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AFC West Champions

La partita contro Houston, sulla carta facile visto che si affrontava la squadra col record peggiore della lega, serviva a verificare che non ci fossero cali di tensione e che la concentrazione rimanesse alta. C’erano obiettivi temp131222_Hays30--nfl_mezz_1280_1024ancora da raggiungere, come vincere la division e guadagnare uno dei primi due posti nel seed AFC per i playoffs, in modo da garantirsi una settimana di riposo e il fattore campo nel divisional. Obiettivi raggiunti entrambi a mani basse, con una partita solida che ha visto i Broncos dominare gli avversari e prendere il largo nel punteggio nel secondo tempo. I Texans schieravano in cabina di regia Matt Schaub reduce da un infortunio e consapevole che la sua avventura a Houston è giunta al capolinea, non poteva essere lui il pericolo per i Broncos. Denver doveva dare una risposta alla brutta sconfitta della partita scorsa contro i Chargers e la risposta è arrivata. Un primo tempo fin troppo equilibrato dove i Broncos dimostravano di essere la squadra più forte ma avevano un po’ le polveri bagnate vicino alla endzone portava il risultato all’intervallo sul 16-6 per gli ospiti. Nel terzo quarto l’unico vero passaggio a vuoto dell’attacco quando Manning ha lanciato ben 6 incompleti di fila, cosa mai avvenuta prima in stagione e i Broncos hanno fatto tre pessimi drive da three and out consecutivi (e quattro drive chiusi col punt), riaccendendo il lumicino della speranza per Houston. I Texans in quel periodo hanno messo a segno il loro unico TD di giornata portandosi vicino nel punteggio sul 16-13. Da di li in poi Manning ha deciso che era giunto il momento di chiudere il match e ha infilato tre td consecutivi che allungavano il distacco nel punteggio e davano la vittoria ai Broncos col risultato finale di 37-13. Grazie anche alla contemporanea sconfitta dei Chiefs contro i Colts, i Broncos sono per la terza volta di fila campioni della AFC West, tripletta mai avvenuta prima nella storia di Denver. Complimenti alla squadra e a coach John Fox che nei suoi tre anni come head coach ha portato a casa sempre il titolo di division. I Broncos si sono garantiti anche il diritto di giocare in casa il divisional del playoffs e di saltare la wild card, avendo una settimana di riposo. Resta solo da conquistare il seed numero 1 in AFC che garantirebbe di giocare in casa anche l’eventuale finale AFC. Vincendo domenica prossima contro i Raiders l’obbiettivo sarà raggiunto.

Manning 51

La partita contro i Texans verrà ricordata non solo per i successi di squadra ma soprattutto per i successi personali di Peyton Manning. Il qb ha battutto infatti il record di passaggi da TD realizzati in una singola stagione, che apparteneva a Tom Brady con 50 td. Manning grazie ai suoi 4 td ha portato il record a 51, con una partita ancora da giocare. Il passaggio da record è arrivato nell’ultimo periodo ed è stato ricevuto dal TE Julius Thomas. Manning ha dichiarato al termine del match di essere molto contento per il record, essendo un grande studioso del gioco e della storia della NFL, ma di essere anche ben consapevole che i record sono fatti per essere battuti e che la tendenza NFL degli ultimi anni è molto più orientata verso il gioco sui passaggi. Non sarebbe sopreso se l’anno prossimo fosse proprio Tom Brady a battere nuovamente il suo record. La sua dichiarazione è stata molto elegante, Manning resta uno dei professionisti più seri e meno “personaggi” della NFL di oggi, portando grande rispetto per i suoi avversari e dimostrande anche un filo di umiltà che non fa mai male. Vero che il record è importante ma la sensazione ascoltando le sue parole è che molto più importante sia riuscire a vincere il Super Bowl, piuttosto che avere il proprio nome in quasi tutti i record ma essere ricordato come “perdente” di successo. Questo lascia ben sperare noi tifosi, certi che Manning metterà tutto se stesso per raggiungere l’obiettivo più importante, lasciando i successi personali in secondo piano. Il record di Manning fa riflettere perchè anche durante questa stagione strepitosa e che lo porterà con tutta probabilità a vincere il quinto MVP della carriera, non sono mancate le critiche e i momenti di incertezza attorno a lui. Significativo come si riesca comunque a trovare dei lati negativi, e io stesso l’ho fatto più volte, a quello che in questo momento è senza dubbio il qb più di talento in tutta la NFL. Certo manca ancora l’ultimo passo, dimostrare nei momenti decisivi di essere determinante. Speriamo che anche questo aspetto venga fuori in questa stagione di per se già clamorosa

