei rossi, che si affida come ampiamente previsto al gioco di corse per cercare di tenere seduto in panchina Peyton Manning e mettere in difficoltà la difesa dei Broncos, in gran forma ma che ha dimostrato proprio nel contenere le corse il suo tallone d’achille.

La tattica riesce, all’inzio i Chiefs inanellano un serie di guadagni importanti con Jamal Charles, Peyton Hillis (altro ex), Shaun Draughn e Dexter McCluster, anche se in redzone la difesa dei Broncos tieni e limita i Chiefs a due field goal nei primi due drive. Nel mezzo un three and out dei Broncos che non partono con il piede giusto.

Se n’è già andato quasi tutto il primo quarto che i Chiefs controllano con le loro corse, lasciando correre il cronometro e non rischiando nulla, anche perchè i primi down arrivano e la posizione sul campo migliora a ogni giocata. I Broncos utilizzano invece una tattica opposta, poche corse anche perchè c’è Willis McGahee in infermeria e il suo posto è preso da Knowshon Moreno, che passa dalla tribuna al ruolo di titolare, lasciando a Lance Ball e Ronnie Hillman i ruoli di comprimari per la posizione di running back. Poche corse dunque e come sempre molti passaggi, ma non sempre a segno. La difesa dei Chiefs non è poi male, le secondarie coprono bene il campo e Manning è messo sotto pressione più del solito. Il risultato è un drive così così che viene chiuso con l’errore di Matt Prater che sbaglia un field goal dalle 47 yards.

Nel secondo quarto la trama del match non cambia, i Chiefs corrono ma la difesa sta iniziando a prendere le misure contentendo meglio i running back avversari. L’attacco prova a costruire qualcosa ma Manning quando prova a sparare sul profondo viene intercettato da Brandon Flowers e l’attacco rimane ancora a secco. Read on »

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