L’attacco gira a mille

Detto di Manning e del suo record, bisogna elogiare tutti i suoi compagni di reparto che stanno disputando una stagione fantastica. Nonostante l’assenza di Welker, che in alcune occasioni si è fatta sentire parecchio temp131222_Hays19--nfl_mezz_1280_1024soprattutto sui terzi down, i ricevitori restano una garanzia. Thomas e Decker hanno ricevuto più di 100 yards a testa anche domenica realizzando rispettivamente 1 e 2 td. A loro si aggiunge Julius Thomas, 6 ricezioni e un td per lui e stanno trovando il loro spazio anche Andre Caldwell e Jacob Tamme, spesso cercato e pescato da Manning proprio per l’assenza di Wes Welker. A dar manforte al gioco di passaggi, c’è anche un gioco di corse davvero credibile, con Moreno che per la prima volta in carriera supera le 1000 yards di corsa stagionali (76 yards per lui domenica) coronando così la sua miglior stagione da quando è arrivato ai Broncos scelto al primo round del draft. E’ arrivato tardi, ma si può dire che ora sia un running back di tutto rispetto. Il rookie Montee Ball ha risolto (si spera) i problemi di fumble e sta facendo vedere ottime cose, tanto che proprio domenica mi è sembrato molto strano nel terzo quarto, durante il periodo dei sei incompleti di Manning, come non si cercasse di correre di più ma si volesse insistere sui passagi. Ora il running game da garanzie e apre il gioco per i passaggi, nei playoffs questa sarà la chiave contro le difese forti, quindi dimenticarsi per tanto tempo delle corse è una strategia da non ripetere. Se vogliamo trovare un lato negativo dell’attacco dei Broncos di domenica, si può individuare nella linea offensiva che ha concesso un po’ troppo alla difesa dei Texans, facendo subire a Manning qualche colpo che si poteva evitare. Anche le penalità andrebbero ridotte, una costante fino ad ora in stagione, spesso risultano dannose in momenti chiave del match.

Incognita difesa

Se l’attacco sta molto bene ed è certamente il nostro punto di forza, la difesa mi lascia ancora piuttosto perplesso. Domenica si è vista una bella prova del reparto difensivo, capace di limitare il seppur anemico attacco dei tempAP631564221481--nfl_mezz_1280_1024Texans. Sono ritornati anche i turnovers, con gli intercetti di Mike Adams e Dominique Rodgers-Cromartie, che ultimamente erano merce rara da quella parte del campo. Di fronte non c’era certo il nemico peggiore, una squadra senza running back e con un qb in stato confusionale non possono essere un test attendibile anche se prendiamo volentieri atto della bella prestazione. Quello che non mi convince è che ancora una volta è cambiato lo schieramento titolare. Ihenacho è tornato in campo come safety, ma Woodyard è ancora in panchina giocando solo qualche formazione difensiva ad hoc e negli special teams. Al suo posto Paris Lenon, che ha giocato discretamente sulle corse ma sui passaggi è stato pescato un paio di volte lontano dal suo uomo. Questo cambio ancora non riesco a spiegarmelo. Tra i cb, il recuperato Champ Bailey ora è diventato il terzo cb, gioca nelle formazioni di nickel e si occupa del ricevitore in slot, lasciando Chris Harris Jr sugli esterni. Il cambio sembra funzionare, Harris, solido per tutta la stagione, ha giocato la sua miglior partita andando a negare ricezioni importanti ai ricevitori avversari con ottime giocate. L’assenza di Webster per infortunio, sembra brutto dirlo, ma potrebbe essere un bene. Il rookie infatti nonostante le sue enormi qualità atletiche, troppo spesso è stato battuto uno contro uno questa stagione. Ancora tanto tempo in campo per Omar Bolden e ancora non sono convinto delle sue qualità come safety. Insomma l’assetto difensivo non è ancora ben chiaro e questo non può lasciare tranquilli i tifosi in vista dei playoffs.

Von Miller fuori

A questo ci dobbiamo aggiungere che Von Miller, il punto di forza (almeno sulla carta) della nostra difesa, sarà costretto ai box per il resto della stagione e per i prossimi sei mesi almeno. Durante un’azione di gioco si è rotto infatti il legamento crociato anteriore del ginocchio destro e per lui la stagione è finita in quel momento. Ora sulla carta potrebbe essere una perdita determinante per un reparto già traballante come la nostra difesa. Quest’anno però il Von Miller visto all’opera nulla aveva a che fare con quello dell’anno passato. Perse le prime sei partite per squalifica, quando è tornato è stato efficacie solo a sprazzi, alternando partite discrete e promettenti a prestazioni molto opache tanto da prendersi la cazziata pubblica da Jack Del Rio. Insomma un Von Miller direi ampiamente insufficiente e nessuno ci garantisce che avremmo visto il vero Von Miller da qui alla fine della stagione. Certo con lui in campo gli avversari devono tenere sempre gli occhi aperti e qualche raddoppio devono farlo, lasciando più spazio in altre parti del campo, ma se Miller non avesse nettamente migliorato il suo rendimento non sarebbe stato decisivo. Diciamo che l’assenza non è un bene, ma non è così grave, a mio parere, di quello che si potrebbe pensare. Quello che mi preoccupa di più se vogliamo è l’assenza di Wolfe, abile sulle corse, e la mancanza di sacks da parte di Phillips che era partito molto bene quest’anno. Forse sta sentendo un po’ la fatica e speriamo che la settimana di riposo possa aiutarlo a recuperare un le energie.

MHC MVP – Peyton Manning 32 completi su 51 per 400 yards e 4 TD

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Un pessimo inizio

Seconda sfida stagionale con i Chiefs, rivali di division e di conference, determinate per stabilire le gerarchie di accesso alla griglia dei playoff. I Broncos due settimane fa hanno vinto la gara in casa e ora devono riconfermarsi in trasferta, per mettere le mani in maniera importante sulla AFC West. Manca Julius Thomas e soprattutto manca Dominique Rodgers-Cromartie, il migliore delle secondarie in questa stagione. Con lui, assente anche la safety Rahim Moore sostituito da temp131201-Hays-11--nfl_mezz_1280_1024Mike Adams. Gioca invece Moreno, che era uscito in stampelle dalla partita precedente contro i Patriots e ritorna in campo Champ Bailey, il grande assente di questa stagione. L’inizio del match per lui però è pessimo, come per il resto della squadra. Le prime ricezioni sono tutte verso i ricevitori coperti da Bailey che si dimostra non ancora pronto e non certo al livello a cui ci ha abituati. Jamal Charles è difficile da contenere e si arriva ben presto vicino alla endzone per l’attacco dei Chiefs. Quando ormai la segnatura sembra imminente, la giocata di Woodyard, che intercetta un passaggio di Alex Smith in endzone interrompe bruscamente il drive dei Chiefs e smorza sul nascere l’entusiasmo dei padroni di casa. Manning però restituisce il favore pochi giochi dopo, lanciando anche lui un intercetto e lasciando così in parità il match e il conto degli errori. La partita riprende con l’attacco dei Chiefs che continua a mettere in difficoltà la difesa dei Broncos, questa volta riuscendo anche a mettere punti sul tabellone. I Chiefs dopo il primo intercetto infatti infilano tre touchdown consecutivi andando avanti nel punteggio e la partita sembra già prendere la sua strada. Se non bastasse l’attacco dei padroni di casa a mettere in difficoltà la nostra difese, ci si mette anche lo special teams. La giocata di K. Davis è da manuale, riporta in touchdown un kickoff di Matt Prater con una corsa di ben 104 yards, seppur inseguito da Bruton e Bolden, due dei più veloci difensori dei Broncos. L’attacco guidato da Manning oggi non sembra ai suoi massimi livelli e si accende a drive alterni. Dopo l’intercetto Manning riesce a realizzare il touchdown pescando Decker con un bellissimo passaggio da 41 yards ma nel drive successivo è di nuovo intercettato dalla difesa avversaria e le cose si rimettono male. Gli errori di Manning iniziano a essere un po’ troppi e non sembra la sua partita.

Decker stellare

Il primo tempo si chiude con i Chiefs in vantaggio solo per 21-14 perchè fortunatamente i Broncos riescono nel finale di secondo quarto a riportarsi sotto grazie a un bel drive offensivo, chiuso con la segnatura di Moreno su screen pass da 3 tempAP447074344033_1--nfl_mezz_1280_1024yards di Manning. All’intervallo le sensazioni sono di una partita complicata, ma ancora aperta. Dopo il pessimo inizio ci sono ancora tutte le condizioni per ribaltare il risultato, e le chiavi del match sono in mano all’attacco che per ora sta perdendo il confronto con l’ottima difesa dei Chiefs. Ad aiutare Manning però oggi c’è un super Eric Decker, che non sbaglia una ricezione e viene pescato alla grandissima per tutto il secondo tempo dal qb dei Broncos. Le giocate del duo Manning – Decker rimettono in partita i Broncos che vanno avanti nel punteggio grazie ai tre td del ricevitore numero 87, nei primi tre drive del secondo tempo. Il modo migliore di fugare i dubbi che iniziavano a venire dopo il primo tempo incolore. I Broncos ora controllano il match in vantaggio 35-21 a pochi minuti dopo l’inizio dell’ultimo periodo. I Chiefs provano a rifarsi sotto e si avvicinano con la meta realizzata da J.Charles  ma non basta e i Broncos riescono a limitare i danni consumando a sufficienza il tempo sul cronometro e portano a casa una vittoria determinante per la division e per i playoff dell’AFC. Decker è stato il grande protagonista del match, per lui 8 ricezioni per 174 yards e ben 4 td. Le statistiche di Manning sono alla fine del match più che discrete, nonostante i due intercetti inziali. I numeri dicono 22 completi su 35 tentativi, ben 403 yards e 5 td con un qb rating più che buono di 118 punti.

Finalmente Montee Ball

Non solo gioco di passaggi però nella domenica dei Broncos, come successo nelle ultime giornate le corse stanno diventando un fattore importante. Moreno oggi non ha fatto la sua miglior partita, anzi tutt’altro. Sulle corse ha faticato parecchio e probabilmente ha pesato anche l’infortunio subito domenica scorsa. Solo 18 yard in 15 portate, nonostante il grande impegno in tutte le azioni in cui è stato chiamato in causa. Il suo apporto è comunque arrivato sui passaggi, dove ha rifatto vedere alcune giocate degne di nota, guadagnando molte yards dopo la ricezione. Alla fine per lui 72 yards ricevute con 4 passaggi e una meta. Mancato il suo apporto sulle corse, è arrivata la prima prova importante in carriera per il rookie Montee Ball. Apparso già in crescita nelle ultime giornate, ma con gravi problemi di fumble, domenica è riuscito ad avere un buon controllo del pallone e molta più sicurezza. Sicuramente la strada è ancora lunga ma se riesce a risolvere i problemi con la palla, Ball può essere davvero un grande running back. Domenica ha conquistato 117 yards con 13 corse e in tutte le occasioni in cui è stato chiamato in causa è sembrato ottimo nel centrare i buchi creati dalla linea offensiva, senza troppi indugi e solido a sufficienza da non essere placcato subito al primo contatto. Ha il fisico ideale per il ruolo del running back completo, non un fulmine di velocità e non un trattore ma promette davvero bene. Speriamo la strada intrapresa sia quella giusta.

Champ Bailey molto indietro

Le note positive vanno però messe sul piatto della bilancia con quelle negative, e purtroppo ce ne sono. Champ Bailey è rientrato dall’infortunio ma è in una condizione di forma troppo scarsa per essere presentabile. Sempre battutto dal suo diretto avversario, ha subito ancora dei colpi duri al fisico già acciaccato e questo non può fargli troppo bene. Ma la cosa che fa preoccupare è che per tutto il secondo tempo, con la partita ancora in equilibrio il buon Champ è stato fatto accomodare in panchina a guardare i suoi compagni giocare. Il rookie Webster e Quentin Jammer, oltre a Tony Carter e Chris Harris Jr hanno giocato da CB. Di certo qualcosa a cui Bailey non era abituato. Il suo apporto è fondamentale e lo sarà ancora di più quando si arriverà ai playoffs. Lui e il, si spera, recuperato Rodgers-Cromartie devono garantire quella copertura sulle secondarie fondamentale per la difesa, che spesso sarà attaccata sui passaggi. Altro non fattore del match e altra delusione di stagione è Von Miller. Ancora una volta un fantasma o quasi. Il suo apporto statistico si riduce a 2 tackle e per un linebacker, seppur con compiti di caccia al qb, è davvero troppo poco. Anche da lui bisogna pretendere di più. Contro Kansas City la difesa non è mai riuscita a mettere pressione su Alex Smith, che esce intoccato dal match. L’assenza di Wolfe toglie ancora più efficacia alla pass rush, e il solo Shawn Phillips non può bastare. Per Wolfe sono ancora indefiniti i tempi di recupero dato che si trova al momento ricoverato in ospedale per accertamenti dopo aver accusato sintomi riconducibili a una crisi epilettica. Speriamo non sia niente di così grave e che la situazione possa migliorare al più presto, anche se proprio a inizio stagione aveva già subito una commozione cerebrale. Insomma la difesa più che sugli schemi va migliorata dal punto di vista delle prestazioni personali. Se i grossi nomi come Bailey e Miller non si rimettono in carreggiata al più presto potrebbe essere dura la strada che conduce al grande ballo.

Grazie coach Del Rio

La buona notizia è che da questa settimana John Fox è tornato a tutti gli effetti a essere il coach dei Denver Broncos e si è detto in splendida forma dopo il riposo forzato. Il lavoro di Jack Del Rio è stato più che discreto, 3-1 il suo record finale e temp131101_Bakke_52--nfl_mezz_1280_1024soprattutto gli è stato riconosciuto da John Elway la grande professionalità e abilità di aver saputo gestire il doppio ruolo di defensive coordinator e head coach contemporaneamente. Proprio a Del Rio, lo stesso Elway ha dedicato il game ball del match contro Kansas City. E’ difficile stabilire quanto ci abbia messo lui nella gestione tattica di queste quattro partite, fase in cui (soprattutto le prime tre) si è corso nettamente di più e si è preservato Manning dal lanciare troppo spesso, un po’ perchè così chiedevano i match, un po’ per il suo problemino alla caviglia. Di certo la gestione Del Rio non ha avuto lati negativi e chi non fosse un osservatore abituale dei Broncos nemmeno si sarà accorto del cambio di head coach. In questi casi i rischi di fare danni sono maggiori delle possibilità di dare valore aggiunto, quindi giudico in maniera molto positiva la parentesi da head coach dei Broncos per Jack Del Rio. Ora bentornato John Fox al comando della squadra, sicuramente il suo apporto farà bene anche solo perchè permetterà una miglior distribuzione della gestione della squadra con Del Rio che tornerà a occuparsi solo di difesa. La situazione dei playoffs è ancora apertissima, coi Broncos al primo posto nei seed AFC davanti ai Patriots e ai Chiefs che inseguono col record di 9-3. La strada è ancora lunga ma almeno le mani sulla division, visto il doppio successo sui Chiefs, sembra che si siano messe, serve solo stare attenti ai passi falsi, a cominciare da domenica prossima quando verranno a Denver i Tennessee Titans.

MHC MVP – Eric Decker 8 ric per 174 yards e 4 TD

 

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L’atteso confronto

temp131117_Bakke12--nfl_mezz_1280_1024Finalmente è arrivato il momento del confronto con i sorprendenti Kansas City Chiefs, vera rivelazione dell’anno che stanno impressionando tutta la lega e che hanno dalla loro il miglior record NFL, 9-0 e sono l’unica squadra ancora imbattuta. L’attesa è grande perchè i Broncos, alla vigilia della stagione nettamente favoriti per dominare la AFC West, si trovano al momento a inseguire e una sconfitta complicherebbe molto la situazione in vista dei playoff. C’è molta curiosità intorno a questo match, bisogna capire se entrambe le squadre sono veramente così forti, oppure hanno fatto un buon cammino fin qui aiutati dalla buona sorte e dal calendario. Entrambe hanno infatti affrontato solo squadre con il record perdente, unica eccezione i Colts, che hanno fatto registrare peraltro l’unica sconfitta dei Broncos. Non è della partita Champ Bailey ancora infortunato e tutto sommato, visto il brutto stato di forma del futuro hall of famer, forse non è poi nemmeno un male per i Broncos. Dall’altra parte invece è presente quel Dwayne Bowe che, dopo aver fatto visita alle patrie galere per certi comportamenti discutibili fuori dal campo, è di nuovo pronto a vestire l’uniforme dei Chiefs. Torna titolare la safety Duke Ihenacho, rivelazione di quest’anno. La difesa dei Chiefs è la loro migliore arma e con quella, più che con l’attacco, hanno fin qui dominato. Manning è il bersaglio grosso dichiarato fin dalla vigilia e pertanto l’attenzione deve essere massima per i padroni di casa. Dall’altro lato del campo il loro attacco non fa così tanta paura, seppure Jamal Charles non è nuovo a fare bella figura contro i Broncos. La nostra difesa quest’anno sta dominando contro le corse ed è un po’ più imprevedibile sui passaggi dove ha alternato buone cose a mezzi disastri. In ogni caso la chiave della partita sarà vedere come si comporta il nostro attacco contro la loro difesa, i due reparti che detengono molti record in stagione.

Cambia la tattica

Miglior attacco contro miglior difesa, di solito questi confronti non sono mai facili da pronosticare e il più delle volte è la difesa a uscirne vittoriosa. Sarà per questo motivo, o forse anche per il leggero infortunio subito da Manning domenica scorsa alla caviglia, che la necessità di proteggerlo diventa il primo punto sulla check list in preparazione del match. Jack Del Rio che di difesa ne sa qualcosa, decide insieme al suo staff di mischiare un po’ le carte e cambia l’approccio tattico temp131117_Bakke24--nfl_mezz_1280_1024alla partita. Rispetto a tutte le altre uscite stagionali, i Broncos scelgono di controllare il cronometro e di stancare la difesa avversaria con delle corse per aprire i down e non mettere troppo a rischio Manning. La tattica funziona alla grande, correre e guadagnare yards a ogni corsa (cosa non scontata), permette ai Broncos di gestire il match e dopo essersi portati in vantaggio per 10-0 nel primo quarto grazie al fg di Matt Prater e al touchdown di Julius Thomas (ricezione da 9 yards), di gestire la partita senza mai andare in difficoltà. I Chiefs riescono solo ad avvicinarsi sul 10-7 grazie a Bowe (6 yard di ricezione da A. Smith) ma i Broncos non danno mai l’impressione di perdere il controllo sul match. La partita continua con questa tattica, meno spettacolare del solito, dove si corre o se si lancia lo si fa immediatamente, con passaggi corti o screen pass, in modo da ridurre al massimo i rischi di subire sack contro la miglior difesa in circolazione. Grazie anche alla prima prova col punto esclamativo di Montee Ball, autore di due TD, i Broncos prendono il largo nel punteggio. I Chiefs, chiamati a rincorrere, cosa mai capitata prima in stagione, dimostrato tutti i loro limiti offensivi. Troppo impreciso Alex Smith e con la linea offensiva che subisce gli attacchi della nostra difesa, non impesieriscono mai i Broncos e danno anzi l’idea che il loro 9-0 sia più frutto di circostanze fortunate, che nella seconda parte dellla stagione potrebbero non ripetersi, che di un reale dominio e strapotere nella lega.

Manning l’intoccabile

La partita è stata vinta in trincea, come succedeva ai “vecchi tempi”, una di quelle partite dove il dominio fisico sulla linea ha fatto tutta al differenza del mondo. La linea offensiva dei Broncos è stata strepitosa nel proteggere Manning, per lui nessun sack subito e mai nessun avversario nei suoi paraggi, è stato sfiorato solo una volta e per lui giocare così è fondamentale, anche per temp131117_Bakke22--nfl_mezz_1280_1024preservare la caviglia acciaccata. I due tackle, messi sotto pressione dai DE avversari hanno retto alla grande e va segnalata la bellissima partita di Ryan Clark che aveva il compito più difficile, proteggere il lato cieco del qb dagli attacchi di Tamba Hali e degli altri Chiefs. Il gioco di corse è stato ben effettuato, i numeri non sono strabilianti e dicono 104 yards guadagnate in 36 corse, ma la distribuzione dei giochi e l’alternanza di corse e passaggi in situazioni dove fino a ieri i Broncos lanciavano nel 90% dei casi è stata importante per tenere la mani suo match. Moreno ha fatto una prova discreta, segnando a tabellino 27 corse (record stagionale) per 79 yards e Montee Ball come detto ha realizzato due bei touchdown in situazione di redzone dimostrando che il fiuto per il TD non l’ha perso (sul il record di TD al college). L’unico fumble commesso dall’attacco, ancora da Ball in uno scambio di palla con Manning, potrebbe far calare un po’ il giudizio sul rookie, ma dopo la partita è stato lo stesso Manning a chiarire le cose e prendersi la responsabilità dell’errore dovuto a un suo posizionamento errato del pallone. Non c’è stato solo gioco di corse e non potrebbe essere diversamente per questi Broncos, i passaggi ci sono stati e sono stati tanti come sempre. Manning ha completato 24 lanci su 40 tentati per 323 yards di guadagno e 1 “solo” TD. Come sempre tutti i ricevitori coinvolti anche se oggi sugli scudi ci finisce Wes Welker, che per i passaggi corti è sempre un arma fantastica. 8 ricezioni per 72 yards per lui. La giocata più lunga spetta però a D. Thomas con un bel gioco da 70 yards in una delle sue 5 ricezioni di giornata.

Shawn Phillips, protagonista low cost

Vinto lo scontro principale tra il nostro attacco e la lora difesa, per vincere il match serviva che il nostro reparto difensivo non facesse scherzi e così è stato. La prova della difesa è stata molto positiva, sugli scudi la linea che ha messo grande pressione su Alex Smith, realizzando 3 sacks e in molte altre occasioni ci è andata vicino. Protagonista di giornata il de/olb Shawn Phillips con 1.5 sacks, 10 tackle e tanta pressione su Smith, sta confermando di essere una delle firme in free agent più sottovalutata di tutta la NFL. Dopo il clamoroso fax gate del caso Dumervil, la dirigenza è stata eccezionale nel non farsi prendere dal panico e non dare milioni di dollari a Freeney o Abraham, ma ha saputo aspettare l’occasione temp131117_Christus16--nfl_mezz_1280_1024giusta firmando l’ex nemico (nonchè odiato) lb dei Chargers. La sua stagione è semplicemente all’altezza di quello che faceva il buon Elvis l’anno scorso, ha già registrato 9 sacks in stagione e 28 tackle con un rendimento eccellente e uno stipendio di circa 10 volte inferiore di quello che era destinato a Dumervil, guadagna infatti 1 M$ per 1 anno di contratto. Ottima mossa del front office che secondo me dovrebbe pensare seriamente di riconfermarlo alla fine della stagione. Oltre a Phillips domenica si è messo in evidenza anche Malik Jackson, un giovane che sta facendo vedere ottime cose nel poco tempo in cui viene utilizzato. La sua crescita è importantissima per dare sostanza a forze fresche alla linea e la sua versatilità gli permette di giocare sia com DE che come DT in situzioni di passaggio. Domenica per lui 3 tackel, 0.5 sacks e due passaggi deviati sulla linea a interrompere azioni importanti per gli avversari. Chi non si è visto domenica è stato Von Miller, ed è una mancanza grave. La sua stagione già complicata per la squalifica non è ancora decollata e speriamo che sia solo questione di tempo. Il suo apporto è fondamentale per riuscire a raggiungere traguardi importanti, e Jack Del Rio a fine partita ha espresso chiaramente ad alta voce il suo disappunto per la prova di Miller. Le secondarie se la sono cavata bene con alcune giocate spettacolari di Dominique Rodgers-Cromartie per cui vale lo stesso identico discorso fatto per Phillips. Grande acquisizione in off-season, ottimo prezzo, ma solo 1 anno di contratto e la necessità di confermarlo per i prossimi anni perchè ha tutte le qualità che servono a un buon cb NFL. Da registrare purtroppo il brutto infortunio a Rahim Moore, di cui non è ben chiara l’origine ma sembra che un muscolo della gamba abbia iniziato a sanguinare causando un’emorragia interna e quindi una eccessiva compressione dell’arto che rischiava di procurare danni ai nervi. Dopo aver sentito già fastidio in settimana, Moore ha dovuto lasciare il campo durante il match ed è stato già operato nella giornata di lunedi, i tempi di recupero però sono indefiniti al momento ma si teme un lungo stop, tanto che è stato messo proprio oggi nella injury list con l’opzione per essere reinserito a roster dopo 6 settimane. Al suo posto è stato firmato Micheal Huff, ex prima scelta al draft e grande promessa che poi si è persa un po’ nel cammino NFL ma che ha al suo attivo più di 90 partite da titolare.

Al posto di guida

La vittoria di domenica rimette i Broncos in testa alla AFC West e come si usa dire in questi casi sono padroni del proprio destino. Al momento hanno il miglior record NFL e il vantaggio nello scontro diretto coi Chiefs. Le prossime partite saranno però molto dure, a cominciare da domenica prossima (ancora Sunday Night) quando i Broncos affronteranno i New England Patriots in tasferta. La squadra di Brady è sempre pericolosa, al momento ha un record di 7-3 e resta una seria candidata alla finale AFC, forse l’unica vera avversaria sullo stesso livello dei Broncos. Le altre squadra in corsa per i playoff sono i Bengals (7-4) e i Colts (7-3) che stanno comandando agevolmente le loro division e difficilmente perderanno l’accesso alla post-season. Per la wild card un posto è sicuramente occupato dalla seconda della AFC West (ci auguriamo i Chiefs) e per l’altro sono parecchie le squadre in corsa con un record di 5-5 ma nessuna di loro sembra al momento in grado di poter far strada nei playoffs. Sarà fondamentale giocarsi bene il ritorno contro Kansas City in trasferta, perchè bisogna assolutamente vincere la division per non dover ricorrere alla wild card e giocarsi poi i playoffs sempre in trasferta, ma è ancora presto per pensarci, intanto domenica andrà in scena l’ennesimo Manning Vs Brady con special guest l’ex di lusso Wes Welker.

MHC MVP – Shawn Phillips – 10 tackle, 1.5 sacks, 2 hits

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Manning, Manning, Manning, Manning, Manning, Manning, Manning

Sette volte Manning, come sette sono i passaggi da touchdown lanciati dal fuoriclasse dei Broncos. Record NFL eguagliato con una naturalezza e una semplicità incredibile, per un raggazzotto di 37 anni che solo un anno fa rimetteva piede in un campo da football dopo aver subito più operazioni al collo e aver visto in pericolo la sua carriera. Una stagione già ricca di successi dopo, Manning dimostra di essere ancora il più forte con un esordio stagionale che resterà nella storia. I numeri dicono 27 completi su 42 passaggi tentati, 7 touchdown, zero intercetti e un qb rating di 141.1

Peyton ManningUna prestazione maiuscola in un attacco che viaggia a mille all’ora, una statistica recitava che gli attacchi dei Broncos partivano in media ogni 20 secondi, velocità incredibile frutto del no-huddle offense e voluta dall’offensive coordinator Adam Gase, per sfiancare le difese. I risultati si sono visti tutti, soprattutto nella seconda parte del match, quando la difesa dei Ravens non riusciva più a contrastare le giocate di Manning e soci. Da quel momento i Broncos (sotto 17-14 all’intervallo) hanno preso il largo e nonostante una leggerissima sbandata, non hanno più permesso ai Ravens di stare in partita.

Se le premesse per la stagione di Manning sono queste, ne vedremo delle belle.

Signori, vi presento Julius

julius-thomas-denver-broncos-baltimore-ravensManning eccellente dunque e i destinatari dei suoi lanci non sono stati da meno. Solo un paio di palloni lasciati cadere a inizio match e poi tutto l’attacco ha iniziato a carburare e a girare come se fosse una macchina ampiamente rodata. Tutti si aspettavano di vedere cosa potesse aggiungere Wes Welker a una coppia di ricevitori già super (D. Thomas e E. Decker) e le attese non sono rimaste deluse. Il neoacquisto arrivato dai Patriots è stato subito protagonista di una partita super e l’intesa con Manning è già ottima, tanto che a lui sono stati recapitati 9 passaggi di cui 2 buoni per la meta. La vera sopresa però è stata un’altra, che forse solo i tifosi di Denver attenti ai report degli ultimi due training camp potevano aspettarsi. Parlo del TE Julius Thomas. 1 ricezione in carriera per lui prima di ieri sera, si trova a partire da titolare per l’infortunio di Dreessen e sfrutta al meglio l’occasione. Ben due TD per lui e un’altra splendida giocata dopo una ricezione per un lungo guadagno. Ex giocatore di basket (come Antonio Gates) sfrutta la sua stazza per creare evidenti mismatch contro ogni safety o linebacker avversario e Manning è prontissimo a vederlo e servirlo. Sono suoi infatti i primi due td del match. Discreto, solo con qualche piccola sbavatura, anche sui blocchi, se riuscirà a tenere lontano gli infortuni Julius Thomas è destinato a fare davvero una stagione speciale.

Il running game? Ci pensa Welker

Gioco sui passaggi dunque che funziona a meraviglia, il lato negativo dell’attacco è il running game. Parte titolare Moreno, avvantaggiato dal conoscere già gli schemi e dalla buona capacità di bloccare per Manning, qualità indispensabile per ogni running back che giochi vicino al numero 18 arancione. La sua performance è appena sufficiente, non riesce sulle corse a guadagnare molto ma si fa trovare pronto nei blocchi e come ricevitore fuori dal backfield. Le medie però restano troppo basse e rendono inaffidabile cercare di correre su un terzo down. Quello però che si nota è come i giochi di corsa siano praticamente sostituiti dal contributo di Wes Welker. Il numero 83 si fa carico di tutti quei piccoli guadagni che di solito arrivano dal gioco di corsa, con ricezioni da 4, 5 o 6 yards che aprono i down oppure convertono i terzi down, grazie anche alla precisione chirurgica di Manning nel pescarlo sulla breve distanza. Il suo ruolo diventa ancora più fondamentale dunque per questo aspetto e permette ai running backs dei Broncos (anche Hillman e Ball impegnati ma con gli stessi risultati di Moreno) di non avere troppa pressione addosso e limitarsi al minimo indispensabile e al non commettere errori. Il peso di questo attacco non è su di loro.

Manca Von Miller ma non se ne accorge nessuno

Attacco stellare, 49 punti a tabellino. E la difesa? Senza Von Miller e Champ Bailey, di certo i due migliori giocatori in quel reparto, c’erano dubbi sulla tenuta contro uno degli attacchi più solidi della lega. Anche qui però arrivano belle notizie. Non è spettacolare come l’attacco, può migliorare ancora tanto, ma il reparto difensivo ha risposto ai dubbi del precampionato in maniera molto positiva. Il nuovo assetto piace, piace Woodyard come middle linebacker, sempre vicino alla palla e buono in copertura, piace Trevathan come weakside linebacker. La sua velocità gli permette di coprire tutto il campo e anche lui è stato una della belle risposte a chi si mostrava critico sul reparto. Mancava Von Miller, e con Dumervil dalla parte sbagliata della linea di scrimmage ci si chiedeva che tipo di pressione potessero procurare i difensori dei Broncos. La risposta è arrivata grazie a una delle acquisizioni di mercato meno chiacchierate e più sottovalutate, l’acerrimo (ex) rivale Shawn Phillips. L’ex Chargers, sempre pronto ad attaccar briga se capita l’occasione, si è dimostrato ancora un ottimo giocatore e ha condito la sua ottima prestazione di ben 2.5 sacks a dimostrare che il suo innesto sarà fondamentale anche, e ancora di più, quando tornerà Von Miller. Davvero una bella partita la sua.

Un altro giocatore che mi ha davvero impressionato è stato Dominique Rodgers-Cromartie. In copertura sull’uomo è fantastico, non cede mezza yard nemmeno ai giocatori più forti e ha praticamente cancellato Smith (quando era nella sua zone) dal match. Lo stesso Smith che l’anno scorso aveva invece fatto penare parecchio Champ Bailey. L’unico difetto di DRC è che qualche volta è sembrato non attento ai giochi o peggio ancora non conoscere ancora bene gli assegnamenti, trovandosi in posizione errate al momento dello snap o facendo coperture in zone di altri giocatori. Se verranno limati questi difetti (studia il playbook!!) abbiamo un altro asso nella nostra difesa.

La giocata più stupida dell’anno

AP-Ravens-Broncos-FootballPartita dominata, soprattutto nel secondo tempo quando i Broncos hanno preso il largo, ma c’è stato un momento in cui i fantasmi del finale della scorsa stagione hanno fatto un timido tentativo di tornare a farsi vedere. Complice la giocata più stupida dell’anno, comprese le partite che ancora si devono giocare. Dubito infatti che succederà qualcosa di più assurdo di quello che ha fatto Danny Trevathan. Dopo un intercetto sulle 20 yards avversarie, sta riportando industurbato il pallone in touchdown, per la meta che fisserebbe il punteggio sul 49-17 e scriverebbe i titoli di coda già a metà del terzo quarto, quando decide di iniziare a festeggiare ben prima di superare la linea di meta. Il risultato è che si dimentica la palla e la lascia cadere qualche centimetro prima di varcare la meta, determinando dunque il fumble e non il td. Non bastasse questa topica madornale, Woodyard che è molto più sveglio, si accorge dell’errore e cerca di ricoprire il pallone prima che esca dalla endzone e che venga quindi dichiarata palla persa. Nell’azione però arriva un giocatore dei Ravens che si fionda su Woodyard piegandogli malissimo una gamba e rischiando di infortunarlo gravemente. La palla esce dal campo nell’area di meta e viene dichiarato dunque il touchback, palla ai Ravens, TD non valido (perchè mai avvenuto) e Woodyard portato fuori a braccia dai medici. Trevathan si rende conto dell’errore e cerca di discolparsi mentre Jack Del Rio, il coach della difesa gli ulra in faccia di tutto per una lavata di capo che di sicuro farà passare la voglia al giovane (e talentuoso) linebacker di abbandonare nuovamente il pallone prima di sentire il fischio dell’arbitro.

Nel drive successivo Flacco segna un touchdown che riapre il match dal potenziale 49-17 al 42-24. Ci penserà per fortuna l’MVP Peyton Manning a far capire che si può regalare un match già vinto ai Ravens solo una volta nella vita.

Finisce in trionfo per Manning e i Broncos cominciano al meglio la loro corsa che come destinazione recita Super Bowl e niente di meno.

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E’ cominiciata giovedi notte la stagione NFL con la prima partita di preseason. Buona per riprendere confidenza con il campo e per valutare quei giocatori che sembrano solo da training camp ma che potrebbero ritrovarsi tra circa tre settimane a far parte del roster.

Come sempre il risultato più importante è quello di evitare gli infortuni e quello che dice il tabellone a fine gara conta poco.

Di seguito alcune impressioni dopo aver visto il match:

Infortuni gravi evitati, come detto era l’obiettivo principale quindi bene cosi.

I titolari non giudicabili, solo una serie che si è chiusa con il punt per l’attacco. La difesa poco di più in campo ma non giudicabile.

Brock Osweiler gioca quasi tre quarti di match, sembra migliorato dallo scorso anno ma in ogni caso non porta la squadra a punti e non commette grossi errori. Dysert fa il suo esordio nel finale.

Hillman parte come running back titolare, gioca due serie e non lascia traccia. Montee Ball non fa meglio. Il migliore è stato CJ Anderson, ottime corse per lui (69 yards con 4.6 di media) ma contro le terze linee avversarie. Da rivedere nei prossimi match.

Tra i migliori il TE Julius Thomas, 4 ricezioni per lui e ottimi blocchi in azioni di corsa. Sfrutta al meglio il tempo che Fox lo lascia in campo. Sembra finalmente pronto a prendersi un posto a roster visti anche i recenti infortuni di Dreesen e Tamme.

La linea offensiva non convince. Poco tempo per il quarterback e poi la protezione collassa. I buchi per i running back sono pochi, soprattutto al centro. Speriamo le cose migliorino.

L’attacco sembra molto simile a quello dell’anno scorso, con Manning il gioco sui passaggi la farà da padrone. Manca ancora il running back trattore che possa guadagnare il down sui terzi e corto. Ma c’è tempo ancora.

La difesa va sicuramente meglio, 4 turnover a favore (2 fumble recuperati e 2 intercetti), l’unico TD della partita su fumble riportato in meta dal nuovo arrivato S. Phillips.

Ottima la prova della safety Ihenacho, già sorpresa del training camp, che parte titolare con Rahim Moore. Buoni tackle e sempre vicino alla zona della palla, davvero non male.

Discreto anche Omar Bolden tra i CB.

Altro giocatore in evidenza è Nate Irving, che gioca come SLB tra le riserve ed è autore di buonissime giocate.

Holliday è già in forma, un bel kick return di 44 yards. Colquitt e Prater le solite certezze.

